Che significa? Fondo

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Fondo

Fondo comune di investimento (d. comm.)

Nei Fondo l’investitore affida il proprio capitale ad operatori specializzati (società di gestione) con l’incarico di procedere ad operazioni di investimento diversificate: in considerazione della professionalità, solvibilità e liquidità della società intermediaria, l’investitore ha il vantaggio di una maggiore garanzia dai rischi che i mercati finanziari presentano.

I Fondo possono essere classificati in diverse categorie:

—  in base alla forma di investimento dei capitali raccolti, si distinguono: Fondo mobiliare, in cui il risparmio viene investito in valori mobiliari; Fondo immobiliare, in cui il risparmio raccolto viene investito in beni immobili;

—  in base alle modalità di raccolta del risparmio si distinguono: fondi chiusi, in cui l’investitore può ottenere il rimborso della sua partecipazione solo a scadenze predeterminate; fondi aperti in cui l’investitore ha diritto di chiedere, in qualsiasi tempo, il rimborso della propria quota secondo lo schema di funzionamento del Fondo.

A far data dal 1-7-1998, i Fondo sono regolati dal T.U. finanziario (D.Lgs. 58/1998).

Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto (d. lav.)

Con la direttiva 987/1980 il Consiglio della CEE ha voluto garantire ai lavoratori subordinati una tutela minima in caso di insolvenza del datore di lavoro, delineando un meccanismo di tutela basato sulla creazione di specifici organismi di garanzia, che si sostituiscono al datore di lavoro per il pagamento di taluni crediti dei lavoratori subordinati.

In attuazione di detta direttiva lo Stato italiano ha adottato due testi normativi, la L. 297/1982, istitutiva del Fondo presso l’I.N.P.S., che assicura il pagamento del T.F.R. [vedi] indipendentemente dalle vicende che possono colpire l’azienda (es. fallimento, liquidazione etc.), e il D.Lgs. 80/1992, con il quale la garanzia è stata estesa anche alle ultime retribuzioni del lavoratore.

Possono richiedere l’intervento del Fondo tutti i lavoratori dipendenti da datori di lavoro tenuti al versamento del contributo che alimenta la gestione del Fondo, compresi i lavoratori con la qualifica di apprendista e i dirigenti di aziende industriali.

I requisiti per l’intervento del Fondo sono diversi, a seconda che il datore di lavoro sia soggetto o meno alle procedure concorsuali [vedi] (fallimento, concordato preventivo etc.).

Se il datore di lavoro è soggetto alle procedure concorsuali, i requisiti per l’intervento del Fondo sono tre:

—  la cessazione (per qualsiasi causa) del rapporto di lavoro subordinato;

—  l’apertura di una procedura concorsuale (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria);

—  l’accertamento del credito per T.F.R. rimasto insoluto (in caso di fallimento, amministrazione straordinaria e liquidazione coatta amministrativa tale accertamento avviene con l’ammissione del credito nello stato passivo della procedura).

Se, invece, il datore di lavoro non è soggetto alle procedure concorsuali, i requisiti dell’intervento del Fondo sono quattro:

—  cessazione del rapporto di lavoro subordinato;

—  inapplicabilità al datore di lavoro delle procedure concorsuali per mancanza dei requisiti soggettivi di cui all’art. 1 L.F.;

—  insufficienza delle garanzie patrimoniali del datore di lavoro a soddisfare il credito del lavoratore, a seguito di pignoramento [vedi] negativo o pignoramento mancato del patrimonio del datore di lavoro;

—  accertamento, da parte del giudice, del­l’esistenza del credito per T.F.R. rimasto insoluto.

L’Istituto è tenuto a liquidare il T.F.R. a carico del Fondo nel termine di 60 gg. decorrenti dalla data di presentazione della domanda completa di tutta la documentazione (art. 2, co. 7, L. 297/1982).

Fondo di garanzia per le vittime della strada

Istituito dall’art. 19 dell’ormai abrogata L. 990/1969 e attualmente disciplinato dall’art. 283 del Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 209/2005), il Fondo è amministrato dalla Consap, sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo economico.

