Che significa? | Termini giuridici

Gioco

26 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 26 ottobre 2015



Gioco

Contratti di Gioco (d. civ.)

I contratti di Gioco sono espressamente disciplinati dal codice civile (artt. 1933 ss.).

L’elemento caratterizzante di questi contratti risiede nello spostamento patrimoniale che si verifica anche se non fondato su attività socialmente utili o economicamente produttive.

I Gioco sono tipici contratti aleatori [vedi], poiché l’esecuzione della prestazione dipende dal verificarsi di un evento incerto, ossia l’esito del Gioco o della scommessa.

L’art. 1933 c.c. sancisce l’irripetibilità del pagamento nascente da Gioco o scommessa: ciò significa che, nel caso in cui il giocatore e lo scommettitore paghino il proprio debito di Gioco spontaneamente e successivamente all’esito della scommessa, non potranno chiedere la restituzione delle somme (denaro, gettoni o fiches) date. Tale pagamento, infatti, anche se non dovuto per legge (perché non derivante da un’obbligazione civile) non è ripetibile (a meno che vi sia stata slealtà o la scorrettezza da parte del vincitore o che il perdente sia un soggetto incapace), perché fatto in esecuzione di un dovere morale o sociale (obbligazione naturale [vedi]: art. 2034 c.c.), ossia in base a un comportamento sentito dal soggetto come doveroso (perché ad esempio satisfattivo del suo onore di giocatore che mantiene il proprio impegno pagando la scommessa persa) ma non obbligatorio, che spinge il soggetto a pagare il debito.

Gioco d’azzardo (d. pen.)

Ai sensi degli artt. 718-723 c.p., costituisce reato l’esercizio, l’agevolazione e la partecipazione a Gioco, allorquando questi si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico ovvero nei circoli privati di qualunque specie. Sono Gioco quelli nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è esclusivamente, o quasi, aleatoria.

È aleatorio quel Gioco nel quale, per le modalità di svolgimento e per le combinazioni, la vincita o la perdita dipendono esclusivamente dalla sorte.

I Gioco sono leciti nel caso in cui avvengano in luoghi privati diversi dai circoli ovvero siano autorizzati.

Pena: È regolato dall’art. 110 T.U.L.P.S. Si distingue: Esercizio del Gioco: arresto da 3 mesi ad 1 anno e ammenda non inferiore a euro 206. Partecipazione al Gioco, purché il soggetto sia colto sul fatto: arresto fino a 6 mesi e ammenda fino a euro 516.

GIOCHI D’AZZARDO E GIOCHI D’ABILITÀ

Le leggi finanziarie che si sono susseguite negli anni hanno apportato continue e sostanziali modifiche alla normativa concernente gli apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento (art. 110 T.U.L.P.S.) introducendo una classificazione delle tipologie dei giochi.

I giochi d’azzardo (comma 5) sono tutti quei congegni automatici e semiautomatici nei quali è insita la scommessa o che consentono vincite in danaro o in natura, puramente aleatorie cioè rimesse integralmente al caso senza lasciare in alcun modo al giocatore la possibilità di influire sul risultato finale.

Viceversa sono considerati giochi di abilità, e quindi leciti, tutti quegli apparecchi e giochi attivabili con l’introduzione di una moneta metallica di modesto valore e con cui il giocatore può esprimere la sua abilità fisica, mentale e strategica, e che distribuiscono subito dopo la partita, come premio, piccole somme di danaro (comma 6) o prodotti di oggettistica non convertibili in danaro o addirittura privi di elementi premiali (comma 7).

Reati in materia di Gioco (d. pen.)

Si tratta di tutta una serie di fattispecie contenute in varie previsioni normative (R.D.L. 1933/1938; L. 528/1982, 401/1989, 377/2001) il cui scopo è soprattutto quello di arginare il fenomeno del lotto e del totocalcio clandestino costituenti attività proprie della criminalità organizzata.

In particolare, è sanzionata, oltre al lotto e al totocalcio clandestino — Gioco clandestini simili o uguali al lotto e al totocalcio pubblico — anche l’organizzazione senza autorizzazione di scommesse su competizioni di persone, animali e Gioco di abilità.

È punito, inoltre, chi offre o promette denaro o altra utilità o vantaggio a taluno dei partecipanti a una competizione sportiva, organizzata da enti sportivi riconosciuti dallo Stato, al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione.

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