Che significa? | Termini giuridici

Dichiarazione

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Dichiarazione

Dichiarazione dei redditi (d. trib.)

[vedi Dichiarazione tributaria].

Dichiarazione di assenza (d. civ.)

[vedi Assenza].

Dichiarazione di fallimento (d. fall.)

[vedi Fallimento].

Dichiarazione di guerra (d. cost.)

Attribuzione relativa alla funzione esecutiva svolta dal Presidente della Repubblica [vedi]. Tale atto non costituisce una promulgazione [vedi]di quanto deliberato dal Parlamento [vedi] ma una mera dichiarazione che esplica i suoi effetti verso l’esterno, in quanto lo stato di guerra nei rapporti internazionali presuppone la notificazione della dichiarazione allo Stato nemico.

Nel diritto internazionale si tratta di un atto diplomatico unilaterale con cui uno o più Stati, ponendo termine alle normali relazioni diplomatiche, aprono il cd. rapporto di belligeranza con altri Stati o soggetti di diritto internazionale.

La Dichiarazione di guerra, oltre ad essere una manifestazione di volontà autonoma, può anche essere implicitamente compresa in un atto concettualmente distinto: l’ultimatum. Con tale atto lo Stato dichiarante dà il conclusivo avvertimento che se le richieste in esso avanzate restassero disattese entro un preciso termine, l’entrata in guerra diverrebbe automatica senza, quindi, il preventivo ricorso alla Dichiarazione.

Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (leg. soc.)

Attesta lo stato di disoccupazione involontaria ovvero la condizione del soggetto privo di lavoro, che sia immediatamente disponibile allo svolgimento ed alla ricerca di un’attività lavorativa secondo modalità definite con i servizi competenti (art. 1, co. 2, lett. c, D.Lgs. 181/2000). Deve essere presentata, di regola, al competente centro per l’impiego, salva la facoltà di presentarla all’INPS in caso di domanda di prestazioni a sostegno del reddito.

Dichiarazione di morte presunta (d. civ.)

Pronuncia che il Tribunale adotta allorché accerti che la scomparsa [vedi] di una persona si è protratta per 10 anni, ovvero per tempi più brevi quando la scomparsa è riconnessa ad avvenimenti (es.: guerra, epidemie, prigionia etc.) che fanno ritenere probabile la morte (artt. 58 ss. c.c.).

Gli effetti della Dichiarazione sono analoghi a quelli della morte accertata e cioè gli aventi diritto possono disporre liberamente dei beni del presunto morto ed il coniuge può contrarre nuovo matrimonio.

Dichiarazione di pubblica utilità (d. amm.)

Il Capo III (artt. 12-19) del testo unico in materia di espropriazione (D.P.R. 327/2001) è dedicato alla disciplina della Dichiarazione di pubblica utilità, prevedendo due distinte fattispecie, che in ogni caso comportano una dichiarazione tacita della pubblica utilità (il legislatore, infatti, ha escluso definitivamente ogni ipotesi di dichiarazione espressa di pubblica utilità).

Se l’opera da realizzare è conforme alle previsioni dello strumento urbanistico, la Dichiarazione di pubblica utilità consegue ai provvedimenti elencati nell’art. 12, così come modificato dal D.Lgs. 302/2002 (quali, ad esempio, l’approvazione del piano particolareggiato, del piano di lottizzazione etc.).

Se, invece, l’opera da realizzare non è conforme allo strumento urbanistico, la dichiarazione di pubblica utilità discende dall’approvazione del progetto dell’opera da realizzare (artt. 18 e 19).

Il provvedimento che dispone la pubblica utilità dell’opera può essere emanato fino a quando non è decaduto il vincolo preordinato all’esproprio.

Dichiarazione di scienza (d. civ.)

Atto giuridico [vedi] lecito diretto a comunicare ad altri la conoscenza di un atto o di una situazione (es.: la confessione).

Dichiarazione fraudolenta (d. trib.)

Dichiarazione tributaria [vedi] ingannevole e caratterizzata da un alto coefficiente d’insidiosità. L’ipotesi ricorre quando la dichiarazione è supportata da un impianto contabile o, più genericamente, documentale, atto a sviare od ostacolare la successiva attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria o, comunque, ad avvalorare, artificiosamente, la falsa esposizione dei dati in essa racchiusi.

La pena irrogata per questa figura d’illecito, introdotta dal D.Lgs. 74/2000, è funzione dell’imposta evasa; in particolare, l’ordinamento prevede soglie di punibilità che riducono l’intervento sanzionatorio alle fattispecie di significativo rilievo economico.

Dichiarazione giudiziale di maternità o paternità [azione di] (d. civ.) (d. p. civ.)

Tale azione tende ad accertare la paternità e la maternità (artt. 269 ss. c.c.).

L’azione per ottenere la Dichiarazione è sempre esperibile nei casi in cui è ammesso il riconoscimento. La prova può essere data con ogni mezzo; in ogni caso, la sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre ed il preteso padre, all’epoca del concepimento, non costituiscono prova della paternità.

L’azione è imprescrittibile per il figlio e può essere promossa dai suoi discendenti entro due anni dalla morte di lui (art. 270 c.c.).

La riforma della filiazione (L. 219/2012) non ha apportato sostanziali modifiche a quest’azione, salvo l’attribuzione della legittimazione passiva, in caso di morte dei genitori e di mancanza di eredi, ad un curatore speciale nominato dal giudice davanti al quale deve essere promosso il giudizio (art. 276). Il D.Lgs. 154/2013, di attuazione della riforma, ha eliminato nel testo normativo ogni riferimento alla discriminazione tra figli legittimi e figli naturali.

Dichiarazione recettizia (d. civ.)

È la dichiarazione che produce effetti giuridici solo dal momento della sua ricezione (intesa come conoscibilità, e non come effettiva conoscenza) da parte del soggetto cui è destinata (si pensi alla proposta contrattuale [vedi]).

Il carattere della recettizietà ha particolare rilevanza nei negozi giuridici unilaterali [vedi Negozio giuridico].

Unica eccezione alla regola in base alla quale le Dichiarazione producono effetti giuridici dal momento in cui pervengono all’indirizzo del destinatario, si ha nel caso in cui questo dimostri di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia.

Dichiarazione sostitutiva di atto notorio (d. amm.)

Dichiarazione con la quale si sostituisce l’atto di notorietà [vedi Notorietà (atto di)] concernente fatti, stati o qualità personali che siano a diretta conoscenza dell’interessato, resa e sottoscritta da un privato in presenza del dipendente addetto, ovvero sottoscritta e presentata unitamente a copia fotostatica non autenticata di un documento di identità del sottoscrittore.

La dichiarazione resa nell’interesse proprio del dichiarante può riguardare anche stati, qualità personali e fatti relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.

Nei rapporti con la pubblica amministrazione [vedi] e con i concessionari di pubblici servizi, tutti gli stati, le qualità personali e i fatti non espressamente indicati nell’elencazione contenuta dall’art. 46 del testo unico in materia di documentazione amministrativa (D.P.R. 445/2000), sono comprovati dall’interessato mediante la Dichiarazione.

Dichiarazione sostitutiva di certificazione (d. amm.)

Dichiarazione presentata da un cittadino a una pubblica amministrazione con la quale vengono sostituite le tradizionali certificazioni [vedi Certificato] in via definitiva.

In particolare, le Dichiarazione sostitutive hanno la stessa validità temporale degli atti che sostituiscono.

Le singole amministrazioni predispongono i moduli necessari per accogliere le dichiarazioni, inserendo anche il richiamo alle sanzioni penali applicabili in caso di falsità in atti e dichiarazioni mendaci, e inseriscono nei moduli delle istanze ad esse rivolte la formula per le relative dichiarazioni sostitutive.

Nel caso queste ultime siano presentate da cittadini comunitari, si applicano le stesse norme previste per i cittadini italiani; i cittadini extracomunitari, regolarmente soggiornanti, invece, possono presentare solo dichiarazioni sostitutive relative a fatti, stati e qualità personali certificabili e attestabili da parte di soggetti pubblici o privati italiani.

Le Dichiarazione sostitutive di chi non sa o non può firmare sono raccolte dal pubblico ufficiale previo accertamento dell’identità del dichiarante. [vedi anche Autocertificazione]

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE

Con l’autocertificazione possono essere provati i seguenti stati, qualità personali e fatti (art. 46 D.P.R. 445/00):

–            data e il luogo di nascita;

–             residenza;

–             cittadinanza;

–             godimento dei diritti civili e politici;

–             stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;

–             stato di famiglia;

–             esistenza in vita;

–             nascita del figlio, decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;

–             iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni;

–             appartenenza a ordini professionali;

–             titolo di studio, esami sostenuti;

–             qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;

–             situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione dei benefici di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;

–             assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;

–             possesso e numero del codice fiscale, della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;

–             stato di disoccupazione;

–             qualità di pensionato e categoria di pensione;

–             qualità di studente;

–             qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;

–             iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;

–             tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;

–             non aver riportato condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;

–             non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;

–             qualità di vivenza a carico;

–             tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile;

–             non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e non aver presentato domanda di concordato.

Dichiarazione tributaria (d. trib.)

È, per la maggior parte dei tributi, l’atto iniziale del procedimento amministrativo [vedi] di accertamento. Essa rappresenta un obbligo imposto al contribuente [vedi] che si sostanzia nell’informare l’amministrazione finanziaria su tutti gli elementi utili per l’applicazione del tributo. Fra le numerose Dichiarazione tributarie previste dal sistema tributario italiano si annoverano la dichiarazione dei redditi, dei sostituti d’imposta, IVA, di successione e doganale.

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