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Espropriazione forzata

22 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 22 ottobre 2015



Espropriazione forzata (d. p. civ.): Tipo di processo esecutivo (artt. 483-604 c.p.c.) costituito da un complesso di atti diretti a sottrarre coattivamente al debitore determinati beni facenti parte del suo patrimonio ed a convertirli in denaro, al fine di soddisfare il creditore procedente, in attuazione della loro funzione di garanzia generica delle obbligazioni ex art. 2740 c.c.

È una forma di esecuzione indiretta, poiché, a differenza dell’esecuzione in forma specifica [vedi] (che è diretta), non ha ad oggetto proprio il bene dovuto.

È una forma di esecuzione liquidativa e satisfattiva, con cui possono essere soddisfatti coattivamente i crediti aventi ad oggetto una somma di danaro, sia che questo fosse il loro oggetto originario, sia che l’oggetto del credito sia divenuto tale soltanto in vista della sua soddisfazione coattiva.

L’Espropriazione forzata , a seconda del suo oggetto, può essere mobiliare o immobiliare.

Giudice competente è il Tribunale.

È prevista e disciplinata la possibilità di delegare a notai e ad altri professionisti (avvocati, commercialisti) o istituti autorizzati le operazioni di vendita nell’Espropriazione forzata di beni mobili registrati o beni immobili: ciò ha determinato un notevole alleggerimento del carico di procedimenti gravanti sui giudici.

Esistono, inoltre, forme speciali di Espropriazione forzata : di beni indivisi (artt. 599-601 c.p.c.); contro il terzo proprietario (artt. 602-604 c.p.c.).

Il debitore che voglia contestare il diritto del creditore a procedere può proporre opposizione all’esecuzione [vedi Opposizione del debitore all’esecuzione]; se invece contesta la regolarità formale può proporre opposizione agli atti esecutivi [vedi Opposizione del debitore agli atti esecutivi].

Espropriazione forzata contro il terzo proprietario (d. p.civ.)

Tale forma speciale di Espropriazione forzata trova applicazione in tutti i casi in cui il proprietario del bene espropriato, pur essendo estraneo al rapporto debitorio, è gravato da responsabilità per debito altrui Essa, dunque, si attua, ai sensi degli artt. 602-604 c.p.c.: quando il terzo è proprietario di un bene gravato da ipoteca o di cosa soggetta a pegno; quando il terzo ha acquistato beni gravati da ipoteca o cose date in pegno; quando l’alienazione del bene da parte del debitore è stata revocata per frode ex art. 2901 c.c. Poiché tale Espropriazione forzata colpisce un soggetto diverso dal debitore, la legge tutela la particolare situazione del terzo disponendo che in generale gli atti d’Espropriazione forzata si compiono anche nei confronti di questi.

Espropriazione forzata di beni indivisi (d. p.civ.)

Forma speciale di Espropriazione forzata , regolata dagli artt. 599-601 c.p.c., che trova applicazione quando oggetto di esecuzione è la quota ideale di un bene immobile. Ha lo scopo di evitare che i comproprietari, accordandosi con il debitore, arrechino un pregiudizio al creditore. In tale Espropriazione forzata il giudice: può separare la quota in natura spettante al debitore; può vendere la quota spettante al debitore lasciando intatta la comunione con sostituzione del debitore con l’acquirente; può disporre la divisione secondo le regole generali. Ai sensi dell’art. 600, co. 2, c.p.c. come modificato dal D.L. 35/2005 conv. in L. 80/2005, a decorrere dal 1° marzo 2006 «se la separazione in natura non è chiesta o non è possibile, il giudice dispone che si proceda alla divisione a norma del codice civile, salvo che ritenga probabile la vendita della quota indivisa ad un prezzo pari o superiore al valore della stessa, determinato a norma dell’art. 568 c.p.c.».

Espropriazione forzata immobiliare (d. p.civ.)

