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Costituzionalismo

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Costituzionalismo (sc. pol.): Insieme dei principi che caratterizzano una forma di governo costituzionale, vale a dire fondata su un complesso di norme scritte contenute in una costituzione o in più atti di valore costituzionale.

In tal senso il costituzionalismo è un fenomeno recente, anche se i suoi prodromi possono essere rinvenuti in epoche precedenti: si pensi alla Charta delle libertà (1110) e alla Magna Charta Libertatum (1215), manifestazioni di una visione pattizia del potere sovrano tendente a trasformare le libertà di fatto in libertà giuridiche, resa possibile proprio dalla redazione scritta dei documenti solenni che sancivano importanti garanzie politiche intercorrenti tra il re e i nobili.

Nonostante questi illustri antecedenti, alla base del costituzionalismo moderno vi è l’apporto congiunto del giusnaturalismo e del contrattualismo.

Il pensiero giusnaturalistico, sul quale esercita la sua influenza il valore attribuito all’uomo dalla tradizione cristiana, pone a fondamento del potere un criterio universale e razionale, scaturente dalla concezione di una società retta pattiziamente. In tal senso le teorie del diritto naturale si muovono in direzione di una limitazione del potere regio.

Non diversamente agisce il contrattualismo, che ricerca l’origine del potere del monarca nell’accordo dei singoli, i quali di propria volontà trasferiscono al sovrano l’esercizio di poteri spettanti, in origine, a essi stessi.

È merito indiscutibile delle teorie giusnaturalistiche e contrattualistiche l’aver posto l’accento sull’esistenza di un diritto naturale dei singoli di partecipazione alla sovranità [vedi].

Il costituzionalismo moderno trova dunque la sua origine nella concezione del patto sociale tra i governanti e la collettività, alla luce della coscienza dell’esistenza di un diritto di partecipazione alla sovranità, inteso quale criterio della legittimità del potere e quale limite all’azione dei governanti.

Nel momento in cui viene affermata la limitatezza e la revocabilità dei poteri ceduti dal popolo al sovrano per mezzo del contratto sociale, si assiste alla condanna dell’assolutismo [vedi] all’esigenza di solennizzare in un atto formale scritto i principi cardine della vita associata, imponendone il rispetto ai poteri costituiti e fornendo le necessarie garanzie di libertà.

Nel movimento illuministico, e in particolar modo nel pensiero di Rousseau [vedi], il quale ha proposto un contrattualismo teso alla codificazione della tutela del singolo e della società, trova origine la moderna idea di «costituzione». Essa rimane, invece, estranea, al costituzionalismo inglese, il quale ha trovato la sua formazione attraverso una secolare evoluzione, di natura prevalentemente consuetudinaria.

I costituzionalismi anglossassone e continentale, pur nella diversità genetica, sono accomunati da una medesima tendenza: la limitazione del potere regio. Mentre in Inghilterra non si avvertì la necessità di una costituzione scritta, essa divenne indispensabile quando le istituzioni e i principi del costituzionalismo vennero trapiantati negli Stati Uniti (1787) e in Francia (1791).

Fra gli istituti del costituzionalismo classico, quelli ascrivibili al contributo inglese sono: la monarchia costituzionale, l’irresponsabilità del Capo dello Stato, il bicameralismo, la tutela giurisdizionale delle libertà civili.

Le costituzioni francesi (così come quella americana) non potevano non avere forma scritta, per la necessità di codificare un nuovo assetto giuridico-politico e di rompere i ponti con il passato. La separazione dei poteri, i limiti al pubblico potere, l’unità della giurisdizione, il principio della sovranità popolare sono le caratteristiche di tali costituzioni, che hanno sostanziato il patrimonio del costituzionalismo.

Alla luce di quanto detto, si può parlare di Stati costituzionali (cioè provvisti di una determinata costituzione, e non di una qualunque costituzione) e di Stati non costituzionali, vale a dire sprovvisti di una costituzione formale improntata ai valori di libertà ed eguaglianza.

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