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Corrispondenza

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Corrispondenza

Libertà di corrispondenza (d. cost.)

L’art. 15 Cost. tutela il rapporto comunicativo che si instaura tra due soggetti determinati sancendo il principio inviolabile della libertà, della segretezza, della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione.

L’art. 15 tutela la libertà di tutte le forme di «corrispondenza» e tale devono considerarsi sia quella epistolare, sia quella telegrafica e telefonica.

Invero la garanzia costituzionale ha portata molto ampia e deve essere estesa ad ogni altra forma di comunicazione del proprio pensiero che con l’avvento e la diffusione di nuove tecnologie nel settore delle comunicazioni hanno ampliato ulteriormente l’ambito di applicazione della norma, estendendola alla posta elettronica e la creazione di un proprio account o sito Internet (L. 23 dicembre 1993, n. 547).

L’art. 15 salvaguarda le comunicazioni indirizzate a persone determinate, a differenza dell’art. 21 Cost. che tutela, nell’ambito della libertà di manifestazione del pensiero, le comunicazioni pubbliche rivolte ad una collettività indistinta.

Tuttavia tale distinzione non appare, con l’irrompere delle nuove tecnologie dell’informatica, sempre agevole. In particolare, la convergenza fra diversi mezzi di trasporto di dati e informazioni in un’unica piattaforma di trasmissione (cd. multimedialità), elimina la distinzione fra i diversi mezzi di comunicazione (telefonia, reti telematiche, reti televisive) e rende più difficile stabilire se si stia effettuando una comunicazione interpersonale i cui contenuti si vuole restino segreti ed esclusi a terzi, oppure una manifestazione del pensiero rivolta alla collettività.

Sempre maggiore rilevanza assumono altri requisiti distintivi fra le fattispecie disciplinate dalle due disposizioni costituzionali, quali, ad esempio, l’infungibilità del destinatario, per cui esso è determinato e non casuale (ciò che non accade, ad esempio, nel caso di video on demand, ossia di distribuzione di contenuti audiovisivi gratuita o a pagamento in qualsiasi momento), oppure la delimitazione dei destinatari (quando siano numerosi ma infungibili) da parte del mittente, manifestando la sua intenzione di selezionarli (come accade in occasione di una videoconferenza).

La libertà di corrispondenza protegge in egual misura sia il mittente, sia il destinatario della comunicazione, garantendone, come detto, sia la libertà che la segretezza.

La segretezza non è soltanto un mezzo per tutelare la libertà della comunicazione del pensiero, come nell’art. 48 Cost. a proposito del diritto di voto (Barile), ma costituisce anche una caratteristica peculiare delle comunicazioni interpersonali, che sono prive dei requisiti della pubblicità e della diffusività, intesa come pluralità di destinatari.

La titolarità della libertà di corrispondenza spetta indistintamente a tutti: cittadini, stranieri, apolidi, persone fisiche, persone giuridiche, nonché a tutte le formazioni sociali che non siano contra legem.

Le limitazioni di tale libertà e segretezza devono essere accompagnate da idonee forme di tutela: ciò spiega perché, anche a garanzia di esse, la Costituzione ha previsto la riserva di giurisdizione, in quanto la sua limitazione può avvenire solo con un atto motivato dell’autorità giudiziaria e con le garanzie stabilite dalla legge.

Il sequestro della corrispondenza (art. 254 c.p.p.), in particolare, può essere disposto dall’autorità giudiziaria e solo quando vi sia fondato motivo di ritenere che gli oggetti siano stati spediti dall’imputato o siano a lui diretti o comunque possano avere relazione con il reato. In caso di urgenza gli ufficiali di polizia giudiziaria possono ordinare al preposto al servizio postale di sospendere l’inoltro, ma se entro 48 ore il pubblico ministero non dispone il sequestro, gli oggetti della corrispondenza devono essere inoltrati.

Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza (d. pen.)

Commette tale delitto chi prende cognizione del contenuto di una corrispondenza chiusa a lui non diretta; chi distrugge o sopprime, in tutto o in parte, corrispondenza a lui non diretta e infine chi, dopo aver compiuto uno dei fatti su indicati, senza giusta causa rivela in tutto o in parte il contenuto della corrispondenza (artt. 616 ss. c.p.).

Tale delitto rientra tra quelli contro l’inviolabilità dei segreti, in particolare di quello contenuto nella corrispondenza intendendosi per tale ogni forma di comunicazione di idee, di sentimenti, di propositi o di notizie contenuta in lettere, messaggi telegrafici, telefonici o telematici svolgentesi tra due persone determinate in modo diverso dalla conversazione in presenza.

Pena: per le prime tre ipotesi reclusione fino ad 1 anno e nella multa da euro 30 a euro 516; per la quarta reclusione fino a tre anni.

 

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