Che significa? | Termini giuridici

Imposta

14 ottobre 2015 | Autore:


> Dizionario Pubblicato il 14 ottobre 2015



Imposta (d. trib.): Prelievo coattivo di ricchezza effettuato dallo Stato o da un ente pubblico allo scopo di ottenere i mezzi necessari alla produzione di servizi pubblici indivisibili, servizi cioè di cui si avvantaggia la collettività nel suo insieme.

Da tale definizione appare evidente che la funzione dell’Imposta è quella di far concorrere alle spese pubbliche tutti coloro che sono interessati all’esistenza ed al funzionamento dello Stato e degli altri enti pubblici.

Gli elementi costitutivi dell’imposta sono:

—  il soggetto attivo, ovvero lo Stato o l’ente pubblico dotato di potestà impositiva;

—  il soggetto passivo [vedi] che è il contribuente, ovvero chi deve pagare;

—  l’oggetto, è la ricchezza su cui l’imposta è applicata. Esso viene, di massima, espresso in moneta ed è chiamato base imponibile [vedi];

—  la fonte, la ricchezza cui il contribuente attinge per pagare;

—  l’aliquota [vedi], cioè il rapporto tra l’ammontare dell’imposta rispetto alla somma imponibile.

Il complesso di fatti o circostanze, al verificarsi del quale nasce per il soggetto l’obbligo del pagamento dell’imposta, costituisce il cd. presupposto d’imposta.

Imposta  complementare

In materia di imposta di registro [vedi] si ha Imposta complementare in tutti i casi di applicazione del tributo successivamente alla registrazione degli atti.

Un caso molto frequente di Imposta complementare si realizza quando la Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate accerta, per atti relativi a immobili o aziende, un valore venale del bene superiore al dichiarato o al corrispettivo pattuito.

Imposta comunale sugli immobili

[vedi ICI].

Imposta di bollo

Imposta indiretta cartolare che si applica su atti (contenenti istanze, convenzioni, contratti etc.), documenti e registri indicati nella tariffa allegata al decreto istitutivo del tributo (D.P.R. 642/72).

Non tutti gli atti sono soggetti al pagamento dell’Imposta: sono infatti previsti casi di esenzione totale (es. atti legislativi dello Stato, delle Province e dei Comuni) e casi di atti che scontano il tributo solo in caso d’uso (es. conti dei curatori, cambiali estere).

A differenza dell’imposta di registro [vedi]che colpisce la potenzialità giuridica dell’atto, l’Imposta colpisce la forma scritta del negozio, astraendo dal suo contenuto.

Sono obbligati in solido per il pagamento dell’imposta e delle eventuali sanzioni amministrative:

—  per gli atti soggetti a bollo sin dall’origine, tutti coloro che sono parte o che hanno sottoscritto, ricevuto o accettano l’atto;

—  per gli atti soggetti a bollo solo in caso d’uso, tutti coloro che ne fanno uso.

L’Imposta può essere:

—  proporzionale, se commisurata al valore dell’atto (es.: cambiale);

—  fissa, se colpisce in misura unica tutti gli atti di una determinata specie, indipendentemente dal loro valore.

L’obbligazione tributaria può essere adempiuta:

—  in modo virtuale, attraverso il versamento alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate o ad altri uffici autorizzati o mediante versamento in conto corrente postale;

—  mediante pagamento ad intermediario convenzionato con l’Agenzia delle entrate, che rilascerà, con modalità telematiche, un contrassegno sostitutivo delle marche da bollo.

In tutti i casi, comunque, l’iniziativa per la corresponsione del tributo è rimessa al singolo contribuente: il controllo da parte dell’erario è solo eventuale e successivo.

Imposta di fabbricazione

Le Imposte di fabbricazione colpiscono, nella fase della produzione, una serie di merci tassativamente indicate dalla legge.

Attualmente scontano tali imposte: la birra, gli spiriti, gli olii minerali, i fiammiferi.

I soggetti passivi percossi sono i produttori di tali materie, anche se il tributo viene in realtà ad incidere sul consumatore finale.

Imposte di registro

è un’Imposta che colpisce gli atti posti in essere dai contribuenti in quanto produttivi di effetti giuridici. Sono soggetti a tassazione:

—  gli atti scritti di qualsiasi natura (negoziale, amministrativa, giudiziaria);

—  determinati contratti verbali;

—  alcune operazioni societarie;

—  atti formati all’estero.

