Che significa? | Termini giuridici

Enfiteusi

20 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 20 ottobre 2015



Enfiteusi (d. civ.): L’Enfiteusi, disciplinata dagli artt. 957 ss. c.c., è un diritto reale di godimento su cosa altrui che attribuisce al titolare (enfiteuta) lo stesso potere di godimento del fondo che spetta al proprietario, salvo l’obbligo di migliorare il fondo e di pagare al proprietario (concedente) un canone periodico, che costituisce un onere reale [vedi]. L’Enfiteusi è il più ampio dei diritti reali limitati, in quanto concede al suo titolare poteri quasi analoghi a quelli del proprietario.

L’Enfiteusi può sorgere per:

—  contratto, per il quale è necessaria la forma scritta ad substantiam (art. 1350 n. 2 c.c.) e la trascrizione [vedi] (art. 2643 n. 2 c.c.);

—  testamento [vedi], in tal caso sarà necessaria la trascrizione dell’atto di acquisto, ai sensi dell’art. 2648, co. 1 c.c.;

—  usucapione [vedi];

—  taluni provvedimenti amministrativi previsti dalla legge.

L’Enfiteusi può essere costituita in perpetuo o a tempo determinato. Se è costituita a tempo determinato la sua durata non può essere inferiore ai venti anni.

Se l’enfiteuta non migliora il fondo o non paga il canone il proprietario può chiedere la devoluzione [vedi], cioè la restituzione.

L’Enfiteusi si estingue per:

—  scadenza del termine, se si tratta di Enfiteusi temporanea;

—  perimento totale del fondo;

—  non uso del diritto da parte dell’enfiteuta protratto per venti anni;

—  affrancazione [vedi];

—  devoluzione [vedi].

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