Che significa? | Termini giuridici

Comitato

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Comitato

Comitato bicamerale per i giudizi d’accusa contro il Presidente della Repubblica (d. cost.)

L’iniziativa parlamentare per la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica [vedi] si basa su una deliberazione adottata a seguito di una relazione di un comitato costituito dai rappresentanti delle Giunte competenti per le autorizzazioni a procedere del Senato e della Camera.

In relazione ai reati previsti dall’art. 90 Cost. commessi dal Presidente della Repubblica [vediGiudizio d’accusa nei confronti del Presidente della Repubblica], la L. 219/89 ha espressamente previsto che nel relativo procedimento non è richiesta alcuna autorizzazione, né possono essere opposti il segreto di Stato o quello d’ufficio. La stessa legge ha altresì disciplinato i poteri investigativi del comitato. All’esito della propria attività di indagine, che di norma non deve superare i cinque mesi, il comitato ove ritenga che il reato sia diverso da quelli previsti dall’art. 90 Cost., dichiara la propria incompetenza; oppure può disporre l’archiviazione della notitia criminis, o presentare una relazione al Parlamento in seduta comune.

Quando sia stata deliberata la messa in stato di accusa del Capo dello Stato, la Corte costituzionale può disporne la sospensione dalla carica, in attesa della conclusione del giudizio. In questo periodo è prevista la supplenza del Presidente del Senato (ex art. 86 Cost.).

Comitato come ente collettivo (d. civ.)

È un ente collettivo composto da un gruppo di persone che, attraverso un’aggregazione di mezzi materiali, si propone il raggiungimento di uno scopo, generalmente nell’interesse pubblico, e all’uopo cerca contributi per mezzo di pubbliche sottoscrizioni o inviti a offrire.

Si discute se il comitato sia riconducibile entro lo schema dell’associazione [vedi] o della fondazione [vedi]. Secondo alcuni avrebbe una duplice natura: associativa nella fase iniziale, di fondazione successivamente.

L’art. 39 c.c. cita, con enumerazione solo esemplificativa, i casi di comitati più frequenti nella pratica giuridica: di soccorso, di beneficenza, di promozione di opere pubbliche etc.

Il fondo del comitato si costituisce con le offerte (oblazioni) dei singoli promotori che sono versate, di regola, in seguito a richiesta del comitato ed hanno il carattere di donazioni di modico valore (e come tali sono esenti dall’onere della forma dell’atto pubblico).

Circa la responsabilità dei membri del comitato distinguiamo:

           una responsabilità verso gli oblatori: i componenti del comitato sono responsabili personalmente e solidalmente verso gli oblatori della conservazione del patrimonio e della sua destinazione allo scopo stabilito;

           una responsabilità verso i terzi creditori: tutti i componenti del comitato sono responsabili solidalmente e personalmente delle obbligazioni assunte dal comitato se questo non ha la personalità giuridica.

Comitato dei creditori (d. fall.)

Nell’ambito della procedura fallimentare [vedi Fallimento], il comitato è l’organo che rappresenta gli interessi del cd. ceto creditorio. Esso è composto da tre o cinque creditori ed è nominato dal giudice delegato [vedi] entro trenta giorni dalla sentenza di fallimento, sentiti il curatore e i creditori che hanno dato disponibilità ad assumere l’incarico.

Spetta allo stesso comitato la nomina, a maggioranza, del proprio presidente.

Con la riforma fallimentare (D.Lgs. 5/2006) risultano notevolmente ampliati, in ossequio ai criteri di delega, le funzioni ed il ruolo del comitato, il quale vigila sull’operato del curatore, ne autorizza gli atti ed esprime pareri nei casi previsti dalla legge ovvero su richiesta del tribunale o del giudice delegato.

I pareri del comitato non sono di regola vincolanti; unica eccezione è quella prevista dall’art. 104 R.D. 267/42, che condiziona al parere favorevole del comitato la possibilità di autorizzare l’esercizio provvisorio dell’impresa.

Ai componenti del comitato si applica, in quanto compatibile, il regime di responsabilità di cui all’art. 2407 c.c., co. 1 e 3 c.c. (art. 41, co. 7, R.D. 267/1942 come modificato dal D.Lgs. 169/2007) in materia di responsabilità dei sindaci di società per azioni.

Ai membri non spetta alcun compenso ma solo il rimborso delle spese sostenute per l’adempimento degli obblighi del proprio incarico.

L’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del comitato dei creditori può essere proposta dal curatore durante lo svolgimento della procedura fallimentare, previa autorizzazione del giudice delegato (art. 41, ult.co., R.D. 267/1942, come modificato dal D.Lgs. 169/2007).

Comitato interministeriale (d. cost.)

I comitato sono organi collegiali non necessari del Governo, costituiti da più Ministri, sorti per risolvere esigenze di particolari settori della P.A. che coinvolgono le competenze e le attività di più ministeri; i comitato vengono istituiti con legge del Parlamento.

Si distinguono comitato con funzioni istruttorie o consultive, che hanno rilievo esterno, forniscono pareri obbligatori, ma non vincolanti, ma che non hanno competenza ad emanare atti con rilievo esterno, e comitato con specifiche competenze di indirizzo e di amministrazione attiva, comprendenti l’emanazione di atti amministrativi, autorizzazioni, approvazioni, regolamenti.

A seguito dell’intervento del legislatore, che con la L. 537/1993 ha dettato norme per la riduzione del numero ed il riordino dei comitato, al fine di eliminare sovrapposizioni e duplicazioni di competenze, molti dei comitato esistenti sono stati soppressi. Quelli attualmente operativi sono il C.I.P.E. [vedi], il C.I.S., il C.I.C.R. [vedi], il C.I.A.E.

Comitato olimpico nazionale italiano (d. amm.): [vedi C.O.N.I.].

Comitato per il controllo sulla gestione (d. comm.)

Organismo che esercita la funzione di controllo nell’ambito di quelle società che hanno optato per il sistema organizzativo monistico.

Il comitato è nominato dal consiglio di amministrazione al suo interno ed è composto da amministratori che non svolgono funzioni gestionali e di cui almeno uno deve essere scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro.

Le funzioni del comitato, sono:

           funzioni di vigilanza, inerenti all’adeguatezza della struttura organizzativa societaria, del sistema di controllo interno, amministrativo e contabile, nonché in ordine alla sua idoneità a rappresentare correttamente i fatti di gestione;

           ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con particolare riguardo ai rapporti con i soggetti incaricati di effettuare la revisione legale dei conti ex art. 2409bis c.c.

È espressamente prevista l’applicabilità al comitato delle norme dettate per il collegio sindacale in tema di riunioni e deliberazioni, nonché di quelle in tema di assistenza alle adunanze del consiglio di amministrazione, alle assemblee ed alle riunioni del comitato esecutivo.

Comitato per la legislazione (d. cost.)

Organo della Camera dei deputati, composto di dieci deputati, scelti dal Presidente della Camera in modo da garantire la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni.

Il comitato esprime pareri alle Commissioni parlamentari [vedi] sui progetti di legge da queste esaminati. Qualora ne sia fatta richiesta da almeno un quinto dei componenti, le Commissioni trasmettono al comitato i progetti di legge, affinché esprima parere sulla qualità dei testi, con riguardo alla loro omogeneità, alla semplicità e chiarezza della loro formulazione. Su richiesta di uno o più membri del comitato, che abbiano espresso opinioni dissenzienti, il parere deve dare conto delle loro motivazioni.

Comitato regionale di controllo (d. cost.) (d. enti loc.): [vedi CO.RE.CO.].

 

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