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Criteri di collegamento

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Criteri di collegamento (d. int. priv.): Sono uno degli elementi tipici della norma di diritto internazionale privato. Si tratta di quei criteri che servono a designare quale sia la legge applicabile ad una determinata categoria di rapporti.

I criteri di collegamento possono consistere in circostanze giuridiche o di fatto concernenti un particolare aspetto della situazione da regolare.

criteri di diritto sono, ad esempio, la cittadinanza, largamente utilizzata dalle norme italiane di diritto internazionale privato, il domicilio o la residenza (utilizzabile in via sussidiaria per gli apolidi ex art. 19, L. 218/95).

Tipico criterio di collegamento di fatto è quello del luogo in cui si trova un immobile (art. 51, L. 218/95).

Non è infrequente che, nell’ambito di una stessa norma di conflitto, siano indicati più criteri di collegamento (artt. 26, 35, 46, 48, 62, L. 218/95).

Si verifica, in questo caso, una situazione di concorso di più criteri di collegamento che potrà avere il carattere di:

—  concorso successivo, quando è utilizzato il secondo criterio di collegamento soltanto nell’ipotesi di mancato funzionamento del primo (es.: per determinare la legge applicabile alla promessa di matrimonio, art. 26, L. 218/95);

—  concorso alternativo, quando la scelta avviene in funzione dei risultati pratici cui perviene (es.: in tema di forma del testamento, art. 48, L. 218/95);

—  concorso cumulativo, quando, pur essendo il criterio di collegamento formalmente unico, esso finisce per richiamare due o più ordinamenti diversi (es.: relativamente al riconoscimento del figlio naturale, art. 35, L. 218/95).

Il nostro sistema di d.i.p. conosce diversi criteri di collegamento:

– criterio della cittadinanza: è il criterio di collegamento utilizzato dagli artt. 20, 23, 26, 27, 33, 36, 46, 56 L. 218/95;

-criterio del luogo in cui sono posti i beni: è applicato dall’art. 51 L. 218/95 in tema di possesso e diritti reali;

– criterio del luogo in cui è avvenuto il fatto: operativo, ex artt. 61, 62 L. 218/95 in relazione alle obbligazioni non contrattuali (atti illeciti, promesse unilaterali etc.);

– criterio della volontà manifestata dalle parti: esso è richiamato, ai sensi dell’art. 57 L. 218/95 in materia di obbligazioni contrattuali;

– criterio del luogo in cui deve essere eseguita l’obbligazione: anch’esso, come il precedente, regolato dall’art. 57 L. 218/95 in materia di contratti.

– criterio della prevalente localizzazione della vita matrimoniale.

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