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Consiglio

20 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 Ottobre 2015



Consiglio

Consiglio comunale (d. enti loc.)

Organo collegiale del Comune [vedi] avente funzione di indirizzo e coordinamento politico-amministrativo, nonché competenza esclusiva relativamente ad alcuni atti fondamentali dell’ente, quali ad esempio l’emanazione degli Statuti [vedi] e dei regolamenti [vedi], ovvero l’approvazione dei piani e dei programmi di carattere finanziario (art. 42 del D.Lgs. 267/2000).

Viene eletto direttamente dal corpo elettorale e dura in carica 5 anni.

Essendo dotato di autonomia organizzativa, disciplina il suo stesso funzionamento con un apposito regolamento definito «regolamento consiliare». Le sedute del Consiglio sono pubbliche salvi i casi previsti da detto regolamento.

I Consigli dei Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti sono presieduti da un Presidente eletto tra i consiglieri nella prima seduta.

Nei Comuni con popolazione inferiore, invece, spetta allo Statuto prevedere la figura del Presidente. Invero, salvo differente previsione statutaria, in tali casi il Consiglio è presieduto dal Sindaco [vedi].

Il Consiglio può avvalersi anche di organi interni aventi competenze specifiche per talune materie, trattasi delle Commissioni consiliari, che possono costituirsi esclusivamente con criterio proporzionale, e dei Gruppi consiliari.

Consiglio d’Europa (d. int.)

 

Organizzazione internazionale [vedi] istituita nel 1949 per proteggere e promuovere il patrimonio comune di ideali e lo sviluppo economico e sociale dei paesi europei da non confondersi con il Consiglio dell’Unione europea [vedi].

Ciascuno degli Stati membri del Consiglio (attualmente sono 47) si impegna ad «accettare il principio della preminenza del diritto e quello in virtù del quale ogni persona, posta sotto la sua giurisdizione, deve godere dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali».

La struttura del Consiglio comprende tre organi istituzionali:

—           il Comitato dei Ministri, formato dai Ministri degli Affari Esteri degli Stati membri, che è l’organo dotato di maggiori poteri;

—           l’Assemblea parlamentare organo parlamentare (formato dai rappresentanti dei Parlamenti degli Stati membri) che esprime voti e raccomandazioni al Comitato dei Ministri;

—           il Segretariato, con a capo un Segretario Generale.

Tra gli accordi siglati nell’ambito del Consiglio una particolare rilevanza assumono la Carta sociale europea e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo [vedi].

Consiglio dei Ministri (d. cost.): [vedi Governo].

Consiglio dei Ministri UE (d. UE)

Istituzione dell’Unione europea [vedi UE] in cui sono riuniti i rappresentanti dei governi degli Stati membri.

Il Consiglio, composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro, è l’organo decisionale dell’Unione Europea [vedi], pur condividendo i poteri normativi con il Parlamento europeo [vedi].

L’art. 16 TUE prevede al co. 1 che il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio, nonché funzioni di definizione delle politiche e di coordinamento alle condizioni stabilite nei trattati.

L’art. 16 par. 6 TUE prevede che il Consiglio si riunisce in varie formazioni, il cui elenco è adottato conformemente all’art. 236 TFUE e cioè in base ad una decisione del Consiglio europeo, adottata a maggioranza qualificata, che stabilisce:

—           l’elenco delle formazioni del Consiglio eccettuata quella «affari generali» e quella «affari esteri»;

—           la presidenza delle formazioni del Consiglio, eccettuata quella «affari esteri».

In particolare il Consiglio «Affari generali» assicura la coerenza dei lavori delle varie formazioni del Consiglio. Esso prepara le riunioni del Consiglio europeo e ne assicura il seguito in collegamento con il presidente del Consiglio europeo e la Commissione.

Consiglio delle autonomie locali (d. enti loc.)

Organo di consultazione fra Regioni ed enti locali previsto dall’ultimo comma dell’art. 123 Cost. come riformulato a seguito della riforma recata dalla L. cost. 3/2001. La composizione e il funzionamento sono dettati dalla legge regionale, mentre allo Statuto regionale [vedi] ne è demandata la disciplina.

Il Consiglio può proporre alla Giunta regionale il ricorso alla Corte costituzionale [vedi] avverso leggi o atti aventi valore di legge dello Stato (art. 32 della L. 87/1953, come modificato dalla L. 131/2003, cd. legge La Loggia).

Consiglio di gestione (d. comm.)

È l’organo amministrativo nelle società che abbiano optato per il sistema di amministrazione cd. dualistico.

Al Consiglio spetta in via esclusiva la gestione dell’impresa, con il compimento delle operazioni necessarie all’attuazione dell’oggetto sociale, e ciò può fare anche in forma delegata.

