Che significa? | Termini giuridici

Concorso


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Concorso

Concorso di pene (d. pen.)

In caso di concorso materiale di reati [vedi Concorso di reati] si applica il cumulo materiale delle pene. Il principio del cumulo materiale è mitigato dal legislatore mediante la previsione di limiti massimi oltre i quali il giudice non può andare.

Così, ai sensi dell’art. 78 c.p.:

           trattandosi di reati che importino pene detentive temporanee o pene pecuniarie della stessa specie, la pena da applicare non può mai essere superiore al quintuplo della più grave fra le pene concorrenti, né comunque eccedere:

           i 30 anni per la reclusione [vedi];

           i 6 anni per l’arresto [vedi];

           15.493 euro per la multa [vedi];

           3.098 euro per l’ammenda [vedi];

           trattandosi di reati che importano pene detentive diverse, la durata della pena da applicare non può comunque superare gli anni 30; la parte di pena eccedente tale limite è detratta in ogni caso dall’arresto.

I limiti di pena dell’art. 78 si applicano solo in caso di pluralità di pene comminate con unica sentenza o decreto. In caso di pluralità di condanne trova applicazione l’art. 80 c.p. (concorso di pene inflitte con sentenze o decreti diversi).

La legge prevede poi delle sostituzioni quando è impossibile cumulare le varie pene da infliggere.

Concorso di persone nel reato (d. pen.)

Il concorso si configura nel caso in cui una pluralità di soggetti commette un reato.

Si distingue tra due tipi di concorso:

           necessario: si verifica per quei reati (detti plurisoggettivi) che, per loro natura, non possono che esser commessi da due o più persone: si pensi, ad esempio, alla rissa;

           eventuale: ricorre, invece, per la maggior parte dei reati che possono essere commessi indifferentemente da una o più persone e per i quali il concorso costituisce una mera eventualità.

Nel nostro ordinamento, la disciplina del concorso eventuale di persone è dettata dall’art. 110 c.p., il quale ispirandosi al principio della pari responsabilità dei concorrenti, stabilisce che quando più persone concorrono nel medesimo reato, ciascuna di esse soggiace alla pena per questo stabilita.

Il concorso può essere materiale (consistente nella partecipazione alla esecuzione del reato o in un concreto aiuto al reo nella preparazione ed esecuzione del reato) o morale (consistente nella partecipazione alla esecuzione del reato o nel far sorgere o nel rafforzare in un soggetto un proposito criminoso).

Inoltre il legislatore ha previsto, malgrado il principio di pari responsabilità di tutti i concorrenti, la possibilità di graduare la responsabilità di ciascun concorrente a seconda del contributo apportato alla realizzazione del fatto criminoso, attraverso la previsione di un sistema di circostanze aggravanti ed attenuanti che si applicano specificamente al concorso (artt. 112 e 114 c.p.), oltre, beninteso, che attraverso i consueti parametri di cui all’art. 133 c.p.

L’elemento soggettivo nel concorso di persone nel reato risulta dalla somma di due precise volontà, e cioè:

           la volontà di realizzare il reato (cd. dolo del fatto tipico monosoggettivo);

           la volontà di realizzarlo insieme ad altro o ad altri (cd. dolo di concorso).

Un’ipotesi particolare di concorso è quella del cd. concorso anomalo (o aberratio delicti concorsuale), disciplinata dall’art. 116 c.p. a norma del quale, quando il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti, anche questi ne risponde se l’evento è conseguenza della sua azione od omissione. Se il reato commesso è più grave di quello voluto, la pena è diminuita riguardo a chi volle il reato meno grave.

Concorso di reati (d. pen.)

Il concorsosi verifica quando un soggetto viola più volte la legge penale, ed è quindi chiamato a rispondere di più reati.

Si distingue tra:

           concorso materiale: si ha quando l’agente pone in essere più reati con una pluralità di azioni od omissioni (es.: Tizio prima ruba, poi rapina, poi uccide);

           concorso formale: ricorre, invece, quando i vari reati vengono realizzati con una sola azione od omissione (es.: Tizio con una sola frase ingiuria contemporaneamente più persone).

Il (—), sia materiale che formale, può essere:

           omogeneo, quando con una o più azioni od omissioni vengano commesse più violazioni della medesima disposizione di legge;

           eterogeneo, quando con una o più azioni od omissioni si violino diverse disposizioni di legge.

Per la disciplina del concorso di reati, sono concepibili in astratto tre sistemi:

           l’assorbimento, in virtù del quale si applica solo la pena prevista per il reato più grave;

           il cumulo materiale, per il quale si applicano tante pene quanti sono i reati commessi;

           il cumulo giuridico, per il quale si applica la pena prevista per il reato più grave, aumentata proporzionalmente alla gravità delle pene previste per gli altri reati: la pena complessiva risulta però inferiore al cumulo materiale.

