Che significa? | Termini giuridici

Divisione

19 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 19 Ottobre 2015



Divisione (d. civ.) (d. p. civ.): La Divisione è un modo di cessazione della comunione [vedi]. In seguito alla Divisione, infatti, ciascun comunista ottiene la titolarità esclusiva di una parte determinata dei beni comuni, corrispondente al valore della quota a lui spettante nello stato di comunione.

Il diritto alla Divisione è un diritto potestativo imprescrittibile di ogni comunista.

Divisione a domanda congiunta (d. p. civ.)

Quando non sussiste controversia sul diritto alla Divisione né sulle quote o altre questioni pregiudiziali gli eredi o i condomini e gli eventuali creditori e aventi causa possono chiedere, con ricorso congiunto al Tribunale competente per territorio, la nomina di un notaio ovvero di un avvocato aventi sede nel circondario al quale demandare le operazioni di divisione (art. 791bis c.p.c. inserito ex D.L. 69/2013 conv. con modif. in L. 98/2013).

Se riguarda beni immobili, il ricorso deve essere trascritto (art. 2646 c.c.).

Il giudice, con decreto, nomina il professionista incaricato (eventualmente indicato dalle parti), il quale predispone il progetto di Divisione o dispone la vendita dei beni non comodamente divisibili e dà avviso alle parti e agli altri interessati del progetto o della vendita.

Ciascuna delle parti o degli altri interessati può ricorrere al Tribunale nel termine perentorio di 30 giorni dalla ricezione dell’avviso per opporsi alla vendita di beni o contestare il progetto di divisione.

Se l’opposizione è accolta il giudice dà le disposizioni necessarie per la prosecuzione delle operazioni divisionali e rimette le parti avanti al professionista incaricato.

Se non è stata proposta opposizione (o se non è stata accolta), il professionista incaricato deposita in cancelleria il progetto di divisione e il giudice lo dichiara esecutivo con decreto.

Divisione amichevole o contrattuale (d. civ.)

Ha luogo, nell’esercizio del potere di autonomia privata, con le modalità stabilite, con unanimità dei consensi, dagli stessi comunisti.

Il contratto di Divisione può essere annullato per violenza [vedi] o dolo [vedi], ad istanza di ciascuno dei comunisti; è esclusa, invece, l’azione di annullamento per errore (art. 761 c.c.).

Se per errore sono stati omessi dei beni, vi è un apposito rimedio: il supplemento di divisione (art. 762 c.c.); se, invece, vi è stato errore nella stima dei beni, è prevista una particolare impugnazione: la rescissione per lesione [vedi Rescissione] (art. 763 c.c.).

Divisione dei poteri (t. gen.)

Principio affermato da Montesquieu, in base al quale i tre poteri fondamentali dello Stato (legislativo, esecutivo, giudiziario) vanno ripartiti tra organi diversi e separati (parlamento, governo, magistratura).

Quasi tutti gli Stati contemporanei hanno accolto il principio della separazione dei poteri, anche se in concreto le soluzioni adottate sono diverse, soprattutto con riferimento ai rapporti tra chi esercita la funzione legislativa (il Parlamento) e chi esercita la funzione esecutiva (il Governo). In alcuni Paesi la separazione è netta, mentre in altri esiste un rapporto di fiducia tra il Parlamento ed il Governo; in alcuni Stati al vertice dell’esecutivo è posto un Presidente, mentre in altri la figura del Capo dello Stato è puramente simbolica e il Governo è controllato dal Primo ministro.

Divisione ereditaria (d. civ.)

È la Divisione del patrimonio ereditario tra i coeredi; con essa si scioglie la comunione ereditaria.

Può essere fatta su richiesta di uno o più coeredi e realizzarsi o con la stipula di un contratto [vedi Divisione (amichevole)] o con sentenza del giudice [vedi Divisione (giudiziale)], ovvero essere disposta personalmente e direttamente dal testatore [vedi Testamento], il quale può dividere i suoi beni tra gli eredi. Ai sensi dell’art. 734 c.c., la divisone operata dal testatore può comprendere anche la quota legittima: il testatore dovrà, naturalmente, rispettare gli intangibili diritti dei legittimari che, in caso di lesione, potranno esercitare l’azione di riduzione contro gli altri coeredi [vedi Legittima]. La Divisione testamentaria è nulla quando il testatore, nell’effettuarla, abbia omesso qualcuno dei legittimari o degli eredi istituiti.

La Divisione cui non partecipano tutti i coeredi è nulla.

Divisione giudiziale (d. p. civ.)

È quella deliberata ed attuata dall’autorità giudiziaria quando, mancando l’unanimità dei consensi in ordine alle modalità da seguire nella Divisione, i comunisti (o un coerede) abbiano promosso l’azione di Divisione.

Il legislatore prevede per la Divisione un procedimento speciale cui debbono partecipare tutti i comunisti (art. 784 e ss. c.p.c.).


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