Che significa? Deposito

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Deposito

Deposito bancario [contratto di] (d. comm.): È la più importante tra le operazioni cd. passive della banca, rappresentando lo strumento principale di raccolta del pubblico risparmio (artt. 1834 ss. c.c.). Con il Deposito un soggetto deposita una somma di denaro presso una banca, che ne acquista la proprietà, restando obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria alla scadenza del termine o a richiesta del depositante.

Il Deposito può essere:

—  a vista, cioè restituibile a richiesta del depositante;

—  vincolato, in cui la restituzione ha luogo alla scadenza di un termine convenuto;

—  condizionato, quando la restituzione è subordinata ad una condizione fissata volontariamente dal depositante, o da una disposizione testamentaria, o dalla legge, o da una sentenza;

—  ordinario, quando si costituisce mediante rilascio di una lettera di accreditamento o di una ricevuta di cassa, da restituire all’atto del rimborso;

—  a risparmio (o fruttifero), che si costituisce con il rilascio di un libretto che permette di effettuare versamenti e prelievi.

Il libretto di risparmio può essere nominativo, ossia intestato al nome del depositante o nominativo pagabile al portatore, nel qual caso prelievi e versamenti possono essere effettuati anche da un soggetto diverso dal depositante. In applicazione della disciplina sull’antiriciclaggio (D.Lgs. 231/2007, modif. da ultimo dal D.L. 201/2011, conv. in L. 214/2011), il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro. Inoltre, il D.Lgs. 151/2009 ha previsto, nel caso di trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore, una forma di «accettazione» da parte del cessionario ai fini della validità del trasferimento;

—  in conto corrente [vedi], costituito con il rilascio di un libretto nominativo, quando il depositante è autorizzato a prelevare la somma di denaro sia direttamente allo sportello, sia mediante assegno bancario [vedi].

Il D.Lgs. 385/1993 ha dettato norme in materia di pubblicità, forma e contenuto dei contratti bancari, compreso quello di Deposito, per garantire la trasparenza [vedi] delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari.

Contratto di Deposito (d. civ.) (d. comm.)

Con il Deposito una parte (depositario) riceve dall’altra (depositante) una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura.

Il Deposito si presume gratuito, salvo che dalla qualità professionale del depositario o da altre circostanze si debba desumere una diversa volontà delle parti (art. 1767 c.c.).

Si tratta di un contratto [vedi] reale, perfezionantesi cioè con la materiale consegna del bene mobile, di durata, non formale, ad efficacia obbligatoria, non sinallagmatico.

Il Deposito viene detto irregolare se ha ad oggetto una quantità di denaro o di altri beni fungibili, e se al depositario viene concessa la facoltà di servirsene. Il depositario in questo caso acquista la proprietà delle cose depositate per poi restituirne altrettante della stessa specie e qualità (eiusdem generis et qualitatis) (art. 1782).

Molto diffuso è il cd. Deposito nei magazzini generali (artt. 1787 ss. c.c.), edifici attrezzati per la conservazione di merci anche deperibili in attesa che siano messe in circolazione. Obbligo dell’imprenditore esercente i magazzini generali è non solo di custodire, ma anche di garantire la conservazione delle cose depositate con i mezzi tecnici adeguati. La sua responsabilità è parificata a quella del vettore [vedi Trasporto], essendo responsabile salvo a provare che la perdita, il calo o l’avaria siano derivate da caso fortuito, dalla natura delle merci, da loro vizi o dall’imballaggio.

Deposito fiscale IVA (d. trib.)

Deposito che, ai fini IVA [vedi], esplica la duplice funzione di custodire e sottoporre a lavorazione beni nazionali e comunitari che non siano destinati alla vendita al minuto nei locali del deposito medesimo.

Sono abilitati a gestire i Deposito:

—  le imprese esercenti magazzini generali munite di autorizzazione doganale;

—  le imprese esercenti depositi franchi;

—  le imprese operanti nei punti franchi;

—  altri soggetti che ottengono apposita autorizzazione dal direttore regionale dell’Agenzia delle entrate [vedi].

I Depositi rispondono all’esigenza di evitare che le merci di provenienza comunitaria siano soggette ad un regime più sfavorevole rispetto alle merci provenienti da Paesi non comunitari.

Deposito postale (d. comm.)

Contratto di Deposito avente ad oggetto danaro in cui il depositario è l’amministrazione postale.

In Italia tale forma di investimento ha riscosso largo successo tra le famiglie, sia per l’elevato numero di uffici postali sparsi su tutto il territorio nazionale, sia per la fiducia di cui gode l’amministrazione postale presso i depositanti.

Le tre principali forme di Deposito postale sono: il conto corrente postale, il libretto di deposito, il buono postale fruttifero.


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