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Contrattazione collettiva


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Contrattazione collettiva (d. lav.): La contrattazione collettiva è finalizzata al raggiungimento di un accordo, cd. contratto collettivo, tra un datore di lavoro (o un gruppo di datori di lavoro) ed un’organizzazione (o più organizzazioni) di lavoratori, allo scopo di stabilire il trattamento minimo garantito e le condizioni di lavoro alle quali dovranno conformarsi i singoli contratti individuali stipulati sul territorio nazionale.

Il fondamento giuridico della contrattazione collettiva risiede, da un lato, nell’autonomia che l’ordinamento giuridico riconosce alle organizzazioni sindacali (art. 39 Cost.) e, dall’altro, nel rapporto tra il sindacato e i suoi membri: la contrattazione collettiva rappresenta, pertanto, la maggiore espressione dell’autonomia sindacale e costituisce il compito principale delle associazioni sindacali.

I soggetti della contrattazione collettiva sono quegli enti collettivi investiti (dai singoli aderenti o ex lege) del potere negoziale.

L’oggetto della contrattazione collettiva è costituito prevalentemente dai rapporti individuali di lavoro subordinato la cui disciplina viene definita dal contratto collettivo, oltre che dalla legge.

L’efficacia della contrattazione collettiva è, nella previsione dell’art. 39 Cost., riferita a tutti gli appartenenti alla categoria professionale considerata; tuttavia, la mancata attuazione del citato disposto costituzionale fa sì che la contrattazione collettiva vincoli esclusivamente i firmatari del contratto collettivo e di riflesso i datori e i lavoratori che aderiscono alle organizzazioni datoriali e sindacali stipulanti.

Secondo il prevalente orientamento giurisprudenziale, parte delle previsioni contrattuali (es.: quelle relative ai trattamenti retributivi minimi) sono immediatamente applicabili anche ai lavoratori non iscritti ai sindacati stipulanti e per i quali il contratto individuale abbia previsto un trattamento di minor favore.

Attualmente la contrattazione collettiva avviene secondo modalità e tempi stabiliti dagli accordi interconfederali del 2009, 2011 e del 2013 e dall’accordo Confindustria – CGIL, CISL, UIL del 10-1-2014, recante il Testo Unico della rappresentanza, che hanno stabilito regole certe in merito ai requisiti dei soggetti trattanti, all’efficacia dei contratti collettivi e ai rapporti tra contratti collettivi di diverso livello [vedi Contratto collettivo].

In epoca fascista vi era una contrattazione collettiva di tipo corporativista, in cui ogni categoria di lavoratori aveva un proprio sindacato, ma gli accordi erano stabiliti dallo Stato, il quale pretendeva il massimo della produzione a scapito sia del lavoratore che del datore di lavoro, entrambi “strumenti” a servizio del bene principale dell’economia di Stato.

Con la Costituzione (1948) l’attività sindacale viene riconosciuta come libera e indipendente, con ciò consacrandone implicitamente la finalità propria di tutela degli interessi della classe lavoratrice

Contrattazione collettiva nel pubblico impiego (d. amm.)

A seguito della privatizzazione, la contrattazione collettiva nel lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni ha assunto un rilievo pari a quello che ha nel lavoro privato. Essa, infatti, determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro nonché le materie relative alle relazioni sindacali (art. 40 D.Lgs. 165/2001, novellato dal D.Lgs. 150/2009, cd. riforma Brunetta).

Sono, viceversa, escluse dalla contrattazione collettiva le materie attinenti all’organizzazione degli uffici, quelle oggetto di partecipazione sindacale, quelle afferenti alle prerogative dirigenziali, la materia del conferimento e della revoca degli incarichi dirigenziali, nonché quelle di cui all’art. 1, comma 2, lett. c), della L. 421/1992.

Nelle materie relative alle sanzioni disciplinari, ancora, alla valutazione delle prestazioni ai fini della corresponsione del trattamento accessorio, della mobilità e delle progressioni economiche, la contrattazione collettiva è consentita negli esclusivi limiti previsti dalle norme di legge.

I livelli della contrattazione collettiva corrispondono ai seguenti:

           contratti collettivi nazionali di comparto;

           contratti integrativi (che sostituiscono i precedenti contratti collettivi decentrati).

La contrattazione collettiva nazionale si fonda in via principale sui contratti collettivi di comparto. I comparti sono costituiti da settori omogenei o affini della P.A. (A.R.A.N.) e sono determinati mediante appositi accordi tra l’Agenzia per la rappresentanza negoziale della P.A. (A.R.A.N.) e le confederazioni sindacali maggiormente rappresentative.

I contratti collettivi di comparto sono stipulati dall’ARAN, per la parte pubblica, e dalle organizzazioni sindacali che abbiano nel comparto interessato una rappresentatività non inferiore al 5%, considerando a tal fine la media tra il dato associativo e il dato elettorale.

La contrattazione collettiva disciplina, alla stregua del settore privato, la durata e dei contratti nazionali e di quelli integrativi, la struttura contrattuale ed i rapporti tra i diversi livelli.

Possono, poi, essere stipulati contratti collettivi integrativi nel rispetto delle materie e dei limiti prefissati dai contratti nazionali di comparto, che, quindi, si pongono come fonte normativa di grado superiore. Sicché alla contrattazione collettiva in sede nazionale vengono riservate la scelta delle materie negoziabili in sede integrativa, nonché la definizione delle procedure negoziali e dei soggetti tra i quali si svolgerà la contrattazione collettiva integrativa, la quale, peraltro, potrà avere ambito territoriale e riguardare anche più amministrazioni. I contratti integrativi non possono contenere clausole in contrasto con vincoli risultanti dai contratti nazionali. La sanzione per l’eventuale difformità è costituita dalla nullità di queste ultime. Inoltre, i contratti integrativi devono rispettare i limiti di bilancio posti dagli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di ciascuna amministrazione.

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