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Iniziativa economica privata

6 Novembre 2015 | Autore:
dizionario giuridico

Iniziativa economica privata [libertà di] (d. cost.): L’art. 41 Cost. afferma che l’Iniziativa economica privata è libera, ma allo stesso tempo esclude che essa possa svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Il costituente detta alcuni limiti negativi e divieti posti a salvaguardia di valori costituzionalmente prevalenti (libertà civili, sicurezza individuale e collettiva, dignità sociale) che non intaccano la sostanziale libertà di scelta di colui che intraprende un’attività economica.

In base alle disposizioni di questo articolo sono state emanate sia la legge Merlin (L. 75/1958), in relazione alla «dignità sociale», sia la normativa che consente il sequestro dei beni di appartenenza di organizzazioni criminali e mafiose («sicurezza» collettiva).

Ben più pregnanti sono, invece, gli interventi pubblici consentiti dall’art. 41, co. 3 che attribuisce alla legge il compito di determinare i programmi e i controlli necessari per indirizzare e coordinare a fini sociali l’attività economica sia dei soggetti pubblici che di quelli privati. A garanzia dei privati, comunque, gli interventi dei pubblici poteri sono coperti da riserva di legge [vedi].

Secondo la Corte costituzionale i programmi e i controlli che possono essere imposti all’attività economica non devono sopprimere l’iniziativa individuale, ma possono solo indirizzarla e coordinarla.

L’art. 41 riconosce e garantisce ai singoli una serie di facoltà e diritti discendenti dal riconoscimento del principio della libera Iniziativa economica privata:

—  facoltà di scegliere l’attività economica da intraprendere; ciò non esclude che possano configurarsi condizionamenti amministrativi sul se (controllo di idoneità del candidato ad una certa attività), sul come (inserimento dell’impresa in un settore soggetto a controlli pubblici) e sul dove (esclusione di certe attività nocive all’ambiente in determinate zone) operare;

—  facoltà di reperire investimenti e di organizzare i fattori della produzione per il perseguimento del fine prescelto, compatibilmente però con i limiti fissati dal co. 2 e da altre disposizioni costituzionali;

—  facoltà di portare avanti le attività lecitamente iniziate, il che implica anche la tutela del libero mercato e della concorrenza (anche in ossequio agli obblighi assunti con l’adesione dell’Italia all’Unione europea), affinché nessun operatore economico sia danneggiato o costretto ad uscire dal mercato perché altri abusano della loro posizione dominante;

—  facoltà di richiedere un compenso ragionevolmente remunerativo per i beni e i servizi prestati, purché giustificato dai costi sostenuti. Tuttavia, il legislatore può fissare d’autorità alcuni prezzi (farmaci, tariffe elettriche etc.) al fine di consentire a tutti di usufruire di determinati servizi o acquistare beni indispensabili per l’intera collettività.

Si noti, comunque, che l’ingresso nel M.E.C. (oggi U.E.) ha espropriato una parte significativa di Iniziativa economica privata dello Stato a vantaggio di tale comunità sovrastatale.



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