La registrazione può essere:

—  a termine fisso, se è stabilito un termine dalla formazione dell’atto entro cui si è obbligati a chiedere la registrazione;

—  in caso d’uso, se l’atto viene registrato quando viene depositato;

—  volontaria, per glli effetti per i quali non si è obbligati alla registrazione.

Il D.P.R. 131/1986 individua due distinte categorie di contribuenti:

—  i soggetti obbligati alla richiesta di registrazione (parti contraenti, notai, pubblici ufficiali, cancellieri, agenti immobiliari);

—  soggetti obbligati al pagamento (parti contraenti, parti in causa, pubblici ufficiali che hanno ricevuto, redatto o autenticato gli atti, agenti immobiliari).

Gli atti sono soggetti a tassazione in base alle distinte aliquote indicate nella tariffa allegata al D.P.R. 131/1986.

L’Imposta di registro in alcuni casi viene applicata in misura proporzionale al valore dell’atto registrato, mentre in altri casi si applica in misura fissa. La misura dell’Imposta fissa è stata elevata a 200 euro, mentre le misure dell’Imposta proporzionale variano a seconda della natura e del contenuto degli atti cui si riferiscono.

La fase imponibile [vedi] è il corrispettivo dichiarato nell’atto ovvero il corrispettivo pattuito tra le parti. Per gli immobili e le aziende la base imponibile è costituita invece dal valore venale del bene che costituisce l’oggetto dell’atto registrato.

Imposta  diretta

È un’Imposta che colpisce le manifestazioni immediate della capacità contributiva (come il reddito o il patrimonio).

I vantaggi che presenta rispetto all’Imposta  indiretta [vedi] sono dovuti al fatto che può essere usata come:

—  strumento di giustizia tributaria, in quanto permette di attuare il principio della progressività dell’imposta [vedi Progressività del sistema tributario];

—  strumento di politica anti-inflazionistica, perché in caso di inflazione un aumento dell’aliquota rallenta la circolazione monetaria.

Le Imposte dirette del sistema tributario italiano sono l’IRPEF [vedi] e l’IRES [vedi].

Imposta  doganale

[vedi Diritti doganali].

Imposta   fissa

Consiste nel pagamento di una somma fissa indipendentemente dal valore dell’atto a cui si riferisce; ad esempio, l’Imposta  di registro [vedi] che si paga al momento della registrazione dell’acquisto di un appartamento nuovo venduto dall’impresa costruttrice, qualunque sia il valore dello stesso.

Imposta indiretta

È un’Imposta che colpisce la manifestazione mediata della capacità di reddito di un soggetto, come i consumi, gli scambi e i trasferimenti.

Da tali azioni, infatti, il fisco desume l’esistenza di un reddito o di un patrimonio: per le Imposte dirette [vedi], invece, è lo stesso reddito che viene colpito (es., la retribuzione del dipendente, l’utile societario etc.).

Le Imposte indirette presentano i seguenti vantaggi:

—  diminuiscono il rischio di evasione fiscale [vedi], perché essendo prelevate su un grandissimo numero di atti per aliquote non molto alte assicurano un gettito notevole;

—  sono flessibili, perché possono essere variate rapidamente in relazione alle esigenze della politica economica;

—  non scoraggiano gli investimenti, come invece accade frequentemente nel caso delle Imposte dirette.

La più importante Imposta indiretta del sistema tributario italiano è l’I.V.A. [vedi].

Imposta ipotecaria e catastale

Definite anche, congiuntamente, ipocatastali, sono figure affini all’Imposta  di registro [vedi].

La prima si applica in occasione del compimento delle formalità di trascrizione, iscrizione, rinnovazione, cancellazione e annotazione eseguite nei pubblici registri immobiliari.

Soggetti passivi dell’Imposta ipotecaria sono, oltre ai pubblici ufficiali che hanno ricevuto o autenticato l’atto soggetto a trascrizione, anche coloro che richiedono le formalità suddette.

Obbligati solidalmente al pagamento sono anche coloro nel cui interesse è stata fatta la richiesta e, nel caso di iscrizioni e rinnovazioni, anche i debitori contro i quali è stata iscritta o rinnovata l’ipoteca.

L’Imposta può essere pagata in misura fissa per un importo di 200 euro (come nel caso dei trasferimenti soggetti all’I.V.A.) o in misura proporzionale con l’applicazione di un’aliquota variabile dallo 0,50% (restrizioni d’ipoteca) al 2% (iscrizioni ipotecarie).

L’Imposta  catastale è dovuta per l’esecuzione delle volture catastali: si applica nella misura del 10‰ sul valore dei beni immobili, rustici e urbani, accertato agli effetti delle imposte di registro o nella misura fissa di 200 euro.

Per l’accertamento e la riscossione il legislatore rinvia alle disposizioni in materia di Imposta  di registro.

Imposta municipale propria

[vedi IMU].

Imposta  personale

è un’Imposta che colpisce la ricchezza in quanto appartenente a una determinata persona.

Nella sua applicazione si tiene conto di diverse condizioni soggettive come l’esistenza di familiari a carico o la possibilità di detrarre eventuali spese.

Come è facile intuire, l’Imposta personale risponde a criteri di giustizia sociale (proprio perché considera la situazione personale del contribuente), ma implica maggiori costi di riscossione, perché comporta la difficoltà di accertare le dichiarazioni dei contribuenti: l’imposta reale [vedi], per contro, è di più facile amministrazione.

Imposta progressiva

È un’Imposta il cui ammontare cresce in misura più che proporzionale all’aumentare dell’imponibile, essendo crescente l’aliquota all’aumentare della base imponibile [vedi]. Così, se per una base imponibile di 50.000 euro l’aliquota è del 20%, per una base imponibile di 75.000 euro l’aliquota è del 24%, per una base imponibile di 100.000 euro l’aliquota è del 30%, l’ammontare dell’(—) sarà rispettivamente di 10.000 euro, 18.000 euro e 30.000 euro.

Dato che l’Imposta può assicurare il raggiungimento di obiettivi di giustizia sociale, considerati molto importanti nelle società democratiche, tutti i moderni sistemi tributari sono improntati a criteri di progressività.

Il metodo è attualmente utilizzato nel nostro sistema fiscale (I.R.P.E.F.) e si realizza mediante la suddivisione del reddito in «scaglioni»: a ogni scaglione corrisponde un’aliquota diversa e crescente. L’aliquota si applica solo alla porzione di reddito corrispondente; per la porzione di reddito non compresa nello scaglione viene applicata l’aliquota dello scaglione successivo.

Imposta proporzionale

È un’Imposta che varia nella stessa proporzione della base imponibile [vedi], essendo costante il rapporto fra Imposta  e base imponibile (aliquota). In tale caso, se l’aliquota dell’Imposta è del 30%, chi ha un reddito di 50.000 euro paga 15.000 euro di Imposta  , chi ha un reddito di 75.000 euro paga 22.500 euro di Imposta etc.; ne è un esempio l’Imposta di registro [vedi] che colpisce con un’aliquota costante gli atti di acquisto di un appartamento che un privato effettua da un altro privato.

Imposta  reale

Colpisce la ricchezza in quanto tale, senza tener conto delle condizioni personali del contribuente come invece avviene per l’Imposta  personale [vedi].

Presenta l’indubbio vantaggio di essere facilmente amministrabile anche se può essere altamente iniqua (ad esempio, non vi è un criterio di equità nel colpire allo stesso modo due appartamenti della stessa grandezza, se in un caso esso è adibito ad abitazione di una famiglia mentre nell’altro è soltanto una casa di villeggiatura).

Imposta regionale sulle attività produttive

[vedi IRAP].

Imposta regressiva

È un’Imposta il cui ammontare aumenta in misura meno che proporzionale all’aumentare della base imponibile [vedi], essendo decrescente l’aliquota all’aumentare della base stessa. Se per una base imponibile di 50.000 euro l’aliquota è del 20%, per una base imponibile di 75.000 euro l’aliquota è del 18%, per una base imponibile di 100.000 euro l’aliquota è del 15%, l’ammontare dell’Imposta sarà rispettivamente di 10.000, 13.500, 15.000 euro.

Imposta sostitutiva

Tributo introdotto dal legislatore fiscale in luogo di normali Imposte dirette o indirette, al fine di agevolare particolari categorie di contribuenti o specifiche operazioni.

In pratica, l’Imposta comporta una riduzione del carico fiscale e una semplificazione negli adempimenti previsti per i soggetti interessati.

Imposta straordinaria

Tributi autonomi istituiti per fronteggiare necessità contingenti dello Stato o degli enti locali.

Imposta sui consumi

Le Imposte colpiscono determinati prodotti nazionali o esteri all’atto della loro immissione in consumo.

Come accade per l’imposta di fabbricazione [vedi], per i beni esteri in luogo delle Imposte vengono applicate corrispondenti sovrimposte di confine.

Soggetto passivo è colui che immette in consumo il prodotto (contribuente percosso); tuttavia questi potrà rivalersi nei confronti del consumatore (contribuente inciso).

I beni attualmente soggetti all’Imposta sono: energia elettrica, gas metano, gas liquefatti di petrolio, tabacchi lavorati.

La base imponibile è data dalla quantità di beni immessi in consumo.

Le aliquote variano per ciascun bene e sono fissate dalle diverse leggi istitutive; sono, peraltro, soggette a continue modificazioni, poiché il legislatore fiscale attraverso tali ritocchi può realizzare rapidamente piccole manovre fiscali.

Imposta  sul reddito delle società

[vedi I.R.E.S.].

Imposta sul reddito delle persone fisiche

[vedi I.R.P.E.F.].

Imposta  sul valore aggiunto

[vedi I.V.A.].

Imposta sulle successioni e donazioni

L’Imposta sulle cessioni e donazioni si applica:

—  ai trasferimenti di beni o di diritti per successione mortis causa;

—  ai trasferimenti di beni o diritti realizzati mediante atti di donazione o liberalità;

—  ai casi di apertura della successione per dichiarazione di morte presunta;

—  ai casi di immissione nel possesso temporaneo dei beni dell’assente.

Presupposto del tributo è, per le successioni, la semplice apertura della successione, a prescindere dall’accettazione dell’eredità da parte dell’erede; per le donazioni la stipula dell’atto.

Soggetti passivi sono i chiamati all’eredità, i legatari (limitatamente ai beni loro legati) ed i donatari.

La base imponibile su cui calcolare l’imposta sulle successioni è costituita dalla differenza tra il valore venale complessivo dei beni e dei diritti che compongono la singola quota o il singolo legato e l’ammontare complessivo delle passività e degli altri oneri ammessi in deduzione in ragione della quota di spettanza di ognuno.

Il valore delle quote ereditarie e dei legati su cui calcolare l’imposta è ridotto di una franchigia. Le aliquote variano dal 4% all’8%.

La base imponibile cui commisurare l’imposta sulle donazioni è rappresentata dal valore globale dei beni o diritti oggetto della donazione.

Per l’imposta sulle donazioni sono previste le medesime franchigie stabilite per l’imposta sulle successioni a favore del coniuge e dei parenti in linea retta (1.000.000 di euro), dei fratelli e delle sorelle (100.000 euro) e dei portatori di handicap (1.500.000 euro).

Identiche sono anche le aliquote, che variano dal 4% all’8%.

Imposta  sul patrimonio

Si tratta di Imposte dirette [vedi] che colpiscono il patrimonio di un individuo, intendendosi per patrimonio il valore attuale della somma dei redditi attesi.

Le Imposte patrimoniali possono essere distinte in ordinarie, straordinarie e saltuarie.

Le Imposte ordinarie sono annuali e vengono commisurate al patrimonio netto dell’individuo. Tali tipi di Imposte possono essere generali, applicabili cioè a tutti i cespiti patrimoniali, o specifiche, come quelle sulle proprietà immobiliari di cui beneficiano gli enti locali per il loro finanziamento (come ad esempio l’I.M.U. [vedi] in Italia).

Le Imposte straordinarie sul patrimonio, invece, sono state utilizzate in gran parte per far fronte a situazioni di emergenza.

Imposta unica comunale

[vedi I.U.C.].

Presupposto d’imposta: fatto il cui verificarsi fa sorgere obblighi tributari

Soggetto attivo: lo Stato o altro ente pubblico che, in base alla legge, ha la possibilità di istituire tributi e riscuoterli

Soggetto passivo: la persona fisica o giuridica o l’ente che si trova in condizione di dover pagare l’imposta

Oggetto: la ricchezza colpita dall’imposta

Base imponibile: la quantità di ricchezza, espressa in denaro sulla quale viene calcolata l’imposta

Aliquota: la percentuale della base imponibile che determina l’ammontare di imposta dovuta

Fonte: la risorsa alla quale il contribuente attinge per pagare l’imposta. Normalmente, sia che l’imposta colpisca il reddito o il patrimonio, viene pagata con il reddito


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