Che significa? Garanzia

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Garanzia

Garanzia a prima richiesta (d. civ.)

[vedi Contratto autonomo di garanzia].

Chiamata in Garanzia (d. p. civ.)

Con la chiamata in Garanzia, prevista dall’art. 32 c.p.c., la parte fa valere il suo diritto sostanziale di essere garantita da un terzo, vale a dire manlevata dalle conseguenze della sua eventuale soccombenza [vedi] nella causa principale [vedi Estromissione dal processo].

La norma si applica nel caso di Garanzia propria, configurabile quando un terzo (garante) sia tenuto a rispondere delle obbligazioni di una parte (garantito) verso l’altra, in virtù di un rapporto sostanziale nascente dal contratto (es.: fideiussione) o dalla legge (es.: garanzia per evizione ex art. 1476 n. 3 c.c.). In queste ipotesi, la domanda può essere proposta al giudice competente per la causa principale, salvo che ecceda la sua competenza per valore. In tal caso, egli rimette entrambe le cause al giudice superiore, assegnando alle parti un termine perentorio per la riassunzione.

Si ha invece Garanzia impropria quando le due cause sono distinte e autonome, ma collegate in modo occasionale ed estrinseco (es.: vendita a catena della stessa merce). Tale Garanzia non può comportare una modificazione della competenza, ma soltanto consentire la riunione delle cause [vedi Riunione dei processi], se queste sono devolute alla cognizione dello stesso giudice [vedi Competenza processuale].

Garanzia della conformità dei beni (d. civ.)

In virtù della normativa prevista dal D.Lgs. 206/2005 sulla vendita dei beni di consumo [vedi Beni di consumo; Consumatore (tutela del)], il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni, non solo funzionanti [vedi Garanzia di buon funzionamento], ma anche conformi al contratto di vendita ed è responsabile nei confronti del consumatore stesso per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene.

La Garanzia consente una maggiore tutela del consumatore che viene così esonerato dall’onere di provare (con presunzione relativa) la difformità del bene rispetto al contratto stipulato.

Non sussiste difetto di conformità se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva ignorarlo con l’ordinaria diligenza, o se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore.

In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto (art. 130, D.Lgs. 206/2005).

Garanzia di buon funzionamento (d. civ.)

La Garanzia, prevista dall’art. 1512 c.c., è accessoria al contratto di compravendita [vedi], in particolare a quella avente ad oggetto beni mobili. In base ad essa, il compratore viene garantito in ordine al funzionamento del bene secondo il suo uso normale.

La prova del cattivo funzionamento della cosa venduta, che spetta chiaramente al compratore, è soggetta ad un termine di decadenza di trenta giorni da quello in cui il difetto è stato scoperto. L’azione relativa, invece, è soggetta ad un termine di prescrizione di 6 mesi dalla scoperta. La Garanzia, peraltro, non opera solo nei casi di grave inadempimento, bensì anche in presenza di un minimo difetto, tale da impedire l’uso della cosa.

Il compratore, facendo valere la Garanzia, può ottenere la sostituzione o la riparazione della cosa difettosa. La Garanzia non può considerarsi un elemento naturale del negozio, occorrendo per la sua sussistenza (e in mancanza di usi) un patto espresso.

Garanzia generica (d. civ.)

La Garanzia generica posta dall’art. 2740 c.c. è la Garanzia rappresentata dall’assoggettamento di tutti i beni presenti e futuri del debitore al soddisfacimento forzoso delle ragioni del creditore. La Garanzia costituisce il fondamento della responsabilità patrimoniale [vedi Responsabilità patrimoniale del debitore], e si connota per il suo carattere di generalità dal momento che investe il patrimonio del debitore nella sua interezza, destinandolo alla soddisfazione dei creditori.

Alla conservazione della Garanzia il legislatore ha dedicato una speciale attenzione, offrendo una pluralità di rimedi atti ad assicurarne l’integralità e/o la ricostituzione nell’ipotesi in cui la condotta tenuta dal debitore non sia stata conforme a quel generale criterio di correttezza e diligenza che permea di sé l’intero sistema delle obbligazioni. Tra gli strumenti di tutela che, a tal fine, la legge concede al creditore, si segnalano, per la loro peculiare efficacia, l’azione surrogatoria [vedi Surrogatoria] e l’azione revocatoria [vedi Revocatoria].

Il creditore può anche avvalersi delle cd. Garanzia specifiche, che si distinguono in:

—  Garanzia personali, le quali aumentano il numero dei soggetti passivi e, quindi, dei patrimoni sui quali può soddisfarsi il creditore, attraverso la costituzione di obbligazioni accessorie a carico di terze persone che si affiancano al debitore originario [vedi Fideiussione; Avallo; Mandato di credito];

—  Garanzia reali, quando vengono riservati al soddisfacimento del creditore, eliminando il concorso degli altri creditori, alcuni beni del debitore, sui quali è costituito un diritto reale [vedi Pegno; Ipoteca; Privilegio].

All’istituto della Garanzia fanno riferimento anche una pluralità di norme del codice civile relative alla disciplina di particolari contratti tipici. Tali norme hanno la funzione di rafforzare la tutela del diritto di una delle parti contraenti: si pensi agli artt. 797 e 798 c.c. [vedi Donazione], 1253 c.c. [vedi Cessione (del credito)], 1483, 1490 c.c. [vedi Compravendita], 1578 c.c. [vedi Locazione], 1667 c.c. [vedi Appalto].

Garanzia per evizione (d. civ.)

[vedi Evizione (Garanzia per); Compravendita (Contratto di)].


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