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Compenso degli avvocati

15 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 15 ottobre 2015



Compenso degli avvocati (d. proc.)

Per l’attività svolta dal difensore, un tempo erano previste tariffe professionali elaborate dal Consiglio dell’ordine ed approvate dal Ministro della giustizia, che prevedevano diritti, onorari e spese, divise per tipo di provvedimento, grado di difficoltà etc.

Con la riforma dell’ordinamento della professione forense (L. 247/2012) sono state semplificate le modalità del compenso che vanno concordate con il cliente per iscritto al momento del conferimento dell’incarico. Nel caso in cui manchi tale determinazione la liquidazione è affidata al giudice che si riferisce a specifici parametri individuati nel D.M. 140/2012.

Per gli avvocati e i patrocinanti, il compenso non può consistere in beni oggetto della controversia affidata al loro patrocinio (art. 2233 c.c.), sotto pena di nullità (cd. divieto di patto di quota lite [vedi]). È fatto obbligo al difensore di unire al fascicolo di parte la nota spese indicando in modo specifico, compenso e spese, al momento del passaggio in decisione della causa. La parte soccombente in giudizio è infatti tenuta al rimborso delle spese in favore dell’altra parte tra le quali rientra anche il compenso.

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