Che significa? Divieto

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Divieto

Divieto di espatrio (d. p. pen.)

[vedi Misure cautelari].

Divieto di nozze (d. civ.)

Condizione illecita del testamento [vedi] e del legato [vedi]. Più precisamente è illecita la clausola che condiziona l’acquisto dell’eredità o del legato alla circostanza del mancato matrimonio del beneficiario (art. 636 c.c.).

La nullità della clausola si fonda nella limitazione della libertà individuale, ed è fatto salvo il solo caso di legato d’uso, d’usufrutto [vedi], di abitazione [vedi], di pensione [vedi] o di altra prestazione periodica, per cui il legatario, celibe o vedovo, potrà godere di tali benefici o prestazioni soltanto fino alle nozze.

Divieto di pubblicazione di atti e immagini (d. pen.)

L’art. 114 del c.p.p. vieta la pubblicazione di particolari atti (es. atti coperti dal segreto istruttorio: 329 c.p.p.) o anche solo del loro contenuto.

L’art. 14 della L. 479/99 ha inserito, per esempio, il divieto di pubblicazione dell’immagine di una persona con le manette ai polsi.

Pena: arresto fino a 30 gg. o ammenda da euro 51 a euro 258.

Divieto di soggiorno (d. pen.)

Misura di sicurezza personale che consiste nell’obbligo imposto ad un soggetto di non soggiornare in uno o più Comuni, ovvero in una o più Province designate dal giudice (art. 233 c.p.). Il Divieto è applicabile facoltativamente per i delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico, come pure per i delitti commessi per motivi politici ovvero occasionati da particolari condizioni sociali o morali esistenti in un determinato luogo. La durata minima è di un anno.

Nel caso di violazione del Divieto ricomincia a decorrere il termine minimo e può essere ordinata la libertà vigilata [vedi] nei confronti del contravventore.

Divieto e obbligo di dimora (d. p. pen.)

Rientrano tra le misure cautelari [vedi] personali non custodiali, in quanto forme di privazione o limitazione della libertà di circolazione.

Il divieto di dimora consiste nella proibizione di dimorare in una determinata località e nella prescrizione di non accedervi, senza preventiva autorizzazione del giudice (art. 283, co. 1, c.p.p.). Al di fuori di tale ambito territoriale il soggetto gode di piena libertà di circolazione, in quanto tale misura intende solo allontanare l’interessato per evitare inquinamento delle prove o reiterazione del reato.

L’obbligo di dimora consiste, invece, nella prescrizione di non allontanarsi dal territorio di un Comune di dimora abituale o dall’ambito di una frazione dello stesso Comune (art. 283, co. 2, c.p.p.).

Entrambe le misure implicano una vigilanza dell’ufficio di polizia territorialmente competente.

La misura cautelare in questione, pur provocando notevole restringimento alla libertà di circolazione, che rimane territorialmente delimitata, non equivale a privazione della stessa, sicché non è computabile in detrazione della pena definitiva poi da espiare.

Esse, infine, rappresentano anche delle misure di prevenzione [vedi], che possono essere aggiunte alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei casi di particolare pericolosità e di ritenuta inidoneità delle altre misure di prevenzione. Rivive, in questo caso, il previgente domicilio coatto o confino.


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