Attraverso il Fondo si provvede al risarcimento dei danni conseguenti a sinistri causati da:

—  veicoli o natanti non identificati;

—  veicoli o natanti non assicurati;

—  veicoli o natanti assicurati presso un’impresa di assicurazione che, al momento del fatto, si trova in stato di liquidazione coatta con dichiarazione di insolvenza o vi venga posta successivamente;

—  veicoli posti in circolazione contro la volontà del proprietario, dell’usufruttuario, dell’acquirente con patto di riservato dominio o del locatario in caso di locazione finanziaria;

—  veicoli spediti in territorio italiano da uno Stato membro dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo, i quali, nel periodo di 30 giorni a decorrere dall’accettazione della consegna da parte dell’acquirente, risultino privi di assicurazione;

—  da veicoli esteri con targa non corrispondente o non più corrispondente allo stesso veicolo.

Il Fondo è finanziato collettivamente da tutte le imprese assicurative della R.C.A. nella misura annualmente stabilita dal Ministero.

Fondo di previdenza del clero e dei ministri di culto (d. eccl.)

È attualmente disciplinato dalla L. 903/1973 ed è gestito dall’I.N.P.S.

Ad esso devono essere obbligatoriamente iscritti tutti i sacerdoti cattolici secolari (cioè non religiosi) ed i ministri dei culti diversi da quello cattolico, a condizione che siano cittadini italiani residenti.

Le prestazioni erogate dal Fondo sono:

—  la pensione di vecchiaia;

—  la pensione di invalidità;

—  la pensione ai superstiti.

Con D.M. 11-9-1997 è stato armonizzato il contributo versato al Fondo e con D.M. 6-7-1998 è stato elevato il contributo individuale dovuto dagli iscritti.

Fondo edifici del culto (d. eccl.)

In base alla L. 222/1985 dal 1° gennaio 1987 riunisce i patrimoni delle tre Aziende di culto principali prima esistenti, nonché quelli delle speciali Aziende di culto destinate, sotto varia denominazione, a scopi di culto, beneficenza e di religione, precedentemente gestite dalle Prefetture.

Il Fondo, che ha personalità giuridica ed è amministrato in base alle norme che regolano le gestioni patrimoniali dello Stato, ha il compito di provvedere alla conservazione, al restauro, alla tutela e alla valorizzazione degli edifici di culto [vedi] appartenenti al Fondo stesso, nonché degli altri beni compresi nel Fondo, fra cui opere d’arte, libri rari, beni produttivi di rendite, un notevole complesso forestale.

L’amministrazione del Fondo è affidata al Ministro per l’Interno che lo esercita a mezzo della Direzione Centrale per l’amministrazione del Fondo e, nell’ambito provinciale, a mezzo di prefetti.

Il bilancio preventivo e quello consuntivo del Fondo sono sottoposti all’approvazione del Parlamento, in allegato, rispettivamente, allo stato di previsione e al consuntivo del Ministero dell’interno.

Fondo europeo agricolo di garanzia (d. UE)

[vedi FEAGA].

Fondo Monetario Internazionale (d. int.)

[vedi F.M.I.].

Fondo nazionale per le politiche sociali (leg. soc.)

Il Fondo è un insieme di risorse che concorre a sostenere i principali interventi in campo sociale e da cui attingono molteplici soggetti istituzionali e non, tra i quali Regioni e Province autonome, che, insieme alle altre entità territoriali, predispongono piani di assistenza alle persone e alle famiglie secondo la disciplina del D.Lgs. 328/2000.

Fondo patrimoniale (d. civ.)

Costituisce un regime patrimoniale della famiglia stabilito convenzionalmente dai coniugi, ad integrazione del regime patrimoniale adottato.

Esso implica la destinazione di taluni beni ad sustinenda onera matrimonii.

Il Fondo può essere costituito da un solo coniuge, da entrambi, o anche da un terzo (nel qual caso, ove si tratti di atto tra vivi, è richiesta anche l’accettazione di entrambi i coniugi).

L’amministrazione dei beni appartenenti al Fondo segue la disciplina prevista in tema di amministrazione della comunione legale [vedi]. Sussiste un vincolo di indisponibilità dei beni del Fondo, condizionato al consenso dei coniugi e, se vi sono figli minori, all’autorizzazione giudiziale, nei soli casi di necessità ed utilità evidente (art. 169 c.c.).

Fondo pensione (leg. soc.)