È quel tipo di Espropriazione forzata avente ad oggetto i beni immobili del debitore con le loro pertinenze, nonché i diritti reali di godimento su beni immobili (artt. 555-598 c.p.c.). Si differenzia dall’Espropriazione forzata mobiliare, oltre che per l’oggetto anche per le conseguenze connesse alla pubblicità immobiliare. Diversamente dal pignoramento mobiliare la scelta dei beni è fatta dallo stesso creditore in un momento anteriore. Inoltre, tale pignoramento attraversa due diverse fasi: la notifica del pignoramento al debitore e la successiva trascrizione dell’atto nei registri immobiliari. Il Espropriazione forzata si perfeziona, nei confronti del terzo, dalla data della trascrizione, e nei confronti del debitore dal momento della notifica.

Con il pignoramento il debitore è costituito custode dei beni pignorati e degli accessori, compresi le pertinenze e i frutti, senza diritto a compenso. Tuttavia, il giudice dell’esecuzione può nominare custode una persona diversa dal debitore, ed è obbligatoria la scelta di una persona diversa se l’immobile non è occupato dal debitore (art. 559 c.p.c.).

Trascorsi 10 giorni dal pignoramento, il creditore pignorante e ogni creditore intervenuto, munito di titolo esecutivo, può chiedere la vendita dell’immobile.

Se non ci sono opposizioni o se si raggiunge un accordo, il giudice dispone la vendita senza incanto, assegnando un termine per le offerte e fissando l’udienza per decidere sulle stesse e per la gara tra più offerenti, ovvero per i provvedimenti da adottare in assenza di offerte. Il giudice, in caso di accoglimento dell’offerta, emette un decreto con cui determina le modalità e il termine di versamento del prezzo, a seguito del quale disporrà il trasferimento del bene.

Soltanto se la vendita senza incanto non va a buon fine (ad esempio, per mancanza di offerte) si procede alla vendita all’incanto.

La vendita all’incanto è caratterizzata dalla gara pubblica dei concorrenti nella sala delle pubbliche udienze davanti al giudice dell’esecuzione. Il bene è aggiudicato all’ultimo maggiore offerente (il tempo massimo per poter «rilanciare» un’offerta maggiore è di tre minuti dall’ultima offerta). Tale aggiudicazione è provvisoria, poiché entro dieci giorni possono essere fatte nuove offerte superiori di 1/5 rispetto al prezzo raggiunto nell’incanto. Se ciò avviene si fa luogo ad una gara tra coloro che hanno fatto le nuove offerte e il primo aggiudicatario. A tale gara possono partecipare gli offerenti in aumento, l’aggiudicatario e gli offerenti al precedente incanto.

La fase conclusiva della vendita immobiliare è rappresentata dal decreto di trasferimento del bene, da emanarsi dopo il versamento del prezzo, col quale il giudice dispone anche la cancellazione delle trascrizioni e delle iscrizioni pregiudizievoli gravanti sul bene e ingiunge al debitore o al custode di rilasciare l’immobile venduto.

La distribuzione della somma ricavata dalla vendita è effettuata dal giudice o dal professionista in caso di delega delle operazioni.

Il D.L. 193/2009 (conv. in L. 24/2010) ha disposto l’uso di strumenti telematici nelle operazioni di vendita (art. 569 c.p.c.).

Espropriazione forzata mobiliare presso il debitore (d. p. civ.)

È una forma di esecuzione forzata [vedi] avente ad oggetto beni mobili da pignorare nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti o sulla stessa persona del debitore, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro.

L’ufficiale giudiziario [vedi] può pignorare cose determinate che non si trovano in luoghi del debitore ma delle quali quest’ultimo può disporre direttamente.

Il pignoramento [vedi] può avvenire solo nei giorni feriali, non prima delle 7 e non dopo le 21.

Nella scelta delle cose da pignorare l’ufficiale giudiziario deve preferire le cose di più facile e pronta liquidazione, senza tenere conto delle indicazioni del debitore, e in ogni caso il denaro contante, gli oggetti preziosi, i titoli di credito e ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione.

