Che significa? Gruppi

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Gruppi

Gruppi di interesse (sc. pol.)

Organizzazioni collettive, non legate formalmente ad alcun sistema, unite da un interesse comune, che influenzano le politiche pubbliche e che, al contrario dei partiti, non partecipano alla competizione elettorale e quindi non si assumono alcuna responsabilità politica.

Caratteristiche comuni a tali soggetti, che li rendono simili in molti aspetti ai partiti, sono le seguenti:

—  la natura volontaria della loro costituzione, posto che la partecipazione ad un gruppo di interesse non è imposta autoritativamente dall’autorità pubblica;

—  il carattere relativamente stabile della loro attività;

—  una comunità di interessi e valori tra i loro associati;

—  una linea di azione coordinata e organizzata.

Come i partiti, inoltre, i Gruppi sono uno dei principali canali di comunicazione tra la società civile e il governo, ma con due differenze di rilievo:

—  da un lato, tali Gruppi non partecipano alla competizione elettorale perché non hanno aspirazioni di governo;

—  dall’altro, i fini da essi perseguiti hanno carattere più specifico, dal momento che la loro attività mira ad influenzare le politiche pubbliche a favore di categorie di soggetti particolari (imprenditori, lavoratori salariati, consumatori etc.).

In genere, i Gruppi sono considerati protagonisti in senso negativo della governance, in quanto attraverso la loro azione di lobbying abbassano il livello morale del pluralismo e della democrazia.

Sorti nel parlamentarismo inglese, sono diffusi in tutto il mondo e la loro espansione cresce in parallelo con la crescita dell’influenza del potere economico su quello politico [vedi Globalizzazione]. In luogo di perseguire la volontà generale (cioè il benessere collettivo) spesso nascondono gravi forme di corruzione delle istituzioni democratiche (Lowi) tanto che alcuni ordinamenti (Gran Bretagna, Germania, Austria, Israele, Polonia etc.) per garantire la trasparenza delle decisioni pubbliche prevedono che tali gruppi si iscrivano in albi pubblici; altri paesi (USA, Canada) assicurano addirittura a tali gruppi la partecipazione ai procedimenti decisionali (Petrillo).

Gruppi di pressione (sc. pol.)

Organizzazioni che concentrano i loro sforzi per affermare e/o conservare i privilegi degli appartenenti alle diverse «caste» al potere.

Per difendersi dalla pressione di tali gruppi occorre in ciascun ordinamento la stipula di un patto civile che rinnovi democraticamente il sano tessuto connettivo politico e che cancelli i privilegi di casta.

Gruppi di tutela (d. lav.)

Organizzazioni collettive che, come i sindacati o le associazioni e gli ordini professionali, tutelano interessi che, pur essendo settoriali, sono noti, espliciti, aperti alla pubblica discussione e leciti, in quanto si inquadrano nella garanzia che ricevono le «formazioni sociali» dalle diverse Costituzioni (ad es. art. 2 della Costituzione italiana) perché tutelano interessi generali anche se riferiti a singole categorie di beneficiari. In una democrazia pluralista, come quella italiana, tali Gruppi interloquiscono con i poteri costituiti attraverso la cd. concertazione [vedi] proprio per mediare l’interesse di categoria con quello della collettività.


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