Che significa? Documento

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Documento (d. pub.) (d. priv.): In generale, trattasi di qualsiasi rappresentazione (es.: una lettera, una fotografia etc.) di un fatto idoneo a dare a chi l’osserva la conoscenza di esso.

Il Documento interessa dal punto di vista giuridico in quanto rappresentativo di fatti giuridicamente rilevanti, assolvendo essenzialmente ad una funzione probatoria [vedi anche Atto pubblico e Scrittura privata].

Documento amministrativo (d. amm.)

Prima dell’emanazione del Testo Unico in materia di documentazione amministrativa (D.P.R. 28-12-2000, n. 445) la nozione di (—) aveva il suo referente normativo nell’art. 22 della L. 241/1990.

Tale articolo definisce Documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati dalle P.A. o, comunque, utilizzati ai fini dell’attività amministrativa.

Con l’emanazione del D.P.R. 445/2000 la nozione di Documento è contenuta nell’art. 1. A norma del citato articolo per Documento amministrativo si intende «ogni rappresentazione, comunque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche amministrazioni, o comunque, utilizzati ai fini dell’attività amministrativa». Per le modalità di trasmissione dei Documento si osservano le disposizioni indicate al capo II, sezione III del Testo Unico. In linea generale si può qundi concludere che con il D.P.R. 445/2000 la nozione contenuta nella legge sul procedimento amministrativo è stata superata nel senso di una più ampia generalità.

Documento d’identità (d. pub.)

Si definisce Documento la carta di identità [vedi] e ogni altro documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica amministrazione italiana o di altri Stati, che consenta l’identificazione personale del titolare (art. 1, D.P.R. 445/2000, cd. T.U. sulla documentazione amministrativa).

I Documento d’identità rilasciati o rinnovati dopo l’entrata in vigore del D.L. 5/2012, conv. con modif. in L. 35/2012, sono rispettivamente rilasciati o rinnovati con validità fino alla data, corrispondente al giorno e mese di nascita del titolare, immediatamente successiva alla scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo.

Documenti equipollenti alla carta d’identità sono il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d’armi e  le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente rilasciate da un’amministrazione dello Stato.

Documento d’identità elettronico (d. pub.)

Documento analogo alla carta d’identità elettronica rilasciato dal Comune fino al compimento del quindicesimo anno di età.

Pertanto la disciplina del Documento è trattata unitariamente alla carta d’identità elettronica [vedi Carta d’identità elettronica].

Documento di economia e finanza [DEF] (cont. st.)

Documento che, in seguito alle modifiche introdotte dalla L. 39/2011 alla L. 196/2009, a partire dal 2011 sostituisce la Decisione di finanza pubblica (DFP), che aveva a sua volta sostituito il Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF). Esso è presentato dal Governo al Parlamento, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 10 aprile di ogni anno.

Il DEF è composto da tre sezioni: nella prima è riportato lo schema del Programma di stabilità, nella seconda sono indicate le previsioni per il triennio successivo relative ai principali aspetti della finanza pubblica (obiettivi di politica economica, evoluzione della situazione economico-finanziaria internazionale ecc.), nella terza, infine, è inserito lo schema del Programma nazionale di riforma.

Annualmente il DEF viene aggiornato da una Nota presentata dal Governo al Parlamento, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, entro il 20 settembre di ogni anno.

Documento di legittimazione (d. civ.)

Sono titoli che hanno la sola funzione di identificare l’avente diritto alla prestazione (biglietti della lotteria, biglietti del tram o ferroviari) (art. 2002 c.c.).

Non sono titoli di credito [vedi] in quanto non incorporano in essi il diritto che rappresentano e, pertanto, non sono soggetti alla disciplina di questi ultimi.

La loro trasmissione, dunque, ad altro soggetto non è sufficiente a fargli acquistare il diritto rappresentato.

Documento di trasporto (D.D.T.) (d. comm.)

Con il D.P.R. 472/96 è stata abolita la bolla di accompagnamento, che resta comunque in vita per alcune categorie merceologiche quali tabacchi, fiammiferi, prodotti soggetti ed accise e imposte di consumo, prodotti soggetti a vigilanza fiscale.

Il Documento di trasporto è il documento di consegna che interessa i soggetti IVA che intendono avvalersi della fatturazione differita.

Esso non deve obbligatoriamente accompagnare i beni ceduti, ma può essere anche spedito o inviato per corriere o via fax oppure emesso sotto forma di documento informatico.

