Che significa? | Termini giuridici

Condominio

19 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Condominio (d. civ.): È una particolare forma di comunione forzosa e perpetua, originata dal fatto che necessariamente, nel caso di più proprietà divise per piani, vi sono delle parti dell’intero edificio che devono essere in comune (così il suolo su cui l’edificio poggia, le fondazioni, le scale, i muri perimetrali, i tetti etc.) (artt. 1117 ss. c.c.).

La singolarità di questa figura risiede, appunto, nella circostanza che essa si ricollega ad un diritto di proprietà pieno ed esclusivo: il singolo condomino, cioè, oltre ad essere esclusivo proprietario del suo appartamento, è nel contempo, e necessariamente, comproprietario di quei beni di cui si è detto.

La materia è stata, da ultimo, riformata con L. 220/2012 (in vigore dal 18 giugno 2013).

Tra le più importanti novità introdotte dalla riforma si segnalano:

—  un’indicazione più dettagliata, anche se non esaustiva, delle parti comuni dell’edificio;

—  la specifica previsione delle condizioni che giustificano il distacco del singolo condomino dall’impianto centralizzato di riscaldamento;

—  l’abbassamento delle maggioranze previste per l’approvazione di innovazioni;

—  una nuova ripartizione delle spese per scale e ascensori;

—  modifiche rilevanti alla figura dell’amministratore ed ai suoi compiti.

L’uso delle parti comuni, salvo diversa previsione nel regolamento, è libero, con il solo limite del rispetto della destinazione funzionale delle cose e del pari godimento degli altri condomini (così, ad esempio, non si possono ingombrare le parti comuni, o bloccare gli accessi, compiere modifiche o ampliamenti, o anche fare uso esclusivo non autorizzato di parti comuni).

Gli organi del condominio sono l’assemblea condominiale [vedi], che è l’organo deliberativo e l’amministratore di condominio [vedi], che viene nominato dall’assemblea allorché i condomini sono più di otto, ed è l’organo esecutivo.

Ogni condominio può avere un proprio regolamento di condominio [vedi], in cui sono fissate le norme di uso dei vari beni, le norme di funzionamento dell’assemblea, i criteri di ripartizione delle spese etc.; tale regolamento è obbligatorio se i condomini sono più di dieci.

Il condominio, tendenzialmente, ha durata perpetua. Esso, tuttavia, si estingue quando viene a mancare la divisione per piani della proprietà, e cioè quando tutto l’edificio diventi proprietà della stessa persona.

 

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