Il Consiglio è costituito da almeno due componenti, anche non soci, nominati per un periodo non superiore a tre esercizi dal consiglio di sorveglianza [vedi], ad eccezione dei primi che sono nominati nell’atto costitutivo. Essi possono essere revocati in ogni tempo, anche senza giusta causa, salvo, in tal caso, il diritto al risarcimento dei danni.

Al Consiglio si applicano, in quanto compatibili, gran parte delle norme stabilite, nel modello tradizionale di governance, per il consiglio di amministrazione.

Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana (d. amm.)

È un organo giurisdizionale e di consulenza giuridico-amministrativa che si articola in due sezioni: consultiva e giurisdizionale.

Con la creazione di tale organo si intese ulteriormente ampliare l’autonomia della Regione siciliana, facendo sì che anche la giurisdizione si svolgesse in loco.

In sede consultiva è organo di consulenza giuridico-amministrativa della Regione.

In sede giurisdizionale esercita le attribuzioni del Consiglio di Stato [vedi] ed ha quindi competenza:

           per gli appelli avverso le decisioni del T.A.R. siciliano;

           per i ricorsi di unico grado per i giudizi di ottemperanza di decisioni dello stesso (—).

Consiglio di sicurezza (d. int.)

Il Consiglio è tecnicamente l’organo più importante dell’O.N.U. [vedi] con compiti fondamentali per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.

È composto da 15 membri di cui 5 (Cina, Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia), sono membri permanenti e godono del diritto di veto [vedi Veto (Diritto di)].

Il Consiglio può adottare, discrezionalmente, contro uno Stato che minacci o abbia violato la pace, misure:

           che non comportano l’impiego della forza; vi rientrano le interruzioni delle relazioni economiche, commerciali, internazionali e delle comunicazioni postali, economiche, ferroviarie, marittime, aeree, telegrafiche e la rottura delle relazioni diplomatiche [vedi Embargo];

           che implicano l’uso della forza. Si tratta di azioni militari compiute da forze armate messe a disposizione del Consiglio dagli Stati membri oppure misure provvisorie ritenute necessarie o desiderabili come ad esempio il cessate il fuoco [vedi Caschi blu].

I provvedimenti adottati possono assumere la forma di raccomandazioni [vedi], che non sono vincolanti per gli Stati membri, o di decisioni [vedi] che sono, invece, vincolanti.

Oltre ai compiti relativi al mantenimento della pace, il Consiglio ha il potere di proporre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite l’ammissione di nuovi membri nelle Nazioni Unite, nonché una funzione conciliativa.

 

Consiglio di sorveglianza (d. comm.)

Il Consiglio è l’organo che, nelle società che optano per il sistema di amministrazione cd. dualistico, svolge la funzione di controllo.

Il Consiglio è costituito da almeno tre componenti (di cui almeno uno scelto tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro): i primi sono nominati nell’atto costitutivo e gli altri dall’assemblea in forma ordinaria. Questi rimangono in carica per tre esercizi, sono rieleggibili e revocabili dall’assemblea, salvo il diritto al risarcimento dei danni se la revoca avviene senza giusta causa.

Al Consiglio competono le funzioni di controllo e di vigilanza tipiche del collegio sindacale, in virtù dell’espresso rinvio all’art. 2403 c.c. Spettano, inoltre, ulteriori competenze, sottratte o concorrenti con quelle dell’assemblea dei soci.

Al Consiglio si applicano, in quanto compatibili, gran parte delle norme stabilite, nel modello tradizionale, per il collegio sindacale. Si fa altresì rinvio, per le deliberazioni del Consiglio, alle disposizioni stabilite dall’art. 2388 c.c. per le deliberazioni del consiglio di amministrazione.

I componenti del Consiglio sono solidalmente responsabili con i componenti del consiglio di gestione per i fatti o le omissioni di questi ove il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica. L’azione di responsabilità nei confronti dei consiglieri di sorveglianza è deliberata dall’assemblea ordinaria.

Consiglio di Stato (d. cost.)

Il Consiglio è un organo complesso:

           di rilievo costituzionale: in quanto è previsto dalla Costituzione, che ne sancisce l’indipendenza dal Governo, e conseguentemente non potrebbe essere soppresso né privato delle sue funzioni istituzionali con legge ordinaria;

           costituente un potere dello Stato, almeno per quanto concerne l’esplicazione delle funzioni giurisdizionali;

           con funzioni:

  1. a) consultive generali in materia giuridico-amministrativa;
  2. b) giurisdizionali amministrative, di secondo grado e, per alcune materie, esclusive.

