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Contenzioso tributario

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Contenzioso tributario (d. trib.): È la giurisdizione speciale esercitata dalle Commissioni tributarie [vedi], alle quali è affidato l’esame di tutte le controversie di natura fiscale.

Con i decreti legislativi 545/546 del 1992 è stato disciplinato l’ordinamento interno delle Commissioni tributarie e il processo tributario.

Le parti del processo tributario sono:

  il ricorrente, cioè il cittadino che si rivolge alla P.A. per ottenere la rimozione di atti ritenuti illegittimi;

  la Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate [vedi] o l’ente locale o l’Agente della riscossione che ha emanato l’atto impugnato o non ha emanato l’atto richiesto.

Il contenzioso inizia con la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria provinciale.

Il ricorso, da proporsi entro 60 giorni dalla data di notificazione alla controparte, può essere presentato per le controversie che riguardano tributi di ogni genere e specie, inclusi quelli regionali, provinciali e comunali.

Riguardo agli atti, è possibile presentare ricorso contro:

  l’avviso di accertamento e di liquidazione dell’imposta;

  il provvedimento che irroga le sanzioni;

  il ruolo e la cartella di pagamento [vedi];

  l’avviso di mora;

  gli atti relativi alle operazioni catastali;

  il rifiuto di restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie, interessi non dovuti;

  ogni altro atto per il quale la legge ne prevede l’autonoma impugnabilità davanti alle Commissioni tributarie.

Le parti in giudizio diverse dall’amministrazione finanziaria o dall’ente locale devono essere assistite da un difensore abilitato (salvo il caso di ricorsi per ammontare inferiore a 2.582,28 euro). Per evitare costi troppo elevati per i meno abbienti è assicurato nei loro confronti il patrocinio a spese dello Stato.

Contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale il soccombente può ricorrere:

  alla Commissione tributaria regionale competente;

  in Cassazione per motivi di legittimità;

  in revocazione per le sentenze non ulteriormente impugnabili o non impugnate.

 

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