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Conferenza

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Conferenza

Conferenza di servizi (d. amm.)

Forma di cooperazione tra amministrazioni pubbliche introdotta dalla L. 241/1990 al fine di snellire l’azione amministrativa, evitando che, nei procedimenti particolarmente complessi, le amministrazioni chiamate a parteciparvi debbano pronunciarsi in luoghi e tempi diversi.

La conferenza sostituisce a tali pronunce separate una valutazione contestuale in sede collegiale.

È possibile distinguere tre tipi di conferenza:

  la conferenza istruttoria postula il dovere di collaborazione tra i diversi centri di riferimento di interessi pubblici qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale dei vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo. La conferenza può essere convocata anche per l’esame contestuale di interessi coinvolti in più procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesime attività o risultati;

—  la conferenza decisoria viene convocata quando bisogna assumere decisioni concordate tra varie amministrazioni, in sostituzione dei previsti atti di concerto, nulla osta, intese o atti di assenso comunque denominati. In casi del genere, l’amministrazione procedente è tenuta ad indire la conferenza decorsi inutilmente trenta giorni dalla ricezione della relativa richiesta da parte dell’amministrazione competente;

—  la conferenza preliminare può essere convocata quando vengono in rilievo progetti di particolare complessità e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell’interessato, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivo, al fine di verificare le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tale ipotesi, la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente.

Conferenza episcopale italiana (C.E.I.) (d. eccl.)

Persona giuridica pubblica di cui sono membri di diritto gli Arcivescovi e Vescovi [vedi] delle diocesi [vedi] e delle altre Chiese particolari italiane. Alle sue riunioni non ha mai partecipato il Papa in prima persona prima dell’ascesa di Papa Francesco al soglio pontificio.

I compiti specifici della C.E.I. sono: studiare i problemi che interessano la vita della Chiesa in Italia; dare orientamenti nel campo dottrinale e pastorale; mantenere i rapporti con le pubbliche autorità dello Stato italiano.

Per quanto riguarda l’ultimo punto il nuovo Concordato, stipulato il 18 febbraio 1984 tra la Santa Sede e lo Stato Italiano, ha affidato alla C.E.I. il compito di gestire direttamente i termini dell’Accordo.

Conferenza metropolitana (d. enti loc.)

Organo della Città metropolitana [vedi] ai sensi di quanto disposto dalla L. 56/2014 (cd. legge Delrio) che ha poteri propositivi e consultivi.

Nello specifico la conferenza adotta o respinge lo statuto e le sue modifiche proposti dal Consiglio metropolitano [vedi] con i voti che rappresentano almeno 1/3 dei Comuni compresi nella Città metropolitana e la maggioranza della popolazione complessivamente residente.

La conferenza è composta dal Sindaco metropolitano [vedi], che la presiede, e dai Sindaci dei Comuni appartenenti alla Città metropolitane.

Lo statuto determina le maggioranze necessarie per le deliberazioni della conferenza.

Conferenza permanente Stato-Regioni (d. amm.)

Organo collegiale istituito con il D.P.C.M. 12 ottobre 1983 che, convocato ogni sei mesi e presieduto dal Presidente del Consiglio, è composto dai presidenti delle Regioni (sia a Statuto speciale che ordinario) e dai presidenti delle Province autonome, nonché dai Ministri (o rappresentanti di enti pubblici) di volta in volta interessati ai problemi in discussione.

La conferenza svolge compiti di informazione, consultazione e raccordo in relazione agli indirizzi di politica generale (eccetto la politica estera, la giustizia e la sicurezza nazionale) che incidono nelle singole materie di competenza regionale riguardo: l’attività normativa statale; gli obiettivi della programmazione e della politica finanziaria e di bilancio; la funzione statale di indirizzo e coordinamento; gli atti dell’Unione europea che interferiscono sulle competenze regionali; gli altri argomenti su cui il Presidente del Consiglio ritiene opportuno conoscere (o acquisire) il parere della conferenza.

I compiti attribuiti alla conferenza sono stati notevolmente ampliati sia con l’emanazione del D.Lgs. 281/1997, in attuazione della delega contenuta nella legge Bassanini sul decentramento amministrativo (L. 59/1997), che con la L. 234/2012, che rafforza il ruolo di tale conferenza nell’ambito del processo di formazione degli atti dell’Unione europea per quanto concerne glli interessi di Regioni e Province.

Conferenza Stato-città (d. amm.)

Istituita con D.P.C.M. 2 luglio 1996, assolve compiti di coordinamento nei rapporti tra Stato e autonomie locali e di studio, informazione e confronto sulle problematiche connesse agli indirizzi di politica generale che possono incidere su funzioni proprie o delegate di Province [vedi] Comuni [vedi] e Comunità montane [vedi].

La conferenza, convocata almeno ogni tre mesi, è presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, salvo delega al Ministro dell’interno o al Ministro per gli affari regionali; è composta inoltre dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro delle infrastrutture, dal Ministro della salute, dal presidente dell’A.N.C.I. (Associazione nazionale Comuni italiani), dal presidente dell’U.P.I. (Unione Province italiane), dal presidente dell’U.N.C.E.M. (Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli enti montani).

Ne fanno parte quattordici Sindaci designati dall’A.N.C.I. e sei presidenti di Provincia designati dall’U.P.I. Alle riunioni possono partecipare anche altri membri del Governo, nonché rappresentanti di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.

Le questioni di interesse comune con le Regioni sono trattate nell’ambito della Conferenza unificata [vedi].

La L. 234/2012 prevede la convocazione, almeno due volte l’anno, di tale conferenza in sessione speciale per la trattazione degli aspetti delle politiche europee di interesse degli enti locali.

Conferenza unificata (d. amm.)

È la Conferenza permanente Stato-Regioni [vedi] unificata con la Conferenza Stato-città [vedi] per le materie ed i compiti di interesse comune.

La conferenza assume deliberazioni, promuove e sancisce intese ed accordi, esprime pareri, designa rappresentanti in relazione alle materie, ed ai compiti di interesse comune alle Regioni ed agli enti locali ed è competente comunque in tutti i casi in cui le Regioni e gli enti locali o la Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Stato-città debbano esprimersi su un medesimo oggetto.

Il D.Lgs. 68/2011, in attuazione della delega contenuta nella L. 42/2009 sul federalismo fiscale [vedi], ha previsto l’istituzione, nell’ambito della conferenza unificata, della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, quale organismo stabile di coordinamento di cui fanno parte i rappresentanti dei diversi livelli istituzionali di governo.

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