Che significa? | Termini giuridici

Delitto

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Delitto (d. pen.): I reati possono essere oggetto di diverse classificazioni.

La distinzione generale più importante è quella espressamente prevista dal codice fra Delitto e contravvenzioni [vedi]. L’elemento distintivo è rappresentato dalla pena: infatti, per i Delitti la legge prevede la pena dell’ergastolo, della reclusione, e, nei casi meno gravi, della multa.

In tema di elemento soggettivo per i Delitti si risponde in via generale solo per dolo salvo i casi di Delitti preterintenzionali o colposi espressamente previsti dalla legge; inoltre solo i Delitti sono assoggettabili alla disciplina del tentativo [vedi] (art. 56 c.p.).

Delitto aggravato dall’evento

Si dicono aggravati o qualificati dall’evento i Delitti che subiscono un aumento di pena per il verificarsi di un evento ulteriore, rispetto al fatto che già costituisce reato: evento che viene posto a carico dell’agente come semplice conseguenza della sua azione od omissione.

Sono tali, ad esempio, i Delitti previsti dall’art. 368 co. 3 (calunnia da cui deriva una condanna), dagli artt. 571 (abuso di mezzi di correzione e di disciplina se dal fatto deriva una lesione personale o la morte), 572 co. 2 (maltrattamenti in famiglia se dal fatto deriva una lesione personale o la morte) c.p.

Delitto politico

Ai sensi dell’art. 8 c.p., Delitto politico è ogni delitto che offende un interesse politico dello Stato o un diritto politico del cittadino (concezione oggettiva), ovvero il delitto comune determinato in tutto o in parte da motivi politici (concezione soggettiva).

Il codice penale del 1930 ha accolto una nozione assai ampia di Delitto politico in linea con l’ideologia dell’epoca fascista tesa a reprimere ogni forma di ribellione nei confronti dell’ordine costituito.

Con l’avvento della Costituzione repubblicana si è avuto un’inversione di tendenza tanto che il Delitto politico è stato da essa sottoposto ad un regime di favore: infatti, gli artt. 10 e 26 Cost. sanciscono rispettivamente il divieto di estradizione dello straniero e del cittadino per delitti politici.

Delitto preterintenzionale

Nel Delitto preterintenzionale vi è la volontà di un evento minore e la non volontà di un evento più grave che si verifica come conseguenza della condotta dell’agente. L’art. 443, c.p. stabilisce che il Delitto è preterintenzionale, o oltre le intenzioni quando dall’azione o dall’omissione deriva un evento dannoso o pericoloso più grave di quello voluto dall’agente.

Il codice prevede un unico caso di Delitto preterintenzionale: l’omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.) dove la morte è conseguenza non voluta dei delitti di percosse [vedi] o lesioni [vedi Lesione personale]. In tale fattispecie occorre accertare la sussistenza del nesso causale fra l’evento più grave (la morte) e la condotta dell’agente diretta a ledere o percuotere, allo scopo di accertare se la morte derivi da cause sopravvenute da sole sufficienti a produrla (secondo il disposto dall’art. 41, co. 2, c.p.). A tal proposito, l’azione può considerarsi causa dell’evento quando, per le modalità di realizzazione e i mezzi adoperati, può dirsi adeguata al verificarsi di esso.

La L. 194/1978 poi ha introdotto l’aborto preterintenzionale [vedi], cagionato cioè con azioni dirette a provocare lesioni alla donna (art. 182).

Delitto tentato

[vedi Tentativo].

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