Che significa? Commercio

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Commercio

Commercio come attività lucrativa (d. comm.)

È l’esercizio a scopo di lucro di una attività che ha per fine lo scambio di beni contro beni (baratto) o contro denaro (compravendita).

Viene definito commerciante, invece, chiunque abitualmente con carattere di professionalità, svolga tale attività.

La materia è disciplinata dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 (cd. decreto Bersani) che, perseguendo lo scopo di un’ampia liberalizzazione del settore, rivisitò la disciplina precedente attraverso un drastico ridimensionamento del sistema delle preventive autorizzazioni comunali e la soppressione dell’obbligo di iscrizione al REC (Registro degli esercenti il commercio).

In un secondo momento, con la L. 135/2001, venne soppressa la sezione speciale del REC riservata ai titolari o gestori di attività ricettive.

Al D.Lgs. 114/1998 si deve anche l’abolizione delle 14 tabelle merceologiche in cui erano originariamente suddivisi tutti gli esercizi commerciali.

A questa importante riforma del settore commerciale, tuttavia, ha fatto seguito il D.L. 4 luglio 2006, n. 223 (cd. decreto Bersani-Visco), conv. con modif. in L. 4 agosto 2006, n. 248, il quale ha abolito del tutto l’obbligo di iscrizione al REC (art. 3, comma 1).

A partire dalla data di entrata in vigore del D.L. 223/2006, pertanto, bisogna ritenersi soppresso il REC, il quale già a seguito del D.Lgs. 114/1998 continuava ad operare unicamente per le attività di somministrazione di alimenti e bevande.

Fondamentale per il settore del commercio è stato anche il D.Lgs. 26 marzo 2010, n. 59 (emanato in attuazione della direttiva 2006/123/CE, cd. direttiva Bolkestein, relativa ai servizi nel mercato interno), nella versione modificata ad opera del D.Lgs. 6 agosto 2012, n. 147, che sottopone alla sola segnalazione certificata di inizio attività (cd. SCIA) [vedi] l’esercizio di talune importanti attività di vendita, quali: gli esercizi di vicinato, gli spacci interni, la vendita mediante apparecchi automatici, la vendita per corrispondenza o tramite altri mezzi di comunicazione.

Commercio elettronico (d. comm.)

Il commercio elettronico (o e-commerce) consiste nella compravendita, nel marketing e nella fornitura di prodotti o servizi attraverso computer collegati in rete.

Nell’industria delle telecomunicazioni si può intendere anche come l’insieme delle applicazioni dedicate alle transazioni commerciali.

Il quadro giuridico di riferimento per il commercio elettronico è costituito da norme comunitarie e da altre norme di diritto interno, alcune delle quali di attuazione di specifiche direttive comunitarie.

Il richiamo è, in particolare, alla direttiva 2000/31/CE (direttiva sul commercio elettronico), al D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70 (emanato in attuazione di quest’ultima) ed al D.Lgs. 206/2’’5 (Codice del consumo).


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