Il codice penale, nel disciplinare il concorso materiale, ha adottato il sistema del cumulo materiale delle pene [vedi Concorso di pene], pur se con opportuni temperamenti consistenti nella fissazione di limiti massimi di pena (artt. 78 e 79 c.p.).

Il codice Rocco prevedeva anche per il concorso formale il cumulo materiale delle pene, ma il D.L. 99/1974, conv. nella L. 220/1974, ha introdotto il sistema del cumulo giuridico, in virtù del quale il concorso formale è punito con la pena che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo.

Peraltro, sia in caso di concorso formale che di reato continuato [vedi Continuato (Reato)] la pena, in tal modo determinata, non potrà mai essere superiore a quella che sarebbe applicabile in base al cumulo materiale delle pene stabilite per i reati in concorso formale o in continuazione. Tale regola generale trova conferma nel co. 4 dell’art. 81 (neointrodotto dalla L. 5-12-2005, n. 251, nota come legge ex Cirielli), previsione nella quale si precisa che, nel caso in cui i reati avvinti dal vincolo della continuazione col più grave o in concorso formale siano commessi da soggetti cui sia stata applicata la recidiva reiterata [vedi Recidiva], l’incremento sanzionatorio non potrà essere comunque inferiore ad un limite minimo, pari ad un terzo della pena stabilita per il reato più grave.

Concorso di responsabilità (d. civ.)

Si verifica quando il medesimo fatto integra sia gli estremi di un illecito contrattuale che extracontrattuale [vedi Responsabilità].

L’obbligazione risarcitoria ha, pertanto, una duplice fonte: la responsabilità contrattuale e quella extracontrattuale.

Il concorso di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale agevola notevolmente il creditore, in quanto questi ha la possibilità di scegliere alternativamente l’azione di responsabilità che meglio lo tutela. Infatti, la responsabilità extracontrattuale gli permette di conseguire il risarcimento dei danni [vedi] non patrimoniali e di quelli prevedibili ed imprevedibili, mentre egli può far valere la responsabilità contrattuale quando quella extracontrattuale sia prescritta.

Un’ipotesi frequente di concorsosi verifica nel contratto di trasporto di persone [vedi Trasporto (Contratto di)], ove la lesione imputabile alla persona integra sia gli estremi di un illecito contrattuale che extracontrattuale.

Concorso pubblico (d. amm.)

La Carta costituzionale, all’art. 97, prevede che agli impieghi presso le pubbliche amministrazioni [vedi] si accede mediante concorso pubblico, salvi i casi stabiliti dalla legge.

Il concorso è, infatti, una procedura formalizzata mirante all’accertamento tecnico della preparazione dei candidati, nell’ambito di una pubblica e trasparente competizione.

Esso si caratterizza:

  1. a) per la sua strumentalità alla selezione, acquisizione e valorizzazione delle migliori professionalità (principio meritocratico);
  2. b) per la pubblicità, cioè per la sua apertura a tutti i potenziali interessati in possesso dei requisiti minimi richiesti (casualità).

L’assunzione nelle amministrazioni pubbliche può aversi (art. 35 D.Lgs. 165/2001):

—           tramite procedure selettive volte all’accertamento della professionalità richiesta;

—           mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento.

Sono poi fatte salve le assunzioni obbligatorie dei soggetti appartenenti a categorie protette (ex lege n. 68/1999).

Le procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni devono svolgersi nel rispetto di alcuni principi fondamentali. Tra questi ricordiamo:

a) l’adeguata pubblicità della selezione e modalità di svolgimento che garantiscano l’imparzialità e assicurino economicità e celerità di espletamento, ricorrendo, ove è opportuno, all’ausilio di sistemi automatizzati, diretti anche a realizzare forme di preselezione;

b) l’adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire;

c) il rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori;

d) il decentramento delle procedure medesime;

e) la composizione delle commissioni esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle stesse, che non siano componenti dell’organo di direzione politica dell’amministrazione, che non ricoprano cariche politiche e che non siano rappresentanti sindacali o designati dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali o dalle associazioni professionali.

Le determinazioni relative all’avvio di procedure di reclutamento sono adottate da ciascuna amministrazione o ente sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale (art. 35, comma 4, D.Lgs. 165/2001, novellato dal D.L. 101/2013, conv. in L. 125/2013, cd. decreto pubblica amministrazione).

Ai sensi del D.Lgs. 14-3-2013, n. 33 (cd. T.U. per la trasparenza nelle pubbliche amministrazioni), devono essere pubblicati sui siti istituzionali delle PP.AA. tutti i bandi di concorso per il reclutamento, sia a tempo indeterminato che non, a qualsiasi titolo, di personale presso le amministrazioni pubbliche.

Si tenga presente, infine, che con il D.P.R. 16-4-2013, n. 70, il sistema di reclutamento e di formazione dei dipendenti pubblici, dirigenti e non, risulta così essere profondamente innovato.

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI