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Estinzione del processo

22 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 22 ottobre 2015



Estinzione del processo (d. p. civ.): Si intende la cessazione anticipata del processo per una causa che ne impedisce la prosecuzione.

Si ha Estinzione del processo per rinuncia agli atti del giudizio, che consiste nell’espressa dichiarazione di voler porre fine al processo senza giungere alla sentenza definitiva di merito sulla domanda proposta. Tale dichiarazione, per produrre effetti necessita del consenso esplicito ed incondizionato di tutte le parti costituite che potrebbero aver interesse alla prosecuzione del processo.

Il rinunciante è tenuto a rimborsare le spese alle altre parti, salvo diverso accordo tra loro. La rinunzia agli atti va distinta dalla rinunzia all’azione. Se la parte rinunzia agli atti, infatti, non si preclude la possibilità di proporre una successiva domanda giudiziale per far valere la stessa situazione sostanziale precedentemente azionata.

Si può avere Estinzione del processo per inattività delle parti, che si verifica quando le parti non hanno compiuto gli atti di impulso che consentono la prosecuzione del processo. Ciò può verificarsi immediatamente o dopo un periodo di quiescenza del processo. La prima ipotesi ricorre qualora le parti, alle quali spetta rinnovare la citazione [vedi] o proseguire, riassumere o integrare il giudizio, non vi provvedano nel termine perentorio [vedi] stabilito dalla legge o dal giudice.

L’Estinzione del processo non si verifica ipso facto, ma sopravviene ad un periodo di stasi nelle ipotesi, ad es., di mancata comparizione delle parti all’udienza successiva alla prima, alla quale esse non erano intervenute (art. 181 c.p.c.); di mancata citazione del terzo per ordine del giudice (art. 270 c.p.c.).

In questi casi la causa viene automaticamente cancellata dal ruolo e, solo se non viene riassunta davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di tre mesi, il processo si estingue.

Estinzione del processo esecutivo (d. p.civ.)

Il Estinzione del processo esecutivo si estingue per rinuncia agli atti (art. 629 c.p.c.) e per mancata comparizione all’udienza (art. 631 c.p.c.). Altra ipotesi è l’inattività delle parti, ossia quando queste non proseguono il processo o non lo riassumono nei termini perentori stabiliti dalla legge o dal giudice (art. 630 c.p.c.).

L’Estinzione del processo opera di diritto, ed è dichiarata, anche d’ufficio, con ordinanza dal giudice dell’esecuzione, non oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa: se pronunciata fuori udienza, è comunicata dal cancelliere.

Nei casi di sospensione del processo [vedi] se l’ordinanza di sospensione non viene reclamata o viene confermata in sede di reclamo, e il giudizio di merito non è stato introdotto nel termine perentorio di cui all’art. 616 c.p.c., il giudice dell’esecuzione dichiara, anche d’ufficio, con ordinanza l’Estinzione del processo e ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento, provvedendo anche sulle spese.

L’ordinanza (che dichiara l’Estinzione del processo o rigetta l’eccezione relativa) può essere impugnata con reclamo al collegio.

Il termine per proporre reclamo è aumentato da dieci a venti giorni decorrenti dalla data di udienza (o dalla comunicazione dell’ordinanza se emessa fuori udienza), come disposto dal rinvio all’art. 178 c.p.c. Possono proporre reclamo: il debitore, il credito pignorante e gli altri creditori intervenuti.

L’Estinzione del processo, che non estingue l’azione, rende inefficaci tutti gli atti compiuti nel corso del processo, ad esclusione delle sentenze di merito e quelle (della Corte di Cassazione) che regolano la competenza. Le prove raccolte nel corso di un processo estinto sono valutate dal giudice come argomenti di prova.

L’Estinzione del processo ha come conseguenza l’inefficacia degli atti compiuti se avviene prima dell’aggiudicazione o della assegnazione; se invece l’Estinzione del processo avviene dopo, la somma ricavata è consegnata al debitore.

In tutti questi casi, la causa viene cancellata dal ruolo e, se non viene riassunta davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di un anno, il processo si estingue.

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