Che significa? | Termini giuridici

Contributi previdenziali

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Contributi previdenziali (d. prev.): Somme versate periodicamente all’ente previdenziale a titolo di finanziamento delle assicurazioni sociali.

L’obbligo contributivo trova la sua fonte nella legge (art. 23 Cost.) e sorge al verificarsi delle condizioni previste, cioè, generalmente, all’atto dello svolgimento di una qualunque attività lavorativa, anche se talvolta è subordinato al verificarsi di eventi ulteriori (ad es. per la tutela infortunistica quando si svolga una delle attività specificamente protette).

I contributi sono generalmente commisurati alla retribuzione per i lavoratori dipendenti o al reddito da lavoro per i lavoratori autonomi [vedi Aliquota contributiva].

La natura giuridica dei contributi è diversamente configurata dalla dottrina: sono qualificati come premio assicurativo o come salario previdenziale o ancora come tributi imposti dalla legge a favore di un ente pubblico; i contributi costituiscono imposte speciali aventi lo scopo di «fornire agli enti previdenziali i mezzi necessari per la realizzazione dei compiti loro affidati dalla legge per la soddisfazione immediata di un interesse pubblico» (Persiani).

Nel caso dei lavoratori dipendenti il versamento dei contributi non viene effettuato direttamente dal lavoratore, ma dal datore di lavoro, anche per la quota a loro carico che viene trattenuta direttamente dalla retribuzione; in tal modo il datore di lavoro resta l’unico responsabile nei confronti degli enti previdenziali e nessuna responsabilità può essere fatta gravare sul lavoratore dipendente per omesso o irregolare versamento dei contributi (art. 2115, co. 2, c.c.).

Contributi da riscatto

Consentono al lavoratore (con onere finanziario a suo carico o a carico del datore di lavoro ovvero con trasferimento di fondi da altri enti di previdenza) di regolarizzare, dal punto di vista assicurativo, periodi (lavorativi e non) per i quali non esiste un obbligo contributivo. I contributi da riscatto valgono sia per il diritto che per la misura della pensione. Tra i periodi riscattabili vi sono quelli corrispondenti alla durata dei corsi legali di studio universitario a seguito dei quali siano stati conseguiti il diploma di laurea e titoli equiparati.

Contributi figurativi

Sono versati per coprire i periodi in cui il lavoratore non ha eseguito la prestazione per cause non imputabili alla sua volontà. La legge individua tassativamente le ipotesi nelle quali sono accreditati i contributi figurativi (ad es. periodi in cui l’assicurato ha beneficiato di integrazioni salariali, periodi di servizio militare, obbligatorio o volontario, di malattia e infortunio sul lavoro, di astensione obbligatoria e facoltativa dal lavoro e assenza per malattia del bambino). I contributi figurativi sono computabili a tutti gli effetti ai fini della determinazione sia del diritto sia della misura della pensione.

Contributi obbligatori (o effettivi)

Sono versati in caso di effettivo svolgimento di attività lavorativa. Per quanto concerne il lavoro subordinato, i contributi sono dovuti e versati dal datore di lavoro per coloro che svolgono attività retribuita alle sue dipendenze.

Contributi volontari

Sono versati direttamente dall’assicurato che, avendo cessato l’attività lavorativa, può chiedere di proseguire volontariamente il rapporto assicurativo, con onere interamente a suo carico, onde conservare i diritti derivanti dall’assicurazione stessa o raggiungere i requisiti per il diritto alla pensione. La prosecuzione volontaria della contribuzione deve essere autorizzata dall’istituto previdenziale ed è subordinata al possesso di specifici requisiti.


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