Secondo quanto disposto dall’art. 1, co. 3, del D.P.R. 472/96, il Documento di trasporto deve indicare essenzialmente: la data del trasporto, le generalità del cedente, del cessionario e dell’eventuale incaricato del trasporto, la descrizione della natura, della quantità e della qualità dei beni ceduti.

Tuttavia, in relazione ad operazioni per cui ci si è avvalsi della facoltà della fatturazione differita, ulteriore elemento da indicare obbligatoriamente nel Documento di trasporto è il numero progressivo: infatti la fattura differita deve richiamare il numero e la data del Documento di trasporto cui fa riferimento.

L’obbligo di numerazione progressiva del D.D.T. sussiste anche per vincere la presunzione di acquisto ai fini IVA ex art. 3 del D.P.R. 441/97 nell’ipotesi in cui la causale del Documento non abbia effetti traslativi sulla proprietà.

Documento di valutazione del rischio (DVR) (d. lav.)

Deve essere redatto dal datore di lavoro all’esito della valutazione dei rischi. Nel Documento di valutazione del rischio, il datore di lavoro deve indicare anche le misure necessarie al miglioramento dei livelli di sicurezza e le modalità attraverso cui perseguire i risultati prefissati.

Documento informatico (d. civ.) (d. amm.)

È la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti.

La disciplina del Documento, prima contenuta negli artt. 8-13 del D.P.R. 445/2000 (T.U. sulla documentazione amministrativa), è oggi contenuta nel Codice dell’amministrazione digitale (D.Lgs. 82/2005), come modificato dal D.Lgs. 235/2010; in particolare l’art. 20 sancisce che il Documento da chiunque formato, la memorizzazione su supporto informatico e la trasmissione con strumenti telematici sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge se conformi alle disposizioni del predetto Codice ed alle regole tecniche di cui all’art. 71.

Le regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la copia, la duplicazione, la riproduzione e la validazione temporale, di Documento e quelle in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate sono definite dall’art. 71 del Codice. Tali regole, con cadenza almeno biennale, devono essere adeguate alle esigenze dettate dall’evoluzione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

L’art. 21 del Codice sancisce che il Documento sottoscritto con firma elettronica avanzata, qualificata o digitale, formato nel rispetto delle regole tecniche di cui all’art. 20, co. 3, che garantiscano l’identificabilità dell’autore, l’integrità e l’immodificabilità del documento, ha l’efficacia della scrittura privata (art. 270 c.c.).

Gli artt. 23-23ter D.Lgs. 82/2005, dettano un’analitica disciplina in materia di:

—  copie analogiche di documenti informatici (art. 23);

—  duplicati e copie informatiche di documenti informatici (art. 23bis);

—  documenti amministrativi informatici (art. 23ter).

Gli atti formati dalle PP.AA. con strumenti informatici costituiscono informazione primaria e originale da cui è possibile effettuare duplicazioni e copie.

Documento rappresentativo di merce (d. comm.)

Titolo di credito [vedi] emesso da un terzo detentore della merce (vettore, depositario), in esso individuata per genere, stato, qualità ed ubicazione. Con i Documento rappresentativi di merce l’emittente si obbliga ad effettuare la riconsegna o la restituzione della merce esclusivamente al legittimo possessore del titolo.

Attraverso l’emissione dei suddetti Documento, colui che detiene la merce documenta il contratto in base al quale la merce gli è stata consegnata ed attesta di avere ricevuto la detenzione della merce. Il portatore legittimo dei Documento ha, dunque, il possesso (mediato) delle merci descritte nei titoli, il potere di trasferire tale possesso mediante il trasferimento dei titoli ed il diritto alla consegna delle merci.

La funzione tipica dei Documento in questione è, dunque, quella di procurare il possesso e non quella di trasferire il diritto di proprietà sulla merce.

I Documento rappresentativi di merce si distinguono in documenti di trasporto e documenti di deposito.

In riferimento ai documenti di trasporto si distingue:

—  nel trasporto terrestre: duplicato della lettera di vettura [vedi] e ricevuta di carico, se emessi con la clausola all’ordine;

—  nel trasporto marittimo: la polizza di carico, la polizza ricevuta per l’imbarco e l’ordine di consegna proprio [vedi];

—  nel trasporto aereo: la lettera di trasporto aereo.

Sono documenti di deposito anche la fede di deposito [vedi] e la nota di pegno [vedi].


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