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Espulsione dello straniero

22 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 22 ottobre 2015



Espulsione dello straniero

Espulsione dello straniero nel codice penale

È una misura amministrativa di sicurezza non detentiva, prevista dall’art. 235 c.p.

L’Espulsione dello straniero nella disciplina del codice trova la sua applicazione:

—  nei casi previsti dalla legge (art. 235, co. 1, c.p.), tra i quali rientra l’ipotesi dell’art. 312 c.p., come sostituito dal D.L. 92/2008 (conv. in L. 125/2008), secondo cui è espulso o allontanato dal territorio dello Stato rispettivamente lo straniero o il cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea [vedi] che sia stato condannato a una pena restrittiva della libertà personale per uno dei delitti contro la personalità dello Stato (artt. 241-313 c.p.);

—  nel caso del condannato alla reclusione per un tempo superiore ai due anni (art. 235, co. 1, c.p.).

L’art. 15 D.Lgs. 309/1998 (Testo unico sull’immigrazione) prevede, a sua volta, l’espulsione come misura di sicurezza «fuori dei casi previsti dal codice penale».

L’Espulsione dello straniero è una misura ad applicazione obbligatoria, previo accertamento della pericolosità sociale del condannato.

Espulsione dello straniero nel Testo Unico sugli stupefacenti (d. pen.)

L’espulsione a norma dell’art. 86, D.P.R. 309/1990 (Testo unico sugli stupefacenti) è una misura di sicurezza ed è applicabile allo straniero condannato per delitti in materia di stupefacenti. L’ordine di espulsione dello straniero è emesso dal giudice previo accertamento della pericolosità sociale (Corte cost. 58/1995).

L’Espulsione dello straniero è prevista come misura di prevenzione, e non di sicurezza, quando è disposta dal prefetto in caso di flagranza (art. 86, co. 3). In questo caso non occorre accertare la pericolosità sociale del soggetto.

Il decreto del prefetto è soggetto a ricorso avanti al tribunale amministrativo regionale.

Espulsione dello straniero nel Testo Unico sull’immigrazione (d. imm.)

Nel Testo unico (D.Lgs. 286/1998) è disciplinata l’espulsione amministrativa. L’ allontanamento coattivo dall’Italia è disposto da un’ autorità amministrativa e avviene sempre con decreto motivato e tradotto in lingua comprensibile allo straniero nonché convalidato da una autorità giudiziaria (art. 13). Può essere disposta con decreto del Ministero dell’Interno nei confronti dello straniero per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato. Oppure può trattarsi di espulsione prefettizia. Questa espulsione è disposta, caso per caso, con decreto del Prefetto quando lo straniero è entrato senza rispettare le procedure per l’ingresso regolare o si tratta di soggetto pericoloso.


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