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Fondi

23 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 23 ottobre 2015



Fondi

Fondi di solidarietà bilaterali (leg. soc.)

Fondi finalizzati a fornire prestazioni a sostegno del reddito in quei settori e per quelle categorie a cui non si applica il sistema pubblico degli ammortizzatori sociali [vedi].

Sono definiti bilaterali perché amministrati e gestiti pariteticamente, cioè sia da soggetti rappresentativi delle imprese sia dalle associazioni sindacali.

La loro istituzione è stata prevista su base volontaria sin dalla metà degli anni Novanta (L. 662/1996). Solo da ultimo, per i settori non coperti dalla Cassa integrazione guadagni, è stato disposto l’obbligo dei (—), rispondente alla finalità di integrare in chiave universalistica il sistema di tutela del reddito in costanza di rapporto di lavoro (L. 92/2012).

Fondi strutturali [fs] (d. UE)

Nell’ambito della politica di coesione economica e sociale sono i principali strumenti finanziari di cui si avvalgono le istituzioni dell’Unione europea per promuovere lo sviluppo e l’adeguamento strutturale delle regioni che presentano ritardi nello sviluppo, favorire la riconversione economica e sociale delle aree a declino industriale, lottare contro la disoccupazione strutturale, facilitare l’inserimento professionale dei giovani e accelerare la riforma del sistema agrario.

Sono Fondi: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

La gestione di tali fondi deve attenersi ai seguenti criteri:

—  concentrazione funzionale, finanziaria e geografica delle risorse dell’Unione;

—  partenariato, che implica una stretta cooperazione tra la Commissione e ciascuno Stato membro, con il coinvolgimento delle autorità regionali e locali, delle altre autorità pubbliche, delle parti economiche e sociali e di ogni altro organismo che sia rappresentativo della società civile;

—  complementarietà, in virtù della quale i Fondi devono intervenire a completamento delle azioni nazionali (anche di livello regionale e locale);

—  coerenza con gli altri strumenti finanziari dell’Unione europea e con le sue attività, politiche e priorità;

—  addizionalità, nella misura in cui gli stanziamenti dei Fondi non possono mai sostituirsi alle spese a finalità strutturale dello Stato membro, ma aggiungersi ad esse;

—  programmazione. La Commissione ha il compito di pianificare l’utilizzazione degli stanziamenti dell’Unione nell’arco di 7 anni, articolandola in diverse fasi che coinvolgono sia le istituzioni europee che quelle nazionali e locali.

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