Che significa? Contratti bancari

Che significa?

Articolo di




> Che significa?

Contratti bancari (d. comm.) (d. banc.): Sono quei contratti con i quali le banche [vedi] provvedono a procurarsi danaro, o ad impiegarlo, ovvero a fornire servizi accessori (artt. 1834-1860 c.c.).

I contratti bancari presentano strutturalmente notevoli affinità con i contratti di diritto comune, ma se ne differenziano per la natura del soggetto che li pone in essere e per altre differenze di disciplina dovute al particolare interesse sociale che gli istituti bancari rivestono nell’economia di un Paese.

La disciplina dei contratti bancari  fu una delle innovazioni del codice del 1942, mentre in precedenza tali contratti erano sottoposti soltanto alla regolamentazione usuale o a quella fissata dalle stesse banche.

Fonti di disciplina dei contratti bancari sono: il codice civile; la legge; gli statuti ed i regolamenti bancari, approvati con decreto; gli usi. Il D.Lgs. 385/1993 (Testo unico Bancario) contiene un insieme di norme finalizzate a garantire la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari, a tutela del cliente che si trova in una posizione di disparità economica rispetto all’ente creditizio. La regolamentazione dei contratti bancari è stata, però, in larga parte affidata alle cd. norme bancarie uniformi. Si tratta di condizioni generali di contratto predisposte dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana). Tali condizioni generali sono poi applicate in modo tendenzialmente uniforme dalle banche assicurando un’accentuata standardizzazione dei rapporti con la clientela.

 


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI