Che significa? Discrezionalità

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Discrezionalità

Discrezionalità amministrativa (d. amm.)

L’attività che la pubblica amministrazione [vedi] pone in essere nel perseguimento dei suoi fini istituzionali incontra alcune limitazioni volte a contenerla nell’ambito di questi fini.

Tali limiti possono essere fissati in modo «preciso e puntuale» ovvero in modo elastico, sì da lasciare alla P.A. stessa un certo ambito di valutazione: nella prima ipotesi l’attività della amministrazione si dice vincolata, nella seconda, viceversa, discrezionale.

La dottrina tradizionale (Virga) definisce la Discrezionalità amministrativa come la facoltà di scelta fra più comportamenti giuridicamente leciti per il soddisfacimento dell’interesse pubblico e per il perseguimento di un fine rispondente alla causa del potere esercitato.

La valutazione degli interessi, propria della Discrezionalità amministrativa non si rinviene nella cd. Discrezionalità tecnica che consiste in un potere di valutazione di carattere tecnico, da effettuarsi in base alle regole, alle cognizioni e ai mezzi forniti dalle varie scienze ed arti (es.: il giudizio sui pregi artistici di un dipinto, sulla preparazione di un candidato ad un concorso etc.). Ha lo scopo di accertare la sussistenza delle condizioni di legge per l’adozione di un provvedimento.

Qualora, alla valutazione dei presupposti sulla base dei criteri tecnici e scientifici, consegua un potere discrezionale circa il contenuto e l’emanazione dell’atto, si parla di Discrezionalità mista.

Discrezionalità del giudice [nell’applicazione della pena] (d. pen.)

Il giudice, nella determinazione della quantità di pena da infliggere in concreto al reo esercita un potere discrezionale (art. 132 c.p.), che non assume gli aspetti di un arbitrium judicis, in quanto da un lato la legge fissa dei limiti precisi e dall’altro sullo stesso giudice incombe l’obbligo di motivare le scelte operate.

Nell’esercizio di tale potere il giudice deve tener conto della gravità del reato e, altresì, della capacità a delinquere del reo.

Si tende a ravvisare il fondamento costituzionale della Discrezionalità nel principio di eguaglianza, nel principio della responsabilità personale e della finalità rieducativa della pena.


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