Costituisce una forma di previdenza integrativa e complementare al sistema obbligatorio pubblico, finalizzata a garantire più elevati livelli di copertura previdenziale.

Le forme pensionistiche complementari (D.Lgs. 252/2005) sono, quindi, forme di previdenza volontaria finalizzate a erogare una pensione aggiuntiva a quella erogata dagli Istituti di previdenza obbligatoria.

La pensione complementare non si sostituisce a quella obbligatoria, ma la integra, dando luogo ad un trattamento di importo complessivamente più elevato.

Il diritto alla pensione erogata dai Fondo si perfeziona alla maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi stabiliti dalla legge per accedere alla pensione pubblica.

I Fondo e le altre forme pensionistiche complementari sono autorizzati e sottoposti alla vigilanza di una autorità pubblica, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP).

Sono forme pensionistiche complementari i Fondo negoziali o chiusi, i Fondo aperti, i piani individuali pensionistici.

I Fondo negoziali nascono da contratti o accordi collettivi anche aziendali e sono rivolti ai lavoratori di un determinato comparto, impresa o gruppo di imprese o un determinato territorio (es. regione o provincia autonoma). L’attività del fondo pensione negoziale consiste essenzialmente nella raccolta delle adesioni e dei contributi, nell’individuazione della politica di investimento delle risorse la cui attuazione viene affidata a soggetti esterni specializzati nella gestione finanziaria e nella erogazione delle prestazioni.

I Fondo aperti sono istituiti direttamente da banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione e società di gestione del risparmio. L’adesione ai Fondo aperti può avvenire in forma collettiva o individuale.

I piani individuali pensionistici sono forme pensionistiche individuali realizzate attraverso la sottoscrizione di contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale. Dal 1° gennaio 2007 ciascun lavoratore dipendente, ad eccezione dei lavoratori domestici e dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, entro sei mesi dall’assunzione può scegliere di destinare il proprio T.F.R. alle forme pensionistiche complementari.

In mancanza di una scelta esplicita si realizza un’adesione automatica ai fondi pensione tramite il meccanismo del tacito conferimento del T.F.R. (silenzio-assenso).

Fondo pensioni lavoratori dipendenti (d. lav.)

[vedi F.P.L.D.].

Fondo perequativo (d. trib.)

Il Fondo è uno strumento (introdotto dalla L. Cost. 3/2001, che ha sostituito l’art. 119 Cost.) allo scopo di compensare eventuali squilibri fra le entrate tributarie delle Regioni [vedi] e consentire a tali enti di erogare i servizi di loro competenza a livelli uniformi su tutto il territorio nazionale. Lo scopo del Fondo è garantire che in tutte le regioni, a prescindere dalla capacità di ricavare risorse fiscali dal loro territorio, siano rispettati gli stessi standard nella prestazione di determinati servizi.

[vedi Federalismo fiscale].

Fondo sostitutivo (leg. soc.)

Trattasi di speciali fondi di previdenza alternativi dell’assicurazione generale obbligatoria, che incassano l’intero gettito contributivo ed erogano i trattamenti pensionistici per particolari categorie di lavoratori che non sono tenute ad iscriversi al F.P.L.D. [vedi].

Alcuni Fondo sono gestiti direttamente dall’INPS, mentre altri fondi sono gestiti da enti diversi. Nel tempo, sia i primi fondi che i secondi sono stati interessati da un progressivo riordino fino alla soppressione di alcuni fondi e alla confluenza delle relative posizioni attive e passive nell’INPS. In particolare, dei fondi gestiti dall’INPS sono stati soppressi il Fondo degli autoferrotranvieri, il Fondo per gli addetti ai pubblici servizi di telefonia, il Fondo per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato e il Fondo per i dipendenti delle aziende elettriche private; restano quindi attualmente ancora gestiti dall’INPS il Fondo del personale addetto alle cessate imposte di consumo (cd. Fondo dazio) e il Fondo del personale di volo. Dei fondi gestiti da enti diversi dall’INPS sono stati soppressi il Fondo per i dirigenti di aziende industriali, facente capo all’INPDAI, e il Fondo per i lavoratori dello spettacolo e gli sportivi professionisti, facente capo all’ENPALS; resta quindi attualmente gestito da un ente diverso dall’INPS soltanto il Fondo per i giornalisti professionisti, facente capo all’INPGI.


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