Che significa? Giustizia

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Giustizia

Giustizia amministrativa (d. amm.)

È il complesso dei mezzi di tutela amministrativa e giurisdizionale concessi dall’ordinamento giuridico per tutelare posizioni giuridiche soggettive vantate nei confronti della pubblica amministrazione.

La Giustizia va distinta sia dalle garanzie politiche, cioè dai controlli parlamentari sull’attività del potere esecutivo ispirati da considerazioni politiche o giuridiche di ordine generale, sia dalle garanzie amministrative, consistenti nei controlli amministrativi di ufficio, preventivi e successivi, sugli atti di amministrazione attiva in funzione di autotutela. I soggetti titolari di interessi protetti possono, quindi, adire gli organi di giurisdizione amministrativa [vedi Giudice amministrativo] oppure rivolgersi all’amministrazione in sede di riesame dell’atto impugnato [vedi Ricorso amministrativo].

Giustizia minorile (d. min.)

L’art. 6 D.P.R. 448/1988, stabilisce che l’autorità giudiziaria in ogni stato e grado del procedimento si avvale dei servizi minorili dell’amministrazione della giustizia, nonché dei servizi di assistenza istituiti dagli enti locali.

I servizi minorili costituiscono i referenti necessari dell’attività del giudice e svolgono, quindi, un ruolo processuale definibile in termini di mediazione giudiziaria, fornendo:

—  agli organi giudiziari i parametri valutativi necessari alle determinazioni che coinvolgono le esigenze educative e la personalità del giovane;

—  al minore gli elementi per assumere decisioni rilevanti sia sotto il profilo sociale che processuale.

Si garantisce, così, al minore, non solo il diritto alla difesa per gli aspetti relativi al fatto-reato, ma anche il diritto all’assistenza per i profili attinenti alle esigenze educative ed alla personalità.

L’art. 7 delle disposizioni di attuazione (D.Lgs. 272/1989) del codice sul processo minorile dispone che i centri di rieducazione per i minorenni, dipendenti dal Ministero della Giustizia assumono la denominazione di centri per la giustizia minorile, con competenza regionale.

Di ogni centro per la Giustizia fanno parte una serie di servizi indicati espressamente nell’art. 8 (D.Lgs. 272/1989) ed ubicati nel territorio di competenza. Essi sono:

a) gli uffici di servizio sociale per minori del distretto di Corte d’Appello o di sezione di Corte d’Appello.

Le attribuzioni dell’ufficio di servizio sociale per minorenni riguardano:

—  inchieste e trattamenti psicologico-sociali ed ogni altra attività diagnostica e rieducativa, nell’ambito dei centri di rieducazione per minorenni ed in relazione a provvedimenti penali, civili e amministrativi emessi dall’autorità giudiziaria;

—  incarichi di studi e di inchieste sociologiche aventi attinenza con la prevenzione della delinquenza minorile;

—  iniziative di misure rieducative, su minori irregolari per condotta o per carattere;

—  compiti particolari per la libertà assistita (l’ufficio di servizio sociale deve controllare la condotta del libero assistito, aiutarlo a superare le difficoltà, mettendosi in relazione con la famiglia e con gli altri ambienti di vita e riferendo al componente del Tribunale designato);

—  la cura dei rapporti del minore internato con la famiglia e con gli altri ambienti di vita, informando dei risultati il Tribunale per i minorenni;

b) gli istituti penali per i minorenni che assolvono principalmente funzioni esecutive della pena e della custodia cautelare, nei casi in cui non sia stato possibile attivare la concessione di altre misure non detentive.

Gli I.P.M. sono preposti a due funzioni: l’esecuzione della pena e l’esecuzione della misura cautelare;

c) i centri di prima accoglienza. Tali centri ospitano i minorenni arrestati o fermati, accompagnati dalla polizia giudiziaria, fino all’udienza di convalida e devono assicurare la permanenza dei minori per il tempo necessario alla loro consegna all’esercente la potestà o all’affidatario o a persona da questi incaricata.

I centri per la Giustizia stipulano convenzioni con comunità pubbliche e private, associazioni e cooperative che operino in campo adolescenziale e che siano riconosciute o autorizzate dalla regione competente per territorio; possono inoltre organizzare proprie comunità, anche in gestione mista con gli enti locali.

Tali strutture sono destinate ad accogliere i minorenni a cui è stata applicata la misura cautelare del collocamento in comunità o la misura di sicurezza del riformatorio giudiziario.

Giustizia sociale (leg. soc.)

Il fine di Giustizia è sancito dall’art. 3 Cost.: per il suo raggiungimento la Repubblica si attiva a rimuovere tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando la libertà e l’uguaglianza, ostacolino il pieno sviluppo della persona.

In numerosi campi (istruzione, tutela della gioventù, della maternità, salute, lavoratori etc.) il fine sociale ispira il costituente; tale fine, però, solo all’art. 44 Cost., in materia di riforma agraria viene a chiare lettere ribadito con la dizione «stabilire equi rapporti sociali» e con una serie di prescrizioni positive quali: la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo, l’apposizione di limiti e vincoli alla proprietà privata e l’aiuto alla piccola e media proprietà. Molte di queste istanze, dopo l’emanazione della Costituzione, sono state disattese per il grave declino dello Stato sociale [vedi].


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