Il pignoramento [vedi] è compiuto dall’ufficiale giudiziario munito di titolo esecutivo e del precetto.

Il custode deve conservare e amministrare le cose pignorate, non può usarne senza l’autorizzazione del giudice e deve rendere il conto della gestione.

Trascorsi dieci giorni dal pignoramento, il creditore pignorante o uno dei creditori intervenuti muniti di titolo esecutivo possono chiedere:

—  la distribuzione del denaro;

—  l’assegnazione dei titoli di credito e delle altre cose il cui valore risulti da listino di borsa o di mercato;

—  la vendita [vedi] degli altri beni che può avvenire in due modi: senza incanto o a mezzo commissionario (art. 532 c.p.c.); all’incanto (artt. 534-540 c.p.c.).

Il D.L. 193/2009 (conv. in L. 24/2010) ha previsto modalità telematiche nella vendita con e senza incanto.

Espropriazione forzata presso terzi (d.p.civ.)

Si tratta di una forma di Espropriazione forzata che viene ad incidere su beni mobili del debitore che sono in possesso di terzi o su crediti del debitore verso i terzi. A tale esecuzione (disciplinata dagli artt. 543-554 c.p.c.) partecipa oltre al creditore e al debitore anche il terzo, come soggetto solo a fini processuali. Il pignoramento ha qui il duplice scopo di impedire al terzo di pagare il debitore (ovvero di consegnargli la cosa) e di accertare la sussistenza del credito. Pertanto, il pignoramento contiene non solo l’ingiunzione al debitore, ma anche l’intimazione al terzo di non disporre delle somme o cose dovute, nonché la citazione del terzo e del debitore a comparire davanti al giudice del luogo di residenza del terzo affinché, rispettivamente, il terzo renda la cd. dichiarazione di quantità e il debitore sia presente alla dichiarazione e agli atti ulteriori.

La L. 228/2012 ha aggiunto la possibilità di comunicare anche a mezzo di PEC [vedi]. Ha inoltre superato l’ipotesi della mancata dichiarazione del terzo (art. 548 c.p.c.) dalla sua contestata dichiarazione (art. 549 c.p.c.) prevedendo degli effetti automatici per accelerare i tempi.

A seguito della notifica dell’atto di pignoramento, il terzo è assoggettato agli obblighi del custode relativamente alle cose o alle somme dovute e nei limiti dell’importo del credito aumentato della metà, assumendo una responsabilità personale nei confronti del creditore pignorante (art. 546 c.p.c.).

Se si tratta di somme esigibili immediatamente o in un termine non superiore a 90 giorni, il giudice dell’esecuzione le assegna in pagamento; se si tratta di somme esigibili in un termine maggiore, se i creditori non ne chiedono l’assegnazione i crediti si vendono secondo le forme previste per la vendita di cose mobili.

ESECUZIONE FORZATA: ESPROPRIAZIONE

il creditore consegna titolo e precetto all’ufficiale giudiziario

l’ufficiale giudiziario notifica gli atti all’obbligato per il pagamento della somma disposta

10 giorni

l’esecutante chiede all’ufficiale giudiziario il pignoramento

l’ufficiale giudiziario esegue il pignoramento e deposita il verbale nella cancelleria del giudice

l’esecutante chiede la vendita all’asta del bene pignorato

il giudice dispone la vendita all’asta

il ricavato va all’esecutante e l’eventuale rimanenza all’esecutato

ESPROPRIAZIONE FORZATA

Nozione: processo esecutivo costituito da un complesso di atti diretti a sottrarre coattivamente al debitore determinati beni facenti parte del suo patrimonio ed a convertirli in denaro, al fine di soddisfare il creditore procedente

Tipi:

–             mobiliare presso il debitore

–             presso terzi

–             immobiliare

–             di beni indivisi

–             contro il terzo proprietario

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