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Imitazione servile

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Imitazione servile (d. comm.): Atto di concorrenza sleale [vedi] consistente nell’imitazione fedele e pedissequa dei prodotti di un concorrente tale da creare confusione nel pubblico sulla provenienza degli stessi. L’Imitazione servile deve riguardare le parti appariscenti o comunque esterne del prodotto, mentre ne sono escluse tutte le forme idonee a costituire oggetto di protezione brevettuale.

Bene tutelato

Il divieto di imitazione servile tutela l’interesse dell’impresa concorrente a che i prodotti distinti non siano confondibili sul mercato, così da rendere impossibile al consumatore di equivocare sulla fonte di produzione
Effetti

L’illecito da concorrenza sleale per imitazione servile richiede che la ripetizione del particolare formale del prodotto altrui abbia, per effetto o per obiettivo, quello di confondere il mercato
Limiti

– l’imitazione rilevante ai fini della concorrenza sleale per confondibilità non si identifica con la riproduzione di qualsiasi forma del prodotto altrui, ma solo con quella che cade sulle caratteristiche esteriori dotate di efficacia individualizzante e cioè idonee, proprio in virtù della loro capacità distintiva, a ricollegare il prodotto ad una determinata impresa

 
– l’imitazione servile è esclusa nel caso di prodotti standardizzati e usuali, privi di connotati di originalità

 
– non assume rilevanza la circostanza che l’imitazione riproduca integralmente le forme coperte da brevetto, poiché – ferma in tal caso la possibilità di tutela sotto il profilo della contraffazione – la forma coperta da brevetto non diventa per ciò solo una forma distintiva

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