Che significa? Corte

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Corte

Corte costituzionale (d. cost.)

Organo costituzionale il cui compito principale consiste nel sindacare l’operato del legislatore al fine di verificarne la conformità alla Costituzione.

In particolare, la Corte costituzionale svolge in forma giurisdizionale i seguenti compiti:

—           controllo di legittimità costituzionale [vedi] delle leggi e degli atti aventi forza di legge in via incidentale (su iniziativa di un giudice nel corso di un processo) e in via principale (su ricorso dello Stato avverso leggi delle Regioni e su ricorso di una Regione, avverso leggi dello Stato o di altra Regione);

—           risoluzione dei conflitti di attribuzione [vedi] tra i poteri dello Stato, fra lo Stato e le Regioni, e fra le Regioni;

—           giudizio di ammissibilità del referendum abrogativo [vedi];

—           giudizio sulle accuse per alto tradimento o per attentato alla Costituzione promosse contro il Presidente della Repubblica [vedi   Giudizio d’accusa contro il Presidente della Repubblica].

La Corte si compone di 15 giudici, nominati per 1/3 dal Parlamento, per 1/3 dal Presidente della Repubblica e per 1/3 dalle supreme Magistrature (ordinaria, amministrativa, contabile), tra professori, avvocati e magistrati. I giudici restano in carica 9 anni e non sono rieleggibili; tra di essi viene eletto il Presidente che ha un mandato di 3 anni. Il Presidente e i giudici nell’esercizio delle loro funzioni sono coadiuvati da assistenti di studio.

Nei giudizi di accusa contro il Presidente della Repubblica, la Corte giudica in composizione integrata; in questo caso si compone anche di 31 giudici aggregati, scelti da un elenco di cittadini con requisiti per l’eleggibilità a senatore.

La Corte gode di autonomia regolamentare, cioè di potere normativo autonomo, autonomia amministrativa e autonomia finanziaria. Si avvale di un apparato amministrativo al vertice del quale è posto il Segretario generale.

La Corte ha sede in Roma nel Palazzo della Consulta. Le principali norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte sono contenute nella L. 87/1953.

Corte d’Appello (d. proc.)

La Corte ha sede nel capoluogo del distretto. Attualmente esistono 26 distretti ubicati territorialmente nei capoluoghi di regione (eccetto Aosta che appartiene al distretto di Torino) e nei seguenti capoluoghi di provincia: Brescia, Salerno, Lecce, Messina, Catania, Caltanissetta e Reggio Calabria.

Come organo collegiale giudicante la Cortefunziona con il numero invariabile di tre votanti sia in materia civile che in materia penale.

La Corte è giudice d’Appello per tutte le sentenze pronunciate dal Tribunale in primo grado (definitive, non definitive, a contenuto processuale, di merito), purché l’appello non sia escluso dalla legge o dall’accordo delle parti a norma dell’art. 360 c.p.c. (cd. ricorso in Cassazione per saltum).

La Corted’Appello è sempre giudice di secondo grado, tranne alcune ipotesi nelle quali giudica in unico grado (ad esempio, sentenze con le quali decide l’impugnazione dei provvedimenti amministrativi sulla libertà del mercato e sulla concorrenza, sentenze pronunciate sull’impugnazione per nullità del lodo arbitrale).

Ogni Corte è ripartita in sezioni con competenza civile, penale o promiscua.

In campo penale la Corte di Appello decide sull’appello proposto contro le sentenze pronunciate dal Tribunale e la Corte d’Assise d’Appello contro le sentenze della Corte di Assise (art. 596).

Corte d’Assise (d. p. pen.)

Organo collegiale giurisdizionale competente a conoscere reati caratterizzati da una particolare gravità, elencati nell’art. 5 c.p.p.

È composta da:

—           un magistrato del distretto scelto tra quelli aventi funzione di appello, che la presiede o, in mancanza o per indisponibilità, tra quelli aventi qualifica non inferiore a magistrato di appello;

—           un magistrato del distretto avente le funzioni di magistrato di tribunale;

—           sei giudici popolari.

I magistrati e i giudici popolari costituiscono un collegio unico: in particolare i giudici popolari della Corterealizzano la partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia, in esecuzione dell’art. 102 Cost., relativamente ai reati che hanno maggiore risonanza nel campo sociale.

Corte dei Conti (d. cost.) (d. amm.)

