Che significa? Impresa

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Impresa (d. comm.): L’Impresa può definirsi come l’attività economica organizzata, esercitata professionalmente dall’imprenditore, diretta alla produzione o allo scambio di beni e servizi.

Tale nozione si desume implicitamente dall’art. 2082 c.c. che delinea la figura dell’imprenditore [vedi]: manca, infatti, nel codice civile una definizione autonoma di Impresa.

Carattere, quindi, dell’attività imprenditoriale è la economicità (l’attività imprenditoriale è volta alla produzione e allo scambio di beni e servizi al fine di creare nuova ricchezza); l’organizzazione (nel senso che tale attività deve essere espletata in una struttura composita costituita da persone e beni); la professionalità (quale esercizio continuo e non occasionale della attività economica); lo scopo di lucro (variamente inteso come scopo egoistico o attività astrattamente lucrativa).

L’art. 2188 c.c. ha previsto l’istituzione del registro delle Imprese [vedi] (anche se la legge di disciplina è stata emanata soltanto nel 1993: L. 580/1993) per sottoporre le Imprese ad un regime di pubblicità.

Impresa agricola (d. comm.)

[vedi Imprenditore].

Impresa di navigazione (d. nav.)

Una parte della dottrina configura l’esercizio della nave o dell’aeromobile come un’impresa speciale ed autonoma, propria del diritto della navigazione, e definisce l’armatore o l’esercente come capo dell’impresa.

Lo stesso codice adotta l’espressione «impresa di navigazione» nell’intestazione del titolo III del libro II di entrambe le parti, ma non pone alcuna norma che contenga almeno gli elementi essenziali del concetto.

Tale nozione non è pacifica in dottrina, ma in linea generale si può affermare che l’esercizio della nave o dell’aeromobile si può qualificare «impresa» quando ricorrano i requisiti di cui all’art. 2082 cod. civ.: in questo caso si avrà impresa commerciale ai sensi dell’art. 2195 cod. civ., e le norme regolanti l’impresa commerciale andranno ad aggiungersi alla disciplina del codice della navigazione.

Si ricordi, comunque, che — nel caso di esercizio di più navi o più aeromobili — l’impresa è sempre unica ed è caratterizzata dall’organizzazione di cui ogni nave o aeromobile è elemento.

Il singolo mezzo nautico o aereo non costituisce di per sé una organizzazione commerciale, ma è solo oggetto per il conseguimento delle finalità economiche precipue dell’impresa: a più navi, o aerei, dunque, si ricollegano più armamenti in senso tecnico, ma una sola attività commerciale ed una sola impresa.

Impresa familiare (d. comm.)

È caratterizzata dal fatto che vi collaborano in via continuativa il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dell’imprenditore (art. 230bis c.c.).

È una figura residuale, nel senso che si ha Impresa familiare solo quando tra i familiari non è configurabile un altro tipo di rapporto.

Nell’ambito di tale Impresa, rileva la par condicio dei familiari relativamente alla partecipazione agli utili in proporzione alla qualità e alla quantità del lavoro prestato, equiparando, altresì, espressamente il lavoro della donna a quello dell’uomo.

In particolare, il familiare che presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell’Impresa familiare:

—  ha diritto al mantenimento, secondo la condizione patrimoniale della famiglia;

—  partecipa agli utili dell’impresa familiare, ai beni acquistati con essi, nonché agli incrementi dell’azienda, anche in ordine all’avviamento.

La gestione ordinaria della Impresa spetta al titolare: egli provvede in piena autonomia e non è previsto alcun obbligo di consultazione o comunicazione ai familiari che con esso collaborano.

Spettano, invece, alla maggioranza dei componenti dell’Impresa le decisioni concernenti:

—  l’impiego degli utili e degli incrementi;

—  la gestione straordinaria;

—  gli indirizzi produttivi;

—  la cessazione dell’impresa.

Impresa in un giorno (d. comm.)

Il D.L. 112/2008, conv. in L. 133/2008 ha introdotto la possibilità di avviare un’Impresa in un giorno presentando una semplice autocertificazione e semplificando la disciplina dello sportello unico per le attività produttive [vedi], che con il D.P.R. 160/2010, diventa l’unico soggetto pubblico di riferimento per tutti i procedimenti che abbiano ad oggetto l’esercizio di attività produttive e di prestazione di servizi.

Lo sportello unico, da attivarsi presso ogni Comune, assicura al richiedente una risposta telematica unica e tempestiva in luogo degli altri uffici comunali e di tutte le amministrazioni pubbliche comunque coinvolte nel procedimento.

Le aziende, inoltre, avranno a disposizione anche un altro strumento, le Agenzie per le imprese, soggetti privati accreditati dal Ministero dello sviluppo economico a cui gli imprenditori potranno rivolgersi per attestare la presenza dei requisiti richiesti dalla legge per realizzare, trasferire o cessare un’attività e, fatti salvi i procedimenti che comportano attività discrezionale da parte dell’amministrazione, in caso di istruttoria con esito positivo, esse rilasciano dichiarazioni di conformità che costituiscono titolo autorizzatorio per l’esercizio dell’attività.

Tra le novità che permettono di velocizzare l’avvio di un’impresa vi è la possibilità di un contestuale presentazione della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) e della comunicazione unica per la nascita dell’impresa presso il Registro delle imprese [vedi], che quindi trasmette la SCIA allo Sportello unico. Quest’ultimo rilascia ricevuta e in seguito a ciò il richiedente può avviare immediatamente l’attività.

Impresa sociale (d. comm.)

Organizzazioni private introdotte e disciplinate organicamente dal D.Lgs. 155/2006 (sulla base della legge delega 118/2005), comprendenti anche gli enti di cui al Libro V del codice civile, che esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, dirette a realizzare finalità di interesse generale.

Si tratta sostanzialmente di organizzazioni o enti di volontariato operanti nel «sociale» ovvero nel cosiddetto terzo settore, a cui il legislatore conferisce, con tale intervento normativo, natura imprenditoriale in presenza di determinati presupposti.

L’utilità sociale deve sostanziarsi nello scambio e/o produzione di beni e servizi nei seguenti settori:

—  assistenza sociale, sanitaria e socio-sani­taria;

—  educazione, istruzione e formazione;

—  tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, con esclusione delle attività, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi;

—  valorizzazione del patrimonio culturale;

—  turismo sociale;

—  formazione universitaria e post-universitaria;

—  ricerca ed erogazione di servizi culturali;

—  formazione extra-scolastica, finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo;

—  servizi strumentali alle Impresa, resi da enti composti in misura superiore al settanta per cento da organizzazioni che esercitano un’Impresa.

Costituiscono Impresa anche quelle che indipendentemente dal settore in cui operano siano volte all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e/o disabili.

 


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