Che significa? | Termini giuridici

Costituzione

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Costituzione (d. cost.): È la legge fondamentale dello Stato. Contiene le norme e i principi generali relativi all’organizzazione e al funzionamento dello Stato (inteso come gruppo sociale organizzato), in un determinato momento storico, nonché le norme riguardanti i diritti e i doveri fondamentali dei cittadini.

Se ci si riferisce esclusivamente alla nozione giuridica di Costituzione, si distinguono due opposti orientamenti interpretativi:

—           Costituzione intesa in senso restrittivo come complesso di norme che regolano la creazione delle stesse norme giuridiche e in particolare la creazione delle leggi formali.

Più specificamente costituisce la norma fondamentale che dà origine all’ordinamento giuridico, in quanto influenza i contenuti, gli ambiti e la procedura di produzione di tutte le altre successive norme;

—           Costituzione intesa in senso estensivo. Si identifica con la stessa struttura organizzativa di una certa comunità sociale.

Per tale indirizzo, quindi, la Costituzione esprime il supremo potere costituito scaturente da un comportamento di autodisciplina della società organizzata.

Con riguardo al problema della sua modificabilità la Costituzione viene generalmente distinta in:

—           flessibile: quando può essere modificata od integrata secondo il normale procedimento di formazione delle leggi ordinarie;

—           rigida: quando la modificazione o abrogazione delle disposizioni in essa contenute richiede l’adozione di un procedimento diverso o aggravato rispetto a quello proprio delle leggi ordinarie.

La Costituzione rigida è stata adottata, anche se in base a diversi schemi tipologici, dalla gran parte degli Stati contemporanei, perché garantisce sia la certezza giuridica, sia un più sicuro prestigio e forza nella scala gerarchica delle fonti, e poiché soddisfa l’esigenza di controllo, giurisdizionale o parlamentare, della costituzionalità delle norme.

Costituzione formale

È il documento solenne contenente i principi e le norme di organizzazione dello Stato a prescindere dall’effettiva applicazione degli stessi [vedi Costituzione vivente].

Costituzione italiana

La Costituzione della Repubblica italiana è stata approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

La nostra Costituzione è votata, perché è stata adottata volontariamente e liberamente dal popolo attraverso un apposito organo [vedi   Assemblea costituente], rigida, cioè modificabile soltanto a mezzo di leggi emanate con procedimenti ponderati e aggravati [vedi            Revisione costituzionale]; lunga, perché oltre alle norme sull’organizzazione statale contempla anche i principi fondamentali dello Stato e i diritti fondamentali dei cittadini; scritta, perché è consacrata in un documento formale e contiene norme programmatiche nei fini, ma precettive nell’applicazione e nell’interpretazione.

Consta di 139 articoli (di cui 5 abrogati dalla L. Cost. 3/2001) e 18 disposizioni transitorie e finali [vedi].

Costituzione non scritta

In questo caso si tratta di un complesso di norme consuetudinarie elaborate nel corso degli anni, cui si aggiungono alcuni testi considerati di valore costituzionale; questa situazione è tipica della Gran Bretagna dove non esiste una Costituzione scritta per cui l’ordinamento britannico è basato in prevalenza su norme consuetudinarie e su alcuni storici testi scritti (Magna Charta, Confirmatio Chartarum, Petition of Rights, Bill of Rights e Act of Settlement) emanati nel corso dei secoli (la Magna Charta risale al 1215).

Costituzione materiale

È il complesso di principi e norme di comportamento effettivamente regolanti la società statale in un dato momento storico, in quanto conforme all’ideologia del gruppo politico dominante: possono essere anche non scritti.

Costituzione vivente

È la Costituzione effettivamente vigente, quella, cioè, sentita e applicata dal corpo sociale. Si rifà essenzialmente ai principi in essa contenuti e all’accordo delle forze politiche e di governo. La Costituzione vive attraverso lo sviluppo delle convenzioni costituzionali [vedi] che ne determinano il vigore e l’applicabilità.

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