Che significa? | Termini giuridici

Favor

23 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 Ottobre 2015



Favor (t. gen.): Tale principio indica la tutela preferenziale che la legge, allo scopo di riequilibrare particolari posizioni di diseguaglianza tra situazioni soggettive e di sbilanciamento d’interessi, accorda in determinate circostanze ad uno invece che ad un altro soggetto.

Favor creditoris-debitoris (d. civ.)

In materia di obbligazioni [vedi] il principio ispiratore è, secondo l’orientamento prevalente, quello del favor debitoris, nel senso che risulta essere privilegiato il soggetto passivo del rapporto obbligatorio (es.: l’art. 1184 c.c., relativamente al potere di fissazione del termine di scadenza di adempimento dell’obbligazione; l’art. 1286 c.c., relativamente alla facoltà di scelta della prestazione nelle obbligazioni alternative [vedi Obbligazioni]).

In alcuni casi, peraltro, la tendenza legislativa è contraria, nel senso di privilegiare la posizione creditoria (es.: l’art. 1183 c.c., che attribuisce il potere di esigere immediatamente la prestazione, ove il termine non sia fissato preventivamente).

Favor matrimonii (d. can.)

Presunzione iuris tantum di validità del matrimonio canonico [vedi Matrimonio], per cui nel dubbio si deve ritenere valido il matrimonio fino a che non sia provato il contrario.

Il Favor agisce come principio processuale nel senso che non può essere dichiarata la nullità di un matrimonio finché non si abbia la certezza morale (non già assoluta) di tale invalidità.

Il Favor matrimoni cede soltanto di fronte al Favor fidei nel senso che, se il matrimonio celebrato tra due non battezzati è di dubbia validità ed uno dei coniugi si converta al cattolicesimo, detto matrimonio si presumerà invalido fino alla prova della sua validità.

Favor minoris (d. civ.)

Atteggiamento del legislatore teso a privilegiare la posizione del minore. Ne costituiscono espressioni tipiche:

—  la responsabilità genitoriale [vedi];

—  la tutela del minore [vedi Tutela];

—  l’annullabilità degli atti negoziali da lui compiuti [vedi Annullamento].

Favor libertatis (d. pen.)

Principio che caratterizza vari istituti del diritto processuale penale, volto a privilegiare la libertà del soggetto rispetto ad altre esigenze del processo. Sono espressione del principio del Favor libertatis le norme che prevedono limiti massimi di durata della custodia cautelare [vedi], l’immediata esecuzione delle sentenze di proscioglimento, etc.

Favor prestatoris (d.lav.)

Principio che si sostanzia nella particolare tutela accordata dall’ordinamento giuridico al lavoratore subordinato in considerazione della sua debolezza economica e contrattuale.

Oltre che nella Costituzione (art. 35), il principio del Favor è affermato anche in numerose disposizioni di legge e costituisce indiscusso criterio ispiratore della giurisprudenza. Un’applicazione del (—) è rappresentata dalla possibilità che il contratto collettivo e individuale deroghino alle norme di legge per stabilire solo condizioni più favorevoli al lavoratore.

Inoltre, in base al principio del Favor, tra più fonti regolatrici deve essere applicata quella che ha maggiore efficacia protettiva nei confronti del lavoratore.

Favor rei (d. pen.)

Principio interpretativo teso a individuare, in concreto, il trattamento giuridico più favorevole all’imputato o al condannato. Ad esempio, ne sono espressione le norme che prevedono l’assoluzione in caso di insufficienza o contraddittorietà della prova che il fatto sussiste, la prevalenza dell’opinione più favorevole all’imputato qualora, in sede di deliberazione della sentenza, vi sia parità di voti (art. 527 c.p.p.), etc.


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