Dizionario | Termini giuridici

Indebito

6 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Indebito [pagamento dell’] (d. civ.): Il pagamento dell’Indebito è l’atto con cui taluno esegue un pagamento non dovuto. Esso dà luogo ad un’obbligazione di restituzione. La prestazione, in particolare, può consistere nel versamento di una somma di danaro, nella dazione di una cosa etc.

In ogni caso, il diritto alla ripetizione non è riconosciuto quando la prestazione non dovuta costituiva, anche da parte del «solvens», offesa al buon costume.

Circa il contenuto dell’obbligo di restituzione questo varia a seconda che l’accipiens sia in buona o mala fede [vedi Buona fede] ovvero sia un incapace. In particolare:

—  se l’accipiens (colui che ha ricevuto il pagamento) è in buona fede (i concetti di buona e mala fede si ricavano dal dettato dell’art. 1147), è tenuto a restituire, oltre all’indebito in sé considerato, anche i frutti e gli interessi moratori dal giorno della domanda giudiziale di restituzione (art. 2033);

—  se l’accipiens è in mala fede, deve, oltre all’indebito, i frutti e gli interessi moratori dal giorno del pagamento ricevuto;

—  se l’accipiens è un’incapace è tenuto alla restituzione soltanto nei limiti in cui ciò che ha ricevuto sia stato rivolto in suo vantaggio o arricchimento (art. 2039).

Indebito oggettivo

Si ha Indebito oggettivo quando si adempie un debito che non esiste, ovvero un debito cui si è tenuti, ma ad una persona che non ha diritto a ricevere il pagamento (cd. indebito soggettivo ex latere accipientis).

In tal caso, per la restituzione è necessario e sufficiente che il solvens fornisca la prova di aver eseguito una prestazione oggettivamente non dovuta, per inesistenza di un qualunque titolo idoneo a giustificarla sul piano causale, ovvero dovuta, ma non al soggetto nei cui confronti è stata effettuata.

Indebito soggettivo

Si ha Indebito soggettivo quando un soggetto che non è debitore paga ad un creditore quanto a costui è dovuto da un terzo (cd. indebito soggettivo ex latere solventis).

In questa ipotesi, per la restituzione, la legge (art. 2036 c.c.) richiede che il solvens abbia pagato in base ad un errore scusabile, cioè non dipendente da omissione di diligenza, anche in grado minimo.

Indebito tributario (d. trib.)

Erronea richiesta avanzata dall’amministrazione finanziaria al contribuente di versare un’imposta non dovuta o anche illegittima riscossione di somma non dovuta.

Nella prima eventualità (richiesta indebita), il contribuente può aprire un contenzioso tributario proponendo ricorso dinanzi alle commissioni tributarie avverso il provvedimento di ingiunzione o l’iscrizione a ruolo che gli sono stati notificati.

Nel secondo caso (versamento indebito) il contribuente può chiedere la restituzione di quanto non era dovuto proponendo istanza all’ufficio locale dell’Agenzia delle entrate competente per territorio entro due anni dal pagamento. Avverso il provvedimento di rigetto dell’istanza è proponibile, entro sessanta giorni, ricorso avanti alle commissioni tributarie.

In caso di silenzio-rifiuto dell’amministrazione finanziaria, protrattosi per oltre 90 giorni, è ugualmente ammissibile il ricorso innanzi agli organi del contenzioso tributario.



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