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Impiego

14 Ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 Ottobre 2015



Impiego

Impiego privato (d. lav.): È il rapporto di lavoro subordinato [vedi] che si instaura con un datore di lavoro privato.

La prestazione di lavoro presenta i caratteri della continuità e della subordinazione e può consistere in una attività di collaborazione, di concetto o di ordine.

In relazione alla natura della prestazione, i lavoratori sono classificati in quattro categorie: dirigenti tecnici e amministrativi, quadri, impiegati, operai.

Impiego pubblico (d. lav.) (d. amm.)

È il rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, intendendo per tali (art. 1, co. 2, D.Lgs. 165/2001):

—  le amministrazioni dello Stato ivi inclusi: istituti e scuole di ogni ordine e grado; istituzioni educative; aziende e amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo;

—  Regioni, Province, Comuni, Comunità montane e loro consorzi ed associazioni;

—  istituzioni universitarie;

—  istituti autonomi case popolari;

—  camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni;

—  enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali;

—  aziende ed enti del servizio sanitario nazionale;

—  Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (A.R.A.N.) [vedi] e le Agenzie di cui al D.Lgs. 300/1999.

L’Impiego in una prima fase era disciplinato da leggi e regolamenti e non vi era spazio per l’autonomia contrattuale, a partire dagli anni Novanta con il D.Lgs. 29/1993, viene portato avanti un progetto di ristrutturazione dell’apparato pubblico e sancita la privatizzazione del rapporto di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche: la disciplina dei pubblici impiegati viene assoggettata, salvo determinate eccezioni, a quella del lavoro privato e del codice civile, nonché alla contrattazione collettiva, e di conseguenza la relativa tutela giurisdizionale viene spostata dal giudice amministrativo a quello ordinario in funzione di giudice del lavoro.

Il D.Lgs. 165/2001, cd. Testo Unico sul pubblico impiego oggi rappresenta la normativa di riferimento per l’Impiego.

In base all’art. 3 del D.Lgs. 165/2001, restano esclusi dalla privatizzazione:

—  i magistrati ordinari, amministrativi e contabili:

—  gli avvocati e procuratori dello Stato;

—  il personale militare e delle forze di polizia di Stato;

—  il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia, quest’ultima a partire dalla qualifica di vice consigliere di prefettura;

—  i dipendenti degli enti di cui all’art. 1 del D.Lgs. C.p.S. 691/1947 (risparmio, funzione creditizia e valutaria) e dalle leggi 281/1985 (tutela del risparmio, valore mobiliare) e 287/1990 (tutela della concorrenza e del mercato);

—  il personale, anche di livello dirigenziale, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, esclusi il personale volontario di leva;

—  il personale della carriera dirigenziale penitenziaria;

—  i professori e ricercatori universitari, la cui mancata contrattualizzazione è seguita al congelamento della situazione previgente, in attesa di riforma, poi posta in essere con la L. 30-12-2010, n. 240 (riforma Gelmini dell’Università).

Nel 2009 l’Impiego ha attraversato una nuova fase densa di innovazioni, grazie alla cd. riforma Brunetta (L. 15/2009 e D.Lgs. 150/2009): improntata alla trasparenza, efficienza e meritocrazia, valorizzando il merito dei dipendenti e le migliori performances di lavoratori e strutture, mediante la predisposizione di un apposito ciclo di gestione della performance stessa nonché l’attribuzione selettiva di incentivi economici e di carriera.

Ambito peculiare è anche quello relativo alla responsabilità disciplinare dei pubblici dipendenti: la riforma Brunetta, predispone infatti un articolato sistema di irrogazione delle sanzioni disciplinari, inasprendo con particolare riferimento a quella del licenziamento, le sanzioni in caso di assenteismo, false attestazioni di malattia, insufficiente rendimento del dipendente e comportamenti aggressivi.

Fonte della disciplina del rapporto di lavoro per taluni aspetti è la contrattazione collettiva [vedi], che è nazionale e decentrata e determina i diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto di lavoro nonché le materie relative alle relazioni sindacali.

Il rapporto di lavoro è, ancora, disciplinato dalle disposizioni del codice civile (artt. 2082-2134 c.c.) e dalle leggi sul rapporto di lavoro subordinato, fatta eccezione per le disposizioni di tenore diverso contenute nel D.Lgs. 165/2001, che assumono il carattere di norme imperative (a titolo esemplificativo si evidenziano le disposizioni in materia di mobilità [vedi] o di mutamento di mansioni [vedi], profili per i quali vigono delle peculiari regole.

Naturale corollario della privatizzazione del rapporto di Impiego è stato il passaggio (D.Lgs. 80/1998) della giurisdizione dal giudice amministrativo al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro. La materia dell’Impiego ha continuato, anche dopo la citata riforma Brunetta a subire innovazioni attraverso numerosi interventi del legislatore diretti ad un recupero della spesa pubblica, nonché della legalità e integrità nell’azione della p.a

L’amministrazione statale ha sempre provveduto in proprio sia alla formazione post-universitaria delle sue qualifiche più alte che alla formazione iniziale di tutto il personale, specie in alcuni settori particolari (come le Forze dell’ordine e le Forze armate).

A tale scopo, il D.P.R. 70/2013, regolamento recante il riordino del reclutamento e della formazione dei pubblici dipendenti delle Scuole pubbliche di formazione, istituisce il Sistema unico del reclutamento e della formazione, al fine di ottimizzare l’allocazione delle risorse e di migliorare la qualità delle attività formative di dipendenti e dirigenti.

Il Sistema unico ha organizzato in un solo ambito la Scuola nazionale della pubblica amministrazione, alla quale, in seguito al riordino operato dal D.L. 90/2014, convertito in L. 114/2014, sono state attribuite le funzioni spettanti ai soppressi Scuola superiore dell’economia e delle finanze, Istituto diplomatico «Mario Toscano», Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno (SSAI), il Centro di formazione della difesa e la Scuola superiore di statistica e di analisi sociali ed economiche, nonché alle sedi distaccate, anch’esse soppresse, della Scuola nazionale dell’amministrazione prive di centro residenziale.

Non rientrano nel Sistema unico le attività di formazione (e reclutamento) relative ai magistrati ordinari, amministrativi e contabili, agli avvocati e procuratori dello Stato, al personale militare, alle Forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco.

Si tenga presente, infine, che la Scuola superiore della pubblica amministrazione locale (SSPAL), deputata alla formazione dei segretari comunali e provinciali, ex art. 104 T.U.E.L., è stata soppressa dal D.L. 174/2012, conv. in L. 213/2012, cd. decreto salva enti e, in relazione a tale soppressione, è istituito, presso il Ministero dell’interno che succede alla Scuola, il Consiglio direttivo per l’Albo nazionale dei Segretari comunali e provinciali.


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