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Incandidabilità

6 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Incandidabilità (d. pub.): Differenti dall’ineleggibilità [vedi] e incompatibilità [vedi] sono le ipotesi di Incandidabilità approvate con D.Lgs. 31 dicembre 2012, n. 235 che ha dettato un riordino della disciplina per quanto concerne le fattispecie inerenti le Regioni e gli enti locali e ha previsto i casi di Incandidabilità riguardanti i singoli parlamentari e coloro che ricoprono incarichi di governo.

In particolare, non possono essere candidati e non possono comunque ricoprire la carica di deputato e di senatore coloro che hanno riportato condanne definitive a:

—  pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti dall’art. 51, commi 3bis e 3quater, c.p.p.;

—  pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, commessi dai pubblici ufficiali contro la Pubblica Amministrazione;

—  pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, ex art. 278 c.p.p.

Allo stesso modo, coloro che si trovano in tali condizioni non possono ricoprire nemmeno incarichi di governo, in quanto viene meno la cd. «agibilità politica» [vedi].

L’accertamento dell’Incandidabilità comporta la cancellazione dalla lista dei candidati.

L’Incandidabilità del soggetto derivante da sentenza definitiva di condanna per tali delitti decorre dalla data del passaggio in giudicato della sentenza stessa ed ha effetto per un periodo corrispondente al doppio della durata della pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici comminata dal giudice. In ogni caso non è inferiore a sei anni.

Qualora la condizione di Incandidabilità sopravvenga o sia accertata successivamente e prima della proclamazione degli eletti si procede alla dichiarazione di mancata proclamazione nei confronti del soggetto incandidabile.

Qualora una causa di Incandidabilità sopravvenga o comunque sia accertata nel corso del mandato elettivo, la Camera di appartenenza delibera ai sensi dell’articolo 66 della Costituzione, attraverso la Giunta delle elezioni e immunità parlamentari al Senato e la Giunta delle elezioni alla Camera.

La decisione di Incandidabilità è una manifestazione della sovranità delle Camere e della loro autonomia e determina una «inidoneità funzionale» della carica, non garantendo il buon andamento delle amministrazioni pubbliche.



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