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Igiene e sicurezza del lavoro

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Igiene e sicurezza del lavoro (d. lav.): Insieme delle misure di carattere tecnico, organizzativo o procedurale volte a garantire la salute e la sicurezza del lavoratore nell’ambiente di lavoro.

Nel rispetto delle previsioni costituzionali, l’art. 2087 c.c. fa obbligo al datore di lavoro di predisporre tutte le misure necessarie a garantire l’integrità fisica e la personalità morale dei propri dipendenti, tenendo conto anche del tipo di attività lavorativa svolta, dell’esperienza e della tecnica.

In tal modo si sancisce, da un lato, il diritto del lavoratore a svolgere la prestazione in un ambiente di lavoro dal quale sono stati eliminati o ridotti al minimo i pericoli per il suo stato psico-fisico e, dall’altro, il dovere del datore di lavoro di applicare non solo le norme antinfortunistiche di carattere pubblicistico, ma anche ogni altra misura (ancorché non imposta da leggi specifiche) di prevenzione resa possibile dalla tecnologia ovvero suggeritagli dalla sua esperienza professionale (cd. debito di sicurezza).

La prevenzione degli infortuni e l’igiene del lavoro sono state oggetto di una vastissima legislazione, da ultimo coordinata e razionalizzata nel T.U. della sicurezza sul lavoro, approvato con il D.Lgs. 81/2008.

In attuazione della normativa europea, sono state introdotte numerose innovazioni, valorizzando profili quali la prevenzione, la ripartizione e la delegabilità degli obblighi, la qualificazione dei soggetti ad essi preposti e la programmazione delle misure di prevenzione e protezione.

Il T.U. prevede specifiche disposizioni: sul servizio di prevenzione e protezione dai rischi organizzato da ogni datore di lavoro all’interno di ciascuna unità produttiva; sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori da attuarsi attraverso controlli periodici; sulla salubrità e sicurezza dei luoghi di lavoro; sull’uso di videoterminali; sull’impiego di dispositivi di protezione individuali; su rischi specifici quali quelli derivanti dall’impiego di agenti cancerogeni o mutageni, chimici e biologici.

È prevista la partecipazione dei lavoratori mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza [vedi Rappresentante per la sicurezza].

a) valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza;

b) programmazione della prevenzione, mirata ad «un complesso che integri in modo coerente nella prevenzione le condizioni tecniche produttive dell’azienda nonché l’influenza dei fattori dell’ambiente e dell’organizzazione del lavoro»;

c) eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico;

d) rispetto dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione;

e) riduzione dei rischi alla fonte;

f) sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso;

g) limitazione al minimo del numero dei lavoratori che sono, o che possono essere, esposti al rischio;

h) utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro;

i) priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale;

l) controllo sanitario dei lavoratori;

m) allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e adibizione, ove possibile, ad altra mansione;

n) informazione e formazione adeguate per i lavoratori;

o) informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti;

p) informazione e formazione adeguate per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

q) istruzioni adeguate ai lavoratori;

r) partecipazione e consultazione dei lavoratori;

s) partecipazione e consultazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;

t) programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;

u) misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato;

v) uso di segnali di avvertimento e di sicurezza;

z) regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti.

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