Che significa? | Termini giuridici

Femminicidio

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Femminicidio (d. pen.): Il termine Femminicidio viene comunemente impiegato in due accezioni, una più ristretta e l’altra più ampia: nella prima identifica le ipotesi in cui una donna viene uccisa da un uomo per ragioni connesse alla sua identità di genere. Trattasi di una tipologia omicidiaria posta in essere, nella maggioranza dei casi, da persone che hanno legami sentimentali (attuali o non più in atto) con la vittima, come mariti o fidanzati, pur se non mancano casi perpetrati da padri verso le figlie, o (più di rado) da figli verso le madri. La più frequente causa scatenante l’episodio criminoso si fonda sulla pretesa, da parte dell’autore del reato, di soggiogare la volontà della vittima nell’ iniziare o continuare una relazione sentimentale o sessuale interrotta per le più diverse ragioni.

Alcuni linguisti associano, invece, al termine Femminicidio un significato più ampio, identificandolo in qualsiasi forma di violenza esercitata sistematicamente sulle donne in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale presente nel costume sociale, allo scopo di perpetuare la subordinazione e di annientare l’identità femminile attraverso l’assoggettamento fisico o psicologico.

La crescita esponenziale del fenomeno, in entrambe le accezioni (connesso al progressivo ampliarsi degli spazi di autonomia professionale ed economica delle donne, talvolta mal tollerato, specie in taluni contesti sub-culturali) ha accresciuto in modo sostanziale l’allarme sociale, e dunque la necessità di adottare provvedimenti legislativi, a livello nazionale ed internazionale.

L’esigenza ha trovato adeguata risposta in sede di Consiglio d’Europa. Tale organo sovranazionale ha, infatti, sottoscritto ad Istanbul una Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Trattasi del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro normativo completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di violenza, incentrato sulla prevenzione della violenza domestica, la protezione delle vittime e la repressione penale dei trasgressori. Il nostro Paese ha provveduto a ratificare tale Convenzione, con L. 27-6- 2013 n. 77, cui ha fatto seguito l’emanazione del cd. decreto sul Femminicidio, D.L. 14-8-2013, n. 93, conv. in L. 15-10-2013, n. 199, contenente un vero e proprio piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, numerose misure di prevenzione contro la violenza domestica, nonché taluni mirati correttivi a norme codicistico-penali (sia sostanziali che processuali) dirette a renderle più efficaci in qualità di strumenti preventivo-repressivi del fenomeno (es. attraverso la punibilità, come ipotesi aggravata, dello Stalking [vedi] informatico e l’estensione delle ipotesi di violenza sessuale aggravata ai fatti commessi nei confronti di persona della quale il colpevole sia il coniuge, anche separato o divorziato, ovvero colui che alla stessa persona è o è stato legato da relazione affettiva, anche senza convivenza.

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