Che significa? Conversione dei decreti legge

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Conversione dei decreti legge (d. cost.): Procedimento con cui le Camere [vedi Parlamento] si assumono la responsabilità politica degli atti di decretazione d’urgenza di iniziativa governativa che, prima della conversione, posseggono solo efficacia provvisoria.

La Costituzione, a garanzia del corretto uso della funzione legislativa, in particolare, stabilisce che:

—  il Governo [vedi] è tenuto a presentare il decreto-legge [vedi] nello stesso giorno in cui è emanato dal Presidente della Repubblica [vedi] (art. 87 Cost.), alle Camere per la conversione (art. 77, co. 2 Cost.);

—  le Camere, anche se sciolte sono tenute a riunirsi entro 5 giorni per la conversione (art. 77, co. 2) da effettuarsi entro e non oltre 60 giorni dalla pubblicazione dei decreti.

In sede di conversione è possibile che la legge del Parlamento apporti modifiche, talvolta rilevanti, al testo originario del decreto legge.

Gli emendamenti apportati in sede di conversione producono i loro effetti a partire dal giorno successivo a quello di pubblicazione della legge di conversione.

La mancata conversione fa perdere al decreto-legge efficacia sin dal momento della sua emanazione (ex tunc). Pertanto, il decreto privo della conversione si considera come mai emanato: sono fatte salve solo le possibilità di regolare e sanare per legge eventuali rapporti giuridici sorti sulla base del decreto non convertito.


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