Organo costituzionale, di rilevanza costituzionale, privo di poteri sovrani.

Fra le molteplici e complesse attribuzioni della Corteè possibile procedere ad una classificazione per tipi fondamentali distinguendo le seguenti funzioni:

—           di controllo;

—           consultiva;

—           giurisdizionale.

Ai sensi degli artt. 100 e 103 Cost. la Corteè la suprema magistratura di controllo.

In particolare il controllo da essa esercitato assume natura preventiva limitatamente al riscontro di legittimità di una serie di atti non aventi forza di legge (es.: decreti che approvano contratti delle amministrazioni pubbliche per importi più rilevanti; atti di programmazione comportanti spese) il cui elenco è contenuto tassativamente nell’art. 3 L. 20/1994 dell’attività di controllo preventivo viene effettuata a mezzo del cd. visto di legittimità: i provvedimenti sottoposti a controllo divengono esecutivi se entro 60 gg. la sezione di controllo non si pronuncia, salvo che sollevi questione di legittimità costituzionale o conflitto di attribuzione (art. 27 L. 340/2000).

Il controllo successivo viene esercitato sulla gestione del bilancio e del patrimonio delle pubbliche amministrazioni, riferendo annualmente al Parlamento [vedi] ed ai Consigli Regionali [vedi Consiglio Regionale].

Le attribuzioni della Cortesi riferiscono anche all’esercizio di funzioni consultive e giurisdizionali.

Nell’esplicare le attribuzioni consultive di cui è depositaria, la Corte esprime, obbligatoriamente, parere sulle leggi che importino modifiche o integrazione alle sue attribuzioni; sulle norme che modifichino la legge sulla contabilità di Stato.

Le attribuzioni giurisdizionali, invece, riguardano la materia del contenzioso contabile; la materia pensionistica; la materia della responsabilità civile dei funzionari dello Stato.

Corte dei Conti dell’Unione Europea (d. UE) n

È stata istituita con il Trattato di Bruxelles del 22-7-1975 e oggi è collocata nel quadro istituzionale dell’Unione europea (art. 13 TUE). Tale istituzione è composta da un cittadino per ciascuno Stato membro, nominati dal Consiglio dei Ministri [vedi] all’unanimità, dopo consultazione del Parlamento Europeo [vedi], che restano in carica per 6 anni.

Alla Corteè stata attribuita una competenza di controllo generale: essa esamina i conti di tutte le entrate e le spese dell’Unione. Generalmente si tratta di un controllo formale di legittimità, anche se talvolta essa esercita anche un controllo di tipo sostanziale o di efficienza sulla gestione finanziaria considerata nel suo insieme.

Corte di Cassazione (d. proc.)

Organo giurisdizionale che si pone al vertice dell’organizzazione giudiziaria italiana. Ha sede in Roma ed ha giurisdizione su tutto il territorio dello Stato.

È costituita in sezioni (tre civili, sei penali, una lavoro) ed è composta da un Primo Presidente che presiede le udienze a sezioni unite e le adunanze generali, da un Presidente Aggiunto, da Presidenti di sezione (titolari e supplenti) e da Consiglieri.

La Corte giudica a sezioni semplici col numero invariabile di cinque votanti; a sezioni unite col numero invariabile di nove votanti (che si riuniscono per risolvere o prevenire contrasti interpretativi insorti tra le sezioni semplici, per decidere questioni di massima di particolare importanza, per decidere su questioni attinenti alla giurisdizione o ai conflitti di attribuzione tra P. A. e giudici ordinari).

L’art. 360bis c.p.c. prevede che l’ammissibilità dei ricorsi per cassazione sia sottoposta ad un preventivo vaglio da parte di un’apposita sezione-filtro la quale, a seguito dell’assegnazione dei ricorsi alla stessa da parte del primo presidente, verifica se sussistono i presupposti per la pronuncia in camera di consiglio.

La Corte assicura (art. 65 ord. giud.): l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge; l’unità del diritto oggettivo nazionale; il rispetto dei limiti delle diverse giurisdizioni [vedi Nomofilachia].

Regola, inoltre: i conflitti di competenza [vedi]; i conflitti di giurisdizione [vedi]; i conflitti di attribuzione tra P.A. e giudice ordinario [vedi  Regolamento di giurisdizione].

La Corte adempie a tutti gli altri compiti conferiti dalla legge (art. 65 R.D. 12/41).

