Che significa? | Termini giuridici

Flessibilità nell’impiego di forza lavo¬ro


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Flessibilità nell’impiego di forza lavo­ro (d. lav.): Modalità di impiego della risorsa lavoro che, sotto uno o più aspetti, si differenzia dal tradizionale rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

La Flessibilità nell’impiego di forza lavo­ro permette una relativa velocità di adeguamento della capacità produttiva di un’impresa alla domanda di mercato, rendendola più competitiva. I cambiamenti intervenuti nell’economia, tra cui la globalizzazione, hanno accresciuto il bisogno di flessibilità operativa delle imprese.

La Flessibilità nell’impiego di forza lavo­ro si può realizzare in diversi modi. In primo luogo, attraverso la disponibilità, per le imprese, di tipologie contrattuali diversificate e alternative al contratto indeterminato, cd. flessibilità in entrata [vedi Contratto a tempo determi­nato; Contratto di inserimento; Somministra­zione di lavoro; Lavoro intermittente]. In secondo luogo, attenuando i limiti giuridici alla libertà di licenziamento del datore di lavoro, cd. flessibilità in uscita.

Il ricorso indiscriminato alla Flessibilità nell’impiego di forza lavo­ro ha determinato, alla lunga, il fenomeno della precarizzazione della forza lavoro, soprattutto dei giovani, per i quali è sempre più improbabile la prospettiva di un’occupazione stabile e tutelata.

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