Nell’esercizio delle funzioni consultive il Consiglio esprime pareri in materia giuridico-amministrativa, i quali possono essere obbligatori o facoltativi, a seconda che la P.A. abbia o meno l’obbligo di richiederli. La legge 127/1997 ha tassativamente indicato gli atti per i quali il parere è obbligatorio. I pareri obbligatori si distinguono poi in vincolanti e non vincolanti a seconda che la P.A. debba o meno attenersi ad essi. Sul punto è intervenuta la L. 205/2000 che ha sancito la «pubblicità» dei suddetti pareri e la necessità di indicare il Presidente del Collegio e l’estensore.

Nell’ambito delle attribuzioni giurisdizionali con l’istituzione dei T.A.R. (Tribunali amministrativi regionali) il Consiglio ha assunto la qualifica di organo giurisdizionale amministrativo di secondo grado. Inoltre conserva una competenza giurisdizionale esclusiva per il giudizio di ottemperanza e per il caso previsto dall’art. 33 T.U. C.d.S. e cioè quando, al fine di evitare l’impugnativa successiva, il Governo, col preventivo assenso scritto di tutti coloro ai quali l’atto si riferisce, provoca la decisione del Consiglio su un provvedimento non ancora emanato.

Consiglio Economico e Sociale (d. int.)

Organo principale dell’O.N.U. [vedi] che dirige e coordina l’attività svolta dalle Nazioni Unite nei settori economico, sociale, culturale e della cooperazione in ambito umanitario. Su tutti questi problemi, opera di concerto con le istituzioni specializzate.

È composto da 54 membri eletti dall’Assemblea generale per 3 anni e ogni anno è rinnovato per un terzo.

Consiglio europeo (d. UE)

Il Consiglio europeo costituisce l’istituzione titolare del potere di indirizzo politico dell’Unione europea.

In particolare, l’art. 15 TUE, così come modificato dal Trattato di Lisbona, stabilisce che il Consiglio europeo si riunisce due volte a semestre (a Bruxelles) ed è composto dai capi di Stato o di governo degli Stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione.

Anche l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza partecipa ai suoi lavori.

In merito alle attribuzioni è stabilito che il Consiglio europeo «non esercita funzioni legislative» ma dà all’Unione gli impulsi necessari al suo sviluppo e ne definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali.

Per quanto concerne il Presidente, il Consiglio europeo procede alla sua elezione a maggioranza qualificata per un mandato di due anni e mezzo, rinnovabile solo una volta ed è incompatibile con un mandato nazionale.

Il Presidente, in base a quanto prevede il Trattato di Lisbona:

—           presiede e anima i lavori del Consiglio europeo;

—           assicura la preparazione e la continuità dei lavori del Consiglio europeo, in cooperazione con il presidente della Commissione e in base ai lavori del Consiglio «Affari generali»;

—           si adopera per facilitare la coesione e il consenso in seno al Consiglio europeo;

—           presenta al Parlamento europeo una relazione dopo ciascuna delle riunioni del Consiglio europeo;

—           assicura, al suo livello e in tale veste, la rappresentanza esterna dell’Unione per le materie relative alla politica estera e di sicurezza comune, fatte salve le attribuzioni dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Consiglio metropolitano (d. enti loc.)

Organo di indirizzo e controllo della Città metropolitana [vedi] ai sensi di quanto previsto dalla L. 56/2014 (cd. legge Delrio).

Dura in carica 5 anni ed è composto dal Sindaco metropolitano [vedi] e da un numero di consiglieri (che varia in rapporto al numero di abitanti della Città metropolitana) eletti dai Sindaci e dai consiglieri comunali dei Comuni appartenenti alla Città metropolitana. Sono eleggibili a consigliere metropolitano gli stessi Sindaci e consiglieri comunali in carica.

La cessazione dalla carica comunale comporta però anche la decadenza da consigliere metropolitano.

La legge, tuttavia, offre all’ente la possibilità che lo statuto preveda l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio utilizzando un sistema elettorale determinato con legge statale.

I membri del Consiglio svolgono l’incarico a titolo gratuito.

In caso di rinnovo del Consiglio del Comune capoluogo, deve procedersi a nuove elezioni del Consiglio entro 60 giorni dalla proclamazione del nuovo Sindaco.

Tra le funzioni che competono al Consiglio rientra, in particolare, la proposta dello statuto alla Conferenza metropolitana [vedi] e l’approvazione di regolamenti, piani, programmi, nonché di ogni altro atto ad esso sottoposto dal Sindaco metropolitano.

Consiglio provinciale (d. enti loc.)

Organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo della Provincia [vedi].