Di regola, la competenza della Corteè limitata alle questioni di diritto (cd. pronuncia di legittimità), ossia non riesamina il merito della questione [vedi Ricorso per Cassazione]. Tuttavia, l’art. 384 c.p.c. prevede che, in caso di accoglimento del ricorso per qualunque motivo (prima del 2006, invece, l’art. 384 c.p.c. faceva riferimento soltanto all’accoglimento del ricorso per violazione o falsa applicazione di norme di diritto), la Cortedecide la causa nel merito se non sono necessari nuovi accertamenti di fatto. Si parla, in quest’ipotesi, di cassazione sostitutiva, poiché la Cortedecide direttamente il merito della causa senza rinviarla ad altro giudice.

I motivi di ricorso sono indicati tassativamente dalla legge (artt. 360 c.p.c.; 606 c.p.p.).

Le sentenze della Corte sono vincolanti solo relativamente al caso concreto portato al suo esame, ma è chiaro che costituiscono un autorevole precedente cui fare comunque riferimento.

[vedi Ricorso per Cassazione].

n Nella foto, il «Palazzaccio», sede della Cassazione

 

n Cortedi Giustizia dell’Unione europea (d. UE) n

È concepita come un’istituzione a carattere unitario comprensiva al suo interno dei seguenti organi:

—           la Corte di giustizia;

—           il Tribunale;

—           i Tribunali specializzati.

La Corteassicura il rispetto del diritto dell’Unione nell’interpretazione e nell’applicazione dei trattati [vedi] e degli atti normativi derivati [vedi Regolamenti; Direttive; Decisioni].

Gli organi sono composti da un giudice per ciascuno Stato membro; nel caso della Corte di giustizia anche da 9 avvocati generali. Sono nominati di comune accordo dagli Stati membri eletti per un periodo di sei anni.

I compiti della Corteriguardano in particolare:

—           competenza in tema di inadempimento degli Stati. I ricorsi sono proponibili dalla Commissione europea [vedi] e dagli Stati membri;

—           controllo di legittimità sugli atti dell’Unione. Tale controllo si estende agli atti vincolanti;

—           controllo sul comportamento omissivo delle istituzioni che consiste nella mancata adozione di atti dovuti dalle istituzioni che a ciò erano tenute;

—           competenza in tema di questioni pregiudiziali. Qualora davanti ad un giudice ordinario è sollevata una questione di interpretazione dei Trattati europei e di validità e di interpretazione sugli atti delle istituzioni, il giudice può, o deve se di ultima istanza, sospendere il processo e chiedere una pronuncia della (—). La pronuncia è vincolante nel giudizio in questione e per tutte le eventuali interpretazioni successive.

n Sede della Corte di Giustizia dell’Unione europea a Lussemburgo

n CorteEuropea dei Diritti dell’Uomo (d. int.) n

Tribunale internazionale istituito dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo (CEDU) [vedi] al quale può essere proposto ricorso per le violazioni di diritti e libertà garantiti dalla Convenzione.

La Cortesi compone di un Comitato di tre giudici, di una Camera ristretta composta da sette giudici e di una Grande Camera cui partecipano 17 giudici.

La Cortepuò essere adita per tutte le questioni riguardanti presunte violazioni della Convenzione o dei suoi Protocolli imputabili ad uno Stato contraente.

Il ricorso può essere proposto:

—           da uno Stato contraente (art. 33);

—           da ogni persona fisica, ogni organizzazione non governativa o gruppo di privati che possono richiedere il risarcimento di danni in quanto vittime di una violazione dei diritti dell’uomo da parte di uno Stato contraente (art. 35).

I ricorsi sono dapprima esaminati da uno dei Comitati della Corteche, con decisione inappellabile presa all’unanimità, può dichiarare irricevibile il caso o cancellare dal ruolo il ricorso (art. 28); se nessuna decisione è stata adottata, il ricorso è esaminato dalla Camera ristretta che, in contraddittorio con le parti, può dichiarare l’irricevibilità del ricorso, e in questo caso la procedura si conclude, o esperire i tentativi di conciliazione amichevole. Se quest’ultimo tentativo fallisce, la Camera deve decidere della controversia con sentenza immediatamente vincolante per le parti.

Contro la sentenza della Camera ristretta, entro tre mesi, può essere presentato appello alla Grande Camera che si pronuncia con sentenza definitiva.

n CorteInternazionale di Giustizia [c.i.g.] (d. int.) n

Massimo tribunale internazionale sorto nel 1945: è, ai sensi dello Statuto delle N.U., un organo dell’ONU [vedi].

