Che significa? Eutanasia

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Eutanasia (d. pen.): In senso letterale (dal greco eu = bene, e thanatos = morte) significa “dolce morte”.

Nell’ambito del concetto di Eutanasia occorre operare una distinzione tra l’Eutanasia collettivistica, realizzata per uno scopo di utilità pubblico-collettiva, e l’Eutanasia individualistica (o pietosa), posta in essere per un sentimento di pietà nei confronti della vittima in ragione del particolare stato di salute (spesso irreversibile) in cui la stessa versa.

L’Eutanasia collettivistica (o eugenica o economica) tende ad eliminare gli individui malati o deformi allo scopo di migliorare la razza ed economizzare le risorse della società, destinandole ai soli soggetti socialmente «utili».

L’Eutanasia individualistica può essere passiva (o paraeutanasia), e cioè risolversi nella mera interruzione (o omissione) del trattamento terapeutico, o attiva, ossia consistere nel cagionare la morte del paziente mediante un comportamento attivo.

Esclusa l’ammissibilità dell’Eutanasia collettivistica nei sistemi democratici odierni, si pone oggi il problema della liceità penale dell’Eutanasia individualistica che non contrasterebbe con gli artt. 32 e 13 Cost.:

—  l’Eutanasia individualistica passiva è lecita se ha carattere consensuale, e cioè se il paziente ha espresso la precisa e inequivoca volontà di non essere curato; per l’opposta soluzione deve propendersi quando l’Eutanasia passiva non sia consensuale, atteso che, in mancanza di una volontà contraria del paziente, permane a carico del medico l’obbligo giuridico di continuare il trattamento, anche se la malattia è incurabile;

—  l’Eutanasia individualistica attiva va considerata illecita sia nel caso in cui abbia carattere non consensuale, sia nel caso in cui abbia carattere consensuale, in quanto contrastante con il principio della tutela della vita.

Nel nostro ordinamento non esiste una normativa ad hoc sull’Eutanasia che viene ricondotta quindi nelle disposizioni relative all’omicidio (art. 575 c.p.), all’omicidio del consenziente (art. 579 c.p.) o, in casi marginali, all’aiuto al suicidio (art. 580 c.p.).

In relazione all’omicidio del consenziente, spesso il consenso è prestato da persone che, per le particolari condizioni in cui versano, non sono in grado di decidere validamente, per cui la gran parte dei casi di Eutanasia ricade nell’omicidio doloso comune. Talvolta ricorrono circostanze attenuanti (motivi di particolare valore morale e sociale, art. 621 c.p., generiche, art. 62bis c.p.), ma possono anche concorrere circostanze aggravanti (premeditazione, art. 577 n. 3 c.p., rapporti di parentela, art. 5772 c.p.).


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