Dizionario | Termini giuridici

Extra petita, ultra petita

22 Ottobre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Extra petita, ultra petita [al di fuori di quanto richiesto con la domanda, al di là di quanto richiesto] (d. p. civ.): Ai sensi dell’art. 112 c.p.c., il giudice civile deve pronunciare su tutta la domanda e non oltre i limiti di essa (principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato). Ciò perché la delimitazione della domanda nei suoi confini soggettivi ed oggettivi (thema decidendum) spetta alle parti, non al giudice, il quale deve astenersi dal decidere ultra petita (cioè in linea con la domanda ma superando, nella decisione, quanto richiesto, come nell’ipotesi di condanna al pagamento di una somma superiore a quella precisata nelle conclusioni o a restituzioni non richieste) ovvero extra petita (cioè mutando sostanzialmente il petitum o la causa petendi, come nel caso del giudice che pronunci l’illegittimità del licenziamento per difetto di giusta causa o di giustificato motivo laddove sia stato richiesto l’accertamento dell’illegittimità per motivi sindacali; o quando, avendo una parte chiesto la risoluzione del contratto per inadempimento ex art. 1453 c.c., il giudice la pronunci per sopravvenuta impossibilità della prestazione ex art. 1463 c.c.).

La decisione ultra petita o extra petita deve considerarsi affetta da nullità. Il relativo vizio si converte in motivo di gravame ex art. 161 c.p.c. ed è perciò sanabile col passaggio in giudicato della sentenza.




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