È composta da 15 giudici di varie nazionalità eletti in base alla loro competenza e levatura morale.

I compiti della Cortesono prevalentemente giurisdizionali e consultivi: nel primo caso funziona come tribunale arbitrale [vedi   Arbitrato] tra gli Stati membri che decidono di sottoporsi alla sua giurisdizione, mentre nel secondo ha una funzione consultiva (pareri) su questioni giuridiche nei confronti dell’ONU.

I suoi pareri non sono comunque vincolanti.

L’attività della Corteè regolata da uno statuto annesso alla Carta delle Nazioni Unite.

n La Corte internazionale di giustizia ha sede nel Palazzo della Pace de L’Aja

n CortePenale Internazionale (d. int.) n

Tribunale dell’ONU, istituito durante la Conferenza diplomatica svoltasi a Roma dal 14 giugno al 17 luglio 1998, competente a giudicare i crimini più gravi che interessano la comunità internazionale: aggressione, crimini di guerra, genocidio [vedi] e crimini contro l’umanità [vedi              Crimini internazionali]. La Cortesi fonda su uno Statuto, firmato a Roma il 17 luglio 1998, costituito di 128 articoli suddivisi in tredici parti. Lo Statuto è entrato in vigore il 1° luglio 2002.

La Corte, con sede all’Aja, è composta da 18 giudici in carica per nove anni.

L’azione penale può essere avviata dal Procuratore, da uno Stato che ha firmato lo Statuto o dal Consiglio di sicurezza; negli ultimi due casi è necessario il consenso dello Stato nel quale il crimine ha avuto luogo o dello Stato di provenienza dell’imputato.

Il giudizio della Corte è basato su tre principi fondamentali del diritto penale:

—           nullum crimen sine lege: nessuna persona può essere accusata di un fatto che al momento del suo verificarsi non costituisce crimine oggetto di giurisdizione della Corte;

—           nulla poena sine lege: una persona condannata dalla Corte può essere punita solo secondo le disposizioni dello Statuto che non contempla la pena di morte;

—           irretroattività ratione personae: nessuna persona può essere accusata per fatti commessi prima dell’entrata in vigore dello Statuto.

n CorteSuprema degli Stati Uniti (d. comp.) n

Unico organo giudiziario espressamente previsto dalla Costituzione americana.

Il numero dei suoi membri è rimesso al Congresso. Attualmente ne fanno parte nove giudici (secondo quanto stabilito dal Congresso nel 1869): un Presidente (Chief Justice of the United States) e otto membri (Associate Justices) nominati a vita.

La loro nomina, quando vi è un posto rimasto vacante, spetta al Presidente degli Stati Uniti e deve essere sottoposta ad approvazione del Senato; i giudici supremi possono cessare la loro attività presentando le dimissioni, ritirandosi in pensione di propria iniziativa (dopo almeno dieci anni di servizio), al compimento del settantesimo anno di età o, ancora, a seguito di procedura di impeachment.

La giurisdizione obbligatoria della CorteSuprema è:

  1. a) originaria o esclusiva. Si tratta della giurisdizione prevista dall’art. 3, sez. II Cost., in cui si afferma che la CorteSuprema decide in prima ed unica istanza di controversie relative ad ambasciatori, consoli e rappresentanti stranieri, e quelli in cui sia parte uno Stato;
  2. b) d’appello o concorrente. La CorteSuprema giudica su ricorso delle parti avverso sentenze dei giudici inferiori, siano essi federali o statali.

La giurisdizione della CorteSuprema è facoltativa, invece, qualora una parte in causa, pur non avendo diritto di ricorso, chiede alla Corteun writ of certiorari, ossia la richiesta effettuata dalla CorteSuprema al tribunale inferiore (federale o statale), su istanza della parte in causa, di trasmettere i documenti relativi ad una specifica causa.

Altro strumento di ricorso alla CorteSuprema, al di fuori dei casi obbligatori, è la certification of questions. In queste ipotesi il giudice inferiore rivolge alla Cortequesiti specifici di diritto al fine di proseguire il processo ed emanare una sentenza conforme al parere della CorteSuprema.

Le sentenze della CorteSuprema non solo decidono la causa in questione ma vincolano anche tutti i giudici (federali e statali) per le cause successive.


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