Che significa? Disposizioni

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Disposizioni

Disposizioni di attuazione, di coordinamento e transitorie (t. gen.)

Le prime sono dirette a completare, disciplinando specificamente situazioni previste in via generale dal codice; le seconde coordinano i nuovi istituti con la legislazione speciale e previgente; le terze, infine, regolano la successione cronologica tra due leggi, determinando l’ambito di applicazione delle nuove norme in relazione alle precedenti.

Disposizioni per l’anima (d. civ.)

Sono le disposizioni testamentarie con cui il testatore destina una parte almeno delle sue sostanze o dati cespiti per la celebrazione di messe in suo suffragio o in genere degli appartenenti alla sua famiglia.

L’art. 629 c.c., ha stabilito, a proposito:

a) che le disposizioni a favore dell’anima sono valide qualora siano determinati i beni o possa essere determinata la somma da impiegare a tal fine;

b) che esse si considerano come un onere, a carico dell’erede o del legatario, per il cui adempimento può agire qualsiasi interessato, provocando, se ne ricorrano gli estremi, la risoluzione della disposizione testamentaria: ciò ovviamente può verificarsi solo quando è stato sufficientemente indicato il beneficiario della disposizione (l’interessato), quale potrebbe essere la chiesa ove debbono essere celebrate le funzioni, il sacerdote che deve celebrare le messe e così di seguito;

c) che il testatore può designare una persona che curi l’esecuzione della disposizione, anche nel caso in cui manchi la designazione dell’interessato a richiederne l’adempimento.

Disposizioni sulla legge in generale o preleggi (t. gen.)

Norme, premesse al codice civile, che disciplinano l’intero sistema giuridico italiano.

Si distinguono in due gruppi: il primo riguarda le fonti del diritto (artt. 1-9), il secondo pone le norme relative ai criteri di applicazione della legge: obbligatorietà, effetti nel tempo, interpretazione della legge, trattamento dello straniero (artt. 10-16).

Si ricordi, però, che gli artt. 17-31 delle preleggi sono stati abrogati dalla L. 218/1995 che ha rielaborato e riscritto il complesso normativo del diritto internazionale privato [vedi].

Disposizioni testamentarie (d. civ.)

In materia testamentaria, le Disposizioni relative all’istituzione di erede e dei legati devono indicare espressamente le persone a favore delle quali sono poste: l’art. 628 c.c., infatti, commina la nullità delle Disposizioni a favore di persona incerta. Inoltre, le Disposizioni sono nulle quando si collegano ad un motivo illecito unico e determinante e questo risulta dal testamento.

Tipi particolari di Disposizioni testamentarie sono:

—  le Disposizioni a favore dell’anima, con le quali il testatore impone il compimento di atti di culto a beneficio della propria anima o dell’anima altrui (art. 629 c.c.). Tali Disposizioni sono valide solo se sono determinati o determinabili i beni o la somma da impiegarsi, in caso contrario sono nulle;

—  le Disposizioni a favore dei poveri, le quali, se sono espresse genericamente si intendono volte a favore dei poveri del luogo in cui il testatore aveva il domicilio al tempo della morte ed i beni sono devoluti all’ente comunale di assistenza (ora il Comune, per la soppressione di questi enti con D.P.R. 616/1977) (art. 630 c.c.);

—  le Disposizioni fiduciarie (art. 627 c.c.), con le quali il testatore trasmette i beni a una persona nella quale ripone fiducia, con l’intesa (che non risulta nel testamento) che questa trasmetta i beni stessi ad altro soggetto, che il testatore può avere già indicato o la cui scelta può avere lasciato all’apparente beneficiato.

La Disposizioni fiduciaria viene così denominata, in quanto nessuna tutela giuridica è predisposta per assicurare che il destinatario apparente dei beni assolva effettivamente all’incarico ricevuto; tuttavia se il fiduciario esegue spontaneamente la Disposizioni fiduciaria, trasferendo i beni alla persona voluta dal testatore, non può agire per ripetere i beni stessi.

Questa disciplina non si applica quando la Disposizioni fiduciaria è posta per realizzare l’attribuzione a favore di persone incapaci a ricevere.

Disposizioni transitorie (t. gen.)

Sono quelle Disposizioni che regolano la successione cronologica di norme nel tempo (cd. diritto intertemporale [vedi]) per definirne il corretto ambito di applicazione. Hanno la funzione di dare certezza temporale al passaggio da una vecchia ad una nuova disciplina e, pertanto, hanno una durata limitata.

Disposizioni transitorie e finali della Costituzione (d. cost.)

Sono 18 disposizioni transitorie [vedi], contraddistinte da numeri romani, contenenti norme con lo stesso valore formale della Costituzione [vedi], gran parte delle quali indirizzate a disciplinare facilitare e garantire la corretta instaurazione del nuovo regime costituzionale.

Di particolare valore politico rimane, comunque, la XII Disposizioni che fa divieto di riorganizzare, sotto qualsiasi forma, il disciolto partito fascista [vedi Fascismo] in relazione all’art. 139 Cost. che stabilisce la irrevocabilità della forma repubblicana.


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