Secondo l’impianto normativo recato dal T.U. enti locali (D.Lgs. 267/2000), esso svolge in ambito provinciale le medesime competenze del Consiglio comunale [vedi]. In particolare, così come quest’ultimo, anche per il Consiglio il TUEL prevede l’elezione diretta da parte dei cittadini ed inoltre analoghe sono le funzioni, la dura in carica (5 anni) e le cause che ne determinano lo scioglimento.

Bisogna ad ogni modo tener presente che la L. 7-4-2014, n. 56 (cd. legge Delrio), emanata nell’attesa che si realizzi una nuova riforma del Titolo V, Parte II della Costituzione, ha provveduto, tra le altre cose, ad un parziale rinnovamento dell’ente Provincia che vede tra i suoi punti focali una sostanziale rivisitazione degli organi provinciali.

A norma di quanto disposto dalla L. 56/2014, pertanto, il Consiglio, organo di indirizzo e controllo, dura in carica 2 anni ed è composto dal Presidente della Provincia [vedi], nonché dai Sindaci e dai consiglieri comunali dei Comuni appartenenti alla Provincia. Tutti i suoi membri svolgono l’incarico a titolo gratuito.

Rientrano tra le funzioni del Consiglio la proposta dello statuto all’Assemblea [vedi]; l’approvazione di piani, programmi, regolamenti e di ogni altro atto ad esso sottoposto dal Presidente della Provincia.

Consiglio regionale (d. amm.)

È il massimo organo deliberativo e rappresentativo dell’ente Regione [vedi] dotato di competenze normative e amministrative, nonché di autonomia organizzativa, finanziaria e contabile.

Il sistema elettorale è stabilito da ciascuna Regione con una propria legge elettorale. In mancanza di quest’ultima si applica la legislazione nazionale che prevede che esso sia eletto direttamente dal corpo elettorale regionale col sistema elettorale maggioritario per l’elezione di 1/5 dei consiglieri e del sistema elettorale proporzionale per l’elezione di 4/5 dei consiglieri; dura in carica cinque anni ed esattamente fino al 46° giorno antecedente alla data delle nuove elezioni.

Il Consiglio esercita funzioni legislative, nei limiti delle competenze regionali e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi.

I Consigli svolgono inoltre:

           funzioni amministrative nei casi previsti dallo Statuto e nel rispetto delle leggi e regolamenti regionali;

           funzione di controllo politico sull’operato della Giunta e del Presidente;

           funzione di indirizzo politico spettante alla Regione.

Consiglio Superiore della Magistratura [c.s.m.] (d. cost.)

È l’organo di autogoverno della magistratura ed è il garante della sua autonomia dal potere esecutivo. Ad esso, è stata riconosciuta al Consiglio dalla Corte costituzionale (sent. 379/1992) la natura di organo costituzionale, direttamente investito di esclusive funzioni costituzionali esercitate in via definitiva ed in posizione di assoluta indipendenza dagli altri poteri dello Stato.

Il Consiglio è presieduto dal Presidente della Repubblica [vedi] ed è composto da altri tre membri di diritto: il Primo Presidente della Corte di Cassazione, il Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione ed il Presidente della Repubblica. Agli stessi vanno aggiunti 24 membri elettivi: 16 eletti dai magistrati nell’ambito degli appartenenti alla loro categoria, 8 eletti dal Parlamento tra i professori universitari in materie giuridiche e gli avvocati con 15 anni di esercizio forense.

Tutti i componenti del Consiglio durano in carica 4 anni e non sono immediatamente rieleggibili.

Il vicepresidente deve essere scelto tra i membri eletti dal Parlamento, ma viene eletto da tutti i componenti del Consiglio.

Al Consiglio compete ogni potestà deliberativa relativa allo status ed alle funzioni dei magistrati. Le deliberazioni del Consiglio non hanno diretta rilevanza esterna e spetta al Ministro della giustizia o al Presidente della Repubblica dare esecuzione alle stesse, che hanno sostanziale natura di provvedimenti amministrativi, soggetti al controllo contabile e giurisdizionale amministrativo.

Più precisamente i provvedimenti del Consiglio riguardanti la carriera dei magistrati sono impugnabili dinanzi ai giudici amministrativi e ricorribili alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione per violazione di legge.

Consiglio Supremo di Difesa (d. cost.)

È un organo di rilievo costituzionale previsto dall’art. 87 della Costituzione, composto dal Presidente della Repubblica, che lo presiede, dal Presidente del Consiglio, dai Ministri degli affari esteri, dell’interno, della difesa, e dello sviluppo economico, e dal Capo di stato maggiore della difesa.

Il Consiglio coordina tutte le attività relative alla difesa dello Stato [vedi Difesa della Patria; Guerra]. Inoltre esamina i problemi generali politici e tecnici attinenti alla difesa nazionale e determina i criteri e fissa le direttive per l’organizzazione ed il coordinamento delle attività militari dello Stato.


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