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Fascismo

23 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 Ottobre 2015



Fascismo (d. cost.): Regime politico instauratosi in Italia (e in altri Stati come la Spagna) che ha cancellato i principi dello Stato democratico dal 1922 (marcia su Roma) al 1943.

Caratteri dell’ordinamento fascista italiano furono:

—  centralizzazione del potere nelle mani del duce (Benito Mussolini), capo del Governo e titolare diretto di alcuni Ministeri chiave, e del partito nazionale fascista (PNF), i cui vertici si andarono a confondere con quelli dello Stato, tanto che nel 1926 il fascio littorio, simbolo del partito, divenne emblema dello Stato;

—  fidelizzazione delle masse anche attraverso una serie di istituzioni (Opera Nazionale Balilla, Fasci femminili, Gioventù italiana del littorio etc.) rigidamente legate al PNF, che creò un processo di politicizzazione di tutte le aree sociali;

—  costituzionalizzazione del Gran Consiglio, l’organo supremo dello Stato con funzione di indirizzo e coordinamento di tutte le attività del regime; era presieduto dal duce, e doveva esser sentito obbligatoriamente su tutte le questioni di rilievo costituzionale;

—  svilimento dei poteri della monarchia, che perse, a beneficio del Gran Consiglio, numerose prerogative costituzionali;

—  creazione di uno Stato corporativista che pose le grandi organizzazioni produttive e le categorie professionali al centro del sistema politico in conformità all’idea base del Fascismo che propugnava uno «Stato del lavoro» e parlava di «vero liberalismo»;

—  atteggiamento confessionale dello Stato che, ai fini del controllo sociale, puntellava il suo consenso grazie ad un appoggio significativo alla religione cattolica professata dalla quasi totalità della popolazione. Tale atteggiamento portò alla stipula dei Patti Lateranensi (1929) tra Mussolini e il cardinale Gasparri che risolsero l’annosa Questione romana [vedi].

Il timore del riaffermarsi di un nuovo partito fascista in Italia ha portato all’inserimento, nella Costituzione repubblicana, della XII disposizione finale con la quale «è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista».

Le organizzazioni neofasciste sono sciolte con provvedimento del Ministro dell’interno e i loro beni vengono confiscati.


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