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Dissenso politico


> Dizionario Pubblicato il 19 ottobre 2015



Dissenso politico (d. cost.): Manifestazione di una volontà contraria ad un obbligo imposto da una legge o da un provvedimento di un’autorità di governo, che si attua solitamente attraverso forme non violente di protesta.

Nei regimi democratici è, entro certi limiti, consentito (o tollerato) purché non miri a sovvertire, in modo violento, la struttura istituzionale dello Stato; nei regimi autoritari ogni forma di Dissenso politico costituisce un elemento destabilizzante e viene, quindi, repressa.

TIPOLOGIE DI DISSIDENTI POLITICI

Dissidente politico: Il dissidente politico usa principalmente mezzi non violenti di dissenso, per dare voce alle critiche verso il governo. I dissidenti possono anche tentare di destabilizzare il governo, soprattutto se dietro ad essi vi è il supporto popolare. In questi casi parliamo di ribellione o rivoluzione. Nei regimi totalitari i dissidenti vengono puniti con lunghe pene detentive, la pena di morte o l’emarginazione sociale.

Dissidente sociale: Si oppone apertamente agli atteggiamenti della classe sociale dominante. Nelle società democratiche i dissidenti politici e sociali sono generalmente persone libere da pressioni governative.

Dissidente militante: I dissidenti militanti sono solitamente organizzati in forma paramilitare, e si prefiggono di rovesciare un governo o un regime, o di imporre cambiamenti nell’ordine stabilito, ricorrendo anche all’uso della forza. Essi si basano sulla guerra asimmetrica, sulla guerriglia o in estremi casi sul terrorismo per portare